
“Prendiamo spunto dalla notizia del primo caso di infezione da virus influenzale A(H9N2) di origine animale (aviaria) a bassa patogenicità identificato in un uomo in Lombardia per ricordare che sono mesi che chiediamo di sapere quali sono le condizioni reali degli allevamenti veneti. Inoltre, esigiamo la massima trasparenza riguardo la campagna vaccinale annunciata dalla Giunta regionale del Veneto per combattere l’influenza aviaria perché potrebbe portare ad alimenti pericolosi per la salute umana. Chiediamo una moratoria immediata, prima dell’inizio della campagna obbligatoria, perché venga reso tutto trasparente. Vogliamo che la Giunta veneta renda noti i protocolli di sorveglianza per distinguere animali vaccinati da quelli non vaccinati e quali ricadute si prevedono per la tracciabilità e commercializzazione dei prodotti alimentari. Chiediamo, inoltre, che si rendano pubbliche quali ulteriori misure di biosicurezza, controllo della densità degli allevamenti e programmazione produttiva accompagneranno la vaccinazione, al fine di ridurre strutturalmente il rischio di nuovi focolai”. Lo dichiarano in una nota i consiglieri regionali di Resistere Veneto, Riccardo Szumski e Davide Lovat, che aggiungono: “La Giunta regionale chiarisca urgentemente e ufficialmente con quale tecnologia intende vaccinare gli animali degli allevamenti avicoli a partire da Aprile 2026, così come annunciato. Ci aspettiamo che da coloro che non hanno avuto remore nello sperimentare direttamente su esseri umani il vaccino Covid-19 ora ci riprovino attraverso il ciclo dell’alimentazione trasformando gli animali da carne, e le uova, in prodotti nocivi per la salute pubblica



