LIDL Italia e la trattativa CIA . Proclamazione stato agitazione e sciopero per oggi

In conclusione dell’incontro di mercoledì 14 maggio 2025 a Bologna con la direzione di LIDL
Italia per negoziare il Contratto Integrativo Aziendale, le segreterie nazionali di Filcams CGIL,
Fisascat CISL e UILTuCS hanno valutato complessivamente insoddisfacenti le proposte
dell’impresa e dichiarato conseguentemente lo stato di agitazione.
A distanza di due mesi dalla prima proposta di LIDL sulla parte economica (incontro del 14
marzo 2025), giudicata del tutto insufficiente dalle federazioni nazionali e dalle delegazioni, in
cui l’impresa aveva offerto 200 euro di buoni spesa, nell’incontro ultimo la delegazione aziendale
ha aggiunto ulteriori 100 euro in buoni spesa, oltre a proporre 100 euro lordi di una tantum che
avrebbe erogato appunto una sola volta in busta paga qualora si fosse firmato l’integrativo.
Per Filcams Fisascat Uiltucs tale proposta non risponde alle richieste avanzate nel corso del
lungo negoziato e non corrisponde alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori. Abbiamo
chiesto un valore economico apprezzabile, tenuto conto dell’andamento economico di LIDL Italia,
caratterizzato nel corso degli anni da crescita sostenuta del fatturato (LIDL Italia ha un fatturato
di oltre 7 miliardi), da ampliamento della quota di mercato nell’ambito della grande distribuzione
e soprattutto da utili di bilancio rilevanti (negli ultimi 5 anni di bilancio presentati l’utile ante
imposte di LIDL è stato di 1,3 miliardi di euro circa).
Filcams CGIL, Fisascat CISL e UILTuCS ritengono che le lavoratrici e i lavoratori di LIDL siano
i protagonisti principali di questi risultati e meritino la redistribuzione di parte degli utili che
l’azienda fa ogni anno.
A tal fine abbiamo proposto più soluzioni che permettessero di erogare maggior salario ai
dipendenti: contrattare un salario variabile che al raggiungimento di obiettivi condivisi erogasse
un premio di risultato, la determinazione di una parte di salario fisso aggiuntivo da erogare tutti
i mesi in busta paga, il riconoscimento di buoni pasto. Nessuna di queste opzioni, che potevano
essere alternative o integrative tra loro, è stata presa in considerazione da LIDL.
Oltre alle richieste sulla parte economica, l’organizzazione del lavoro è l’altro tema su cui le
risposte dell’impresa sono al momento insufficienti. Le problematiche maggiori riguardano i
carichi di lavoro, la programmazione e la certezza degli orari di lavoro, in un’azienda in cui circa
il 75% del personale complessivo ha contratti part-time. Mancano schemi e turni orari predefiniti,
programmati e certi. L’attuale gestione degli orari di lavoro dei part time non risponde dal nostro
punto di vista allo spirito del dettato normativo e contrattuale. In estrema sintesi carichi di
lavoro eccessivi ed estrema flessibilità sono il modello organizzativo che LIDL impone ai suoi
dipendenti. Da parte di Lidl, al di là di dichiarazioni generiche, non è arrivata alcuna concreta
risposta. Seppur nel confronto con l’impresa le organizzazioni sindacali hanno ottenuto alcuni
importanti avanzamenti, tra cui l’incremento dell’orario minimo settimanale del part-time a 25
ore settimanali, le disponibilità dell’impresa sulla parte economica e sull’organizzazione del
lavoro sono insufficienti. Avendo dichiarato LIDL di non avere mandato per fare ulteriori proposte, le rappresentanze sindacali presenti congiuntamente alle segreterie nazionali e territoriali, hanno deciso di
proclamare lo stato di agitazione al fine di dare una svolta alla trattativa facendo cambiare le
proposte dell’impresa.
Lo stato di agitazione prevede il blocco di straordinari e supplementari e una giornata di
sciopero nazionale da effettuare sabato 24 maggio 2025 per l’intero turno di lavoro. A livello
territoriale, potranno essere proclamate ulteriori ore di sciopero a sostegno della vertenza.



