PADOVA : APERTURA UFFICIALE CAUSA DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE DI DON GIOVANNI NERVO

PROFILO DEL SERVO DI DIO DON GIOVANNI NERVO, APOSTOLO DELLA CARITÀ .
Giovanni Nervo nasce povero e profugo il 13 dicembre 1918 a Casalpusterlengo, sfollato con la famiglia a causa della guerra dalla natia Solagna (provincia di Vicenza ma Diocesi di Padova). A 13 anni entra nel Seminario di Padova e viene ordinato prete nel 1941.È incaricato di assistere gli studenti del Collegio vescovile di Padova e contemporaneamente vive attivamente l’esperienza nella Resistenza. Dal 1945 al 1950 è assistente spirituale delle ACLI e poi cappellano di fabbrica dell’ONARMO, di cui fino al 1965 è anche responsabile nazionale. Dal 1946 fino al 1963 è insegnate di religione all’Istituto di ragioneria di Padova, che sempre ricorderà come preziosa esperienza educativa.A contatto col mondo del lavoro avverte l’esigenza di formazione dei primi assistenti sociali, e così nel 1951 istituisce una Scuola Superiore di Servizio Sociale che dirige fino al 1970. La vicedirettrice della Scuola, Emanuela Zancan, muore prematuramente lasciando per scopi sociali i suoi risparmi, con i quali nel 1964 viene costituita la “Fondazione Emanuela Zancan”. Don Giovanni la dirigerà fino al 1997, per poi diventarne presidente onorario.La Zancan diventa – ed è ancora – un luogo di formazione e confronto nel progettare, gestire e valutare i servizi alla persona, ponendone al centro la dignità e privilegiando i più poveri ed emarginati. Un’occasione privilegiata di incontro e ricerca diventano i seminari estivi nella sede di Malosco (Trento).
Don Giovanni è parroco a Santa Sofia dal 1965 al 1969, vivendo intensamente la stagione del Concilio Vaticano II. Il 2 luglio 1971, auspice Paolo VI, la CEI istituisce la Caritas Italiana e ne affida la presidenza a don Giovanni Nervo. Nel 1975 è nominato presidente un vescovo e don Giovanni diventa vicepresidente, sempre avendo sulle proprie spalle l’impostazione e la direzione del nuovo organismo pastorale, fino al 1986.Primo fondamentale obiettivo: far nascere le Caritas diocesane, affinché la testimonianza della carità sia percepita e vissuta come dimensione costitutiva della vita cristiana accanto all’annuncio della Parola e alla vita liturgica. Il cuore della testimonianza e della missione: la prevalente funzione pedagogica della Caritas.
Nel 1976, nel primo Convegno ecclesiale indetto dalla CEI, don Giovanni Nervo tiene una delle tre relazioni generali all’assemblea: “Evangelizzazione ed emarginazione”. Qualche mese prima di morire, don Giovanni definirà il suo rapporto con la Caritas Italiana «l’esperienza più importante e centrale del mio sacerdozio e della mia partecipazione alla vita pastorale». Conclusa l’esperienza in Caritas Italiana, don Nervo è chiamato presso la CEI come coordinatore dei rapporti tra la Chiesa e le istituzioni fino al 1991.Poi, rientrato a Padova, continua il mai interrotto impegno nella Fondazione Zancan. Si moltiplicano le chiamate come testimone della carità – così come sintetizzata nel 2020 da Papa Francesco nella lettera enciclica FRATELLI TUTTI sulla fraternità e l’amicizia sociale e, il 4 ott. 2025, da Papa Leone XIV nell’esortazione apostolica sull’amore verso i poveri DILEXI TE – in sedi ecclesiali e civili, mentre prosegue a divulgare le sue riflessioni attraverso numerose pubblicazioni e testimonianze.A motivo della sua vasta e multiforme opera, gli sono state conferite due lauree honoris causa: nel 1996 in Economia e commercio da parte dell’Università di Udine, per il contributo della Caritas italiana alla ricostruzione dopo il terremoto nel Friuli-Venezia Giulia e nel 2003 in Scienze dell’educazione, da parte dell’Università di Padova per i contribuiti originali alla pedagogia sociale.
La sua giornata terrena si chiude il 21 marzo 2013.



