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PADOVA : L’ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO VINCE IL BANDO ROCHE PER LA RICERCA CLINICA A SUPPORTO DI DATA MANAGER E INFERMIERI DI RICERCA

L’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS si aggiudica il bando “Roche per la ricerca clinica – A supporto delle figure di Data Manager e Infermieri di Ricerca” con due progetti selezionati e valutati da Fondazione Gimbe, in qualità di ente esterno garante di indipendenza e terzietà: uno riguardante il linfoma follicolare e l’altro sull’immunoterapia nei pazienti anziani, entrambi presentati dal dott. Matteo Bernardi, Referente Area Organizzativa Gestionale – U.O.S.D. Professioni Sanitarie Ospedaliere IOV.

Nel mondo della ricerca sono sempre di più le figure professionali specializzate che prendono parte all’attivazione e alla conduzione di una sperimentazione clinica. A ruoli consolidati se ne affiancano di nuovi, che sono essenziali non solo per garantire la qualità dei dati raccolti ma soprattutto per il coordinamento dello studio, delle procedure e di tutto il personale coinvolto nella sperimentazione. La formazione dedicata a queste figure professionali – come infermieri, medici, tecnici sanitari, biologi e farmacisti – deve essere mirata alla loro specializzazione, al fine di ampliare e consolidare le loro competenze e renderli capaci di gestire al meglio la sempre più crescente complessità degli studi clinici, portando così non solo ad un miglioramento della qualità della ricerca stessa ma anche della sicurezza dei pazienti che vi partecipano. È in questo contesto che Roche promuove il bando “Roche per la ricerca clinica”, che dalla sua nascita ha stanziato oltre 1 milione e mezzo di euro per 53 borse di studio destinate a data manager e infermieri di ricerca.

Con un investimento complessivo di 210 mila euro per il finanziamento di 7 borse di studio, destinate ad altrettante figure di data manager e infermieri di ricerca che hanno svolto per 12 mesi attività di ricerca clinica non sponsorizzata presso l’ente vincitore del progetto, il bando ha destinato 60mila euro suddivisi tra i due progetti. I finanziamenti ricevuti hanno permesso di sovvenzionare l’attività infermieristica che si occupa delle pratiche assistenziali previste dai protocolli di studio, permettendo di gestire in modo ottimale il percorso dei pazienti all’interno dei due trial, in particolar modo per le attività connesse all’arruolamento, all’esecuzione dei trattamenti previsti, alla gestione delle azioni relative alla misurazione della qualità di vita, al monitoraggio degli eventi avversi, della tossicità e per il follow up.

Il primo progetto, denominato “Trattamento combinato di immunochemioterapia standard vs immunoterapia standard e chemioterapia a ridotto numero di cicli per il trattamento in prima linea di pazienti con linfoma follicolare ad elevato carico tumorale. Studio randomizzato in aperto di fase III della Fondazione Italiana Linfomi”, si è posto l’obiettivo di dimostrare che nei pazienti con linfoma follicolare di nuova diagnosi in stadio avanzato ed elevato carico tumorale secondo i criteri GELF, una strategia di trattamento che riduce il numero di cicli di chemioterapia non è inferiore, in termini di sopravvivenza libera da progressione (PFS), rispetto alla terapia standard. 

“Al centro c’è l’ottimizzazione del regime terapeutico; dunque, la possibilità di ottimizzare lo schema terapico per i pazienti con linfoma follicolare ad elevato carico tumorale, consentendo di identificare una base scientifica per proporre regimi terapeutici meno intensivi – ha dichiarato la vincitrice del bando Martina Peron, infermiera di ricerca presso l’Unità Professioni Sanitarie Infermieri di ricerca all’interno della UOSD Professioni Sanitarie Ospedaliere IOV Il nostro studio ci permette di acquisire nuove informazioni relative all’impatto della riduzione dei cicli di chemioterapia sulla tossicità complessiva e sulla qualità della vita dei pazienti, evidenziando dati dettagliati sugli effetti collaterali a breve e lungo termine e sulla loro gestione”.

Il secondo progetto è denominato “Studio randomizzato di fase 2 di confronto tra immunoterapia e chemioterapia nel trattamento del paziente anziano”.

“I risultati dello studio forniranno dati cruciali sul grado di efficacia dell’immunoterapia nei pazienti anziani affetti da carcinoma polmonare rispetto ai trattamenti chemioterapici tradizionali, raccogliendo al contempo informazioni dettagliate sulla tollerabilità dell’immunoterapia nei pazienti anziani – ha affermato la dott.ssa Melissa Franco, vincitrice del Bando per il dipartimento delle chirurgie oncologiche IOV L’immunoterapia potrebbe offrire un profilo di tossicità più favorevole rispetto alla chemioterapia, riducendo gli effetti collaterali acuti e cronici, il che è particolarmente importante nei pazienti anziani perché possono sperimentare un miglioramento significativo della qualità della vita durante e dopo il trattamento. La migliore tollerabilità dell’immunoterapia potrebbe portare a una maggiore adesione al trattamento, aumentando le probabilità di completare il regime terapeutico e migliorando gli esiti clinici complessivi”.

La minore tossicità associata all’immunoterapia potrebbe ridurre i costi complessivi del trattamento, inclusi quelli per la gestione degli effetti collaterali e le ospedalizzazioni frequenti nei pazienti trattati con chemioterapia e gli accessi alle strutture sanitarie da parte dei pazienti, favorendo un utilizzo più efficiente delle risorse del SSN. Lo IOV – Istituto Oncologico Veneto – I.R.C.C.S. è il primo Istituto del Veneto specificatamente destinato alla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori ed alla ricerca sul cancro: la sua missione è infatti quella di fornire l’assistenza più avanzata ai pazienti neoplastici e svolgere nello stesso tempo ricerca biomedica, essenziale per il progresso delle conoscenze e il trasferimento delle cure più innovative. Nel quadro della programmazione sociosanitaria regionale e nell’ambito dell’organizzazione della rete oncologica regionale per livelli, allo IOV-IRCCS è assegnato il ruolo di centro HUB di coordinamento in stretta sintonia con i poli oncologici di riferimento, i dipartimenti di oncologia clinica e i gruppi oncologici multidisciplinari (GOM) operanti anche presso l’Azienda Ospedale-Università Padova. In particolare, lo IOV-IRCCS garantisce il supporto logistico e operativo al Coordinamento Regionale per le Attività Oncologiche (CRAO), afferente all’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto.

“Da quasi 130 anni, le attività di Ricerca e Sviluppo rappresentano una leva strategica di Roche che si è tradotta, nel tempo, in soluzioni concrete capaci di cambiare il naturale corso di patologie gravi per le quali non esisteva una cura. La nostra missione è fare oggi ciò di cui i pazienti avranno bisogno domani – ha commentato Anna Maria Porrini, Direttore Medico Roche Italia – ed è proprio in queste parole che risiede l’essenza del nostro impegno quotidiano, concretizzato da un lato con gli investimenti in innovazione, sia essa terapeutica, tecnologica o di servizi, e dall’altro attraverso una collaborazione con tutta la rete di interlocutori dell’ecosistema salute. Bandi come questo ci permettono di affrontare in sinergia le sfide dei nostri tempi e favorire la sostenibilità del sistema di cui vogliamo essere partner. L’obiettivo è continuare a dare sostanza alla nostra responsabilità verso i pazienti e garantire loro la migliore qualità di vita possibile, anche attraverso la formazione di figure professionali impegnate nella ricerca la cui specializzazione può fare la differenza”.

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