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PADOVA: Per la prima volta celebra la Festa della Marina Militare Italiana.Mercoledì 10 giugno alle ore 9:45 in Piazzetta Sartori

L’istituzione della “Giornata della Marina Militare” risale al 13 marzo 1939. All’epoca ogni singola Forza Armata ebbe l’opportunità di scegliere il giorno in cui celebrare la propria festa: per la Marina Militare fu indicata la data del 10 giugno quale ricordo di una delle più significative ed ardite azioni compiute sul mare nel corso della 1ª Guerra Mondiale: l’impresa di Premuda.Mercoledì 10 giugno l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Padova ha deciso, per la prima volta a Padova, di celebrare la Giornata della Marina Militare con una breve ma significativa cerimonia di fronte al Monumento ai Caduti del Mare che si trova in Piazzetta Sartori dal 1990, anno della sua inaugurazione. Alle ore 9:45, dopo l’ingresso delle Autorità, ci sarà l’alzabandiera con l’esecuzione dell’Inno Nazionale, la Preghiera del Marinaio, la lettura dell’azione di Premuda con la motivazione MOVM a Luigi Rizzo e a seguire gli interventi istituzionali. La cerimonia si concluderà con l’ascolto della marcia della Marina Militare.

Saranno presenti il presidente dell’ANMI di Padova Alberto Zara, i consiglieri comunali Nereo Tiso e Enrico Turrin, Autorità della Marina Militare e dell’Esercito.

”Una volta marinaio… marinaio per sempre” è il celebre motto che esprime il legame indissolubile con il mare e i valori della vita marinara. Questo spirito di appartenenza è custodito e celebrato dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, che riunisce il personale in servizio, in congedo e semplici cittadini ed è diffusa su tutto il territorio nazionale con Gruppi anche all’estero. A Padova l’ANMI custodisce il Museo del Marinaio, un suggestivo spaccato storico tecnico e culturale della marineria militare italiana, in un arco di tempo che va dal primo conflitto mondiale fino, per mezzo delle pubblicazioni dell’Associazione, ai giorni nostri. Sono esposti numerosi “pezzi” rappresentativi della realtà marinara: modelli di navi e di infrastrutture navali (anche a carattere tecnico), testimonianza dell’aviazione di marina (fra le quali l’elica lignea originale di un idroplano), esempi della strumentazione di bordo e apparecchi per il rilevamento della posizione, cartografia e illustrazioni. Ma anche fucili storici e armi bianche (scimitarre, lance, frecce) provenienti dall’Africa e raccolte nel corso di chissà quali navigazioni, assieme a conchiglie e denti di animali esotici che i marinai riportavano come “souvenir”. Fanno bella mostra di sé, nello loro appariscenza, una mina austro-ungarica e un siluro (completo in ogni sua parte) risalente al periodo 1915-18.

Il Museo di trova all’interno della sede dell’ANMI, nel palazzo di Assoarma in viale Felice Cavallotti, 2.

L’azione di Premuda della Marina Militare Italiana

La più brillante ed audace azione navale della Prima guerra mondiale. La notte fra il 9 e il 10 Giugno 1918 una sezione di due MAS al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo lasciava il porto di Ancona dirigendosi verso l’isola di Premuda dove avrebbe dovuto effettuare un normale rastrellamento allo scopo di accertare la presenza in zona di campi minati. Durante le operazioni di rastrellamento le unità intercettarono la potente squadra navale austriaca composta da due corazzate, un cacciatorpediniere e sei torpediniere che, uscita dalla base nemica di Pola, stava dirigendo verso il Canale di Otranto. Ebbe così origine una delle più brillanti azioni navali della Prima guerra mondiale, nel corso della quale, a conclusione di un attacco condotto con incredibile audacia e grande perizia, il Comandante RIZZO silurò ed affondò la corazzata “Santo Stefano”. A Luigi Rizzo, già decorato con medaglia d’oro al valor militare per aver forzato sei mesi prima il porto di Trieste affondandovi la Corazzata “Wien” venne attribuita, per questa impresa una seconda medaglia d’oro. A Premuda Rizzo risolse, senza saperlo, un problema ben più importante dell’affondamento di una singola nave, poiché l’impresa modificò profondamente l’attuazione di un piano politico e strategico che avrebbe portato le forze austriache, con ogni probabilità, ad ottenere la supremazia navale in Adriatico e forse nel Mediterraneo.

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