
Gli Assessori del Comune di Pordenone Alberto Parigi, Assessore alla Cultura, e Guglielmina Cucci, Assessora alle Pari Opportunità, hanno partecipato all’inaugurazione della mostra fotografica “La bellezza dell’imperfezione”, allestita alla Biblioteca civica nell’ambito del progetto “La Cultura che Cura”, inserito nel percorso di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. L’esposizione, visitabile dal 17 aprile al 2 maggio 2026, raccoglie gli scatti realizzati da adolescenti oncologici e propone un percorso artistico e umano che intreccia fotografia, cura e condivisione. La mostra è arricchita anche dai testi realizzati da tre ragazzi dell’Istituto Flora, del Centro Diurno per i Disturbi Alimentari e Pediatrici e del CRO di Aviano.
Nel corso dell’iniziativa, gli assessori hanno portato il saluto dell’Amministrazione comunale, sottolineando il valore del progetto e della mostra: «Il progetto “La Cultura che Cura” è uno degli esempi più autentici dello spirito di Capitale della Cultura: un lavoro di rete, partecipato, che mette al centro le persone, in particolare quelle più fragili, e che si traduce in iniziative capaci di unire arte, musica, teatro e percorsi di cura. Questa mostra ne è una testimonianza concreta, perché dimostra che Pordenone 2027 non è un’etichetta, ma un processo che genera energie positive e contribuisce a migliorare la qualità della vita. Accanto al valore artistico, qui emerge con forza una dimensione umana, sociale e relazionale che nessun grande evento potrà restituire con la stessa intensità. Per questo il mio ringraziamento va a tutti i soggetti coinvolti e al personale della Biblioteca, che rendono possibile trasformare la cultura in uno strumento reale di benessere e comunità».
«Questa mostra racconta con straordinaria autenticità cosa significa mettere la persona al centro. Il progetto “La Cultura che Cura” – ha aggiunto l’Assessora Cucci – conferma un percorso già avviato dai servizi sociali verso la costruzione di un welfare culturale e comunitario: si passa da un modello assistenziale a un approccio che valorizza l’unicità di ciascuno e promuove un’integrazione sempre più forte tra politiche sociali, culturali ed educative. La collaborazione con il sistema sociosanitario rappresenta un importante cambio di paradigma, in cui la cultura diventa strumento di cura e la cura diventa cultura. Attraverso gli scatti di questi ragazzi e le parole dei giovani dell’Istituto Flora, del Centro Diurno e del CRO di Aviano, affrontiamo temi centrali per la società contemporanea — integrazione, fragilità, dignità — riconoscendo nella conoscenza e nell’espressione artistica strumenti fondamentali per promuovere rispetto e coesione sociale. Questo è il senso più profondo di Pordenone Capitale della Cultura».



