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Stati Generali dei Comuni Litoranei e di Lago del Veneto: tra Criticità e Prospettive, le Richieste al Governo

Status di Città Balneare, demanio marittimo, gestione dei flussi, dei rifiuti, della sicurezza, ma anche erosione delle coste, e valorizzazione delle specificità: le sfide dei Comuni che si affacciano sull’acqua. Oggi a Jesolo si è tenuta la seconda edizione degli Stati Generali dei Comuni Litoranei e di Lago del Veneto, un evento cruciale dedicato alle sfide e alle opportunità delle realtà costiere e lacustri della regione. Allo Stabilimento Balneare Oro Beach di Via Veneto, dalle 10 alle 13, amministratori, esperti e operatori del settore si sono confrontati su temi strategici come quello dello “status di città balneare” e sulle sue implicazioni attuali. L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, esperti e associazioni di categoria, con l’obiettivo di elaborare un documento programmatico che sarà presentato ai decisori politici. Dopo gli Stati Generali dei Comuni Montani, era la volta del secondo appuntamento voluto da Anci Veneto per confrontarsi sulle peculiarità di alcuni Comuni, in questo caso quelli marittimi e lacustri, per analizzare l’attuale quadro normativo e amministrativo che regola le città balneari, evidenziando le criticità e le potenzialità inespresse. L’obiettivo era delineare proposte concrete per un riconoscimento più adeguato delle specificità di questi territori, che rappresentano un motore economico e turistico fondamentale per il Veneto. Saranno affrontati temi come la gestione dei flussi turistici, la sostenibilità ambientale, la gestione della sicurezza e dei rifiuti, la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale, e la necessità di risorse e strumenti normativi specifici per sostenere lo sviluppo equilibrato e duraturo di queste comunità.

Il programma ha visto i saluti istituzionali del sindaco di Jesolo e vicepresidente di Anci Veneto, Christofer De Zotti, e della sindaca di Cavallino-Treporti e presidente della Consulta Comuni Litoranei e di Lago di Anci Veneto, Roberta Nesto. Hanno seguito gli interventi del presidente di Anci Veneto, Mario Conte, e del vicepresidente della Regione Veneto, Lucas Pavanetto. Dopo, il dialogo tra amministratori del territorio con Christofer De Zotti, Roberta Nesto, Michele Grossato sindaco di Rosolina e Mauro Armelao sindaco di Chioggia. Infine la tavola rotonda tra operatori economici del territorio con Eleonora Baldo, presidente di Jesolo Turismo, Pierfrancesco Contarini, presidente Associazione Jesolana Albergatori, Angelo Faloppa, presidente Confcommercio Ascom San Donà – Jesolo, Luigi Pasqualinotto, presidente Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice, Alberto Granzotto, presidente FAITA Federcamping, Stefano Cerchier, presidente Azienda Trasporti Veneto Orientale, Luciano Pareschi, Presidente Assoparchi.

“Anci Veneto organzza ogni anno tre appuntamenti collettivi di condivisione per i Comuni: gli Stati Generali dei Comuni del Veneto, poi quelli per i Comuni Montani del Veneto e ora quelli per i Comuni Litoranei e di Lago: un momento di ascolto e confronto indispensabile per le nostre città litoranee e di lago. Queste realtà, pur essendo la punta di diamante del nostro turismo, affrontano sfide uniche che richiedono risposte specifiche e un riconoscimento a livello nazionale – ha detto Mario Conte, presidente di Anci Veneto – Dobbiamo superare l’attuale frammentazione normativa e lavorare insieme per ottenere uno status giuridico e finanziario che rifletta il loro ruolo strategico, permettendo loro di investire in infrastrutture, servizi e sostenibilità. Il nostro impegno è dare voce a queste esigenze e trasformarle in azioni concrete per il futuro del Veneto. Se è vero che le Città Balneari vengono definite “porte dell’Italia verso il mondo” che attraggono milioni di turisti (in gran parte stranieri), generano occupazione e un indotto significativo per l’economia nazionale, diventa fondamentale un riconoscimento giuridico specifico: chiediamo quindi al Parlamento di assumere un’iniziativa politica trasversale per accelerare la ripresa dell’economia turistica e affrontare problemi specifici, superando la semplice definizione di “comuni turistici”. E non si tratta solo di turismo, chiariamolo: lo status deve riguardare esigenze specifiche di sicurezza e ordine pubblico, gestione dei rifiuti e delle acque, gestione del demanio marittimo, tutela dell’ambiente e del territorio con particolare riferimento all’erosione delle coste. E visto l’enorme introito dalla tassa di soggiorno, sarebbe da rivedere la quota libera del suo utilizzo per il bene comune”.

“Siamo onorati di aver ospitato a Jesolo la seconda edizione degli Stati Generali. La nostra città, come molte altre, vive quotidianamente le complessità e le opportunità legate al suo status di località balneare. È fondamentale che il legislatore riconosca la specificità dei Comuni costieri e lacustri, dotandoli di strumenti adeguati per gestire le stagionalità, l’afflusso di milioni di visitatori e la tutela di un ambiente prezioso. Questa giornata è stata l’occasione per mettere a sistema le nostre esperienze e le nostre proposte, affinché le città balneari possano continuare a essere attrattive, competitive e sostenibili nel lungo periodo – il commento di Cristofer De Zotti, vicepresidente di Anci Veneto e sindaco di Jesolo – Sappiamo bene che siamo delle “Città-Fisarmonica” con una popolazione residente a volte ridotta, che durante l’estate ospitano milioni di presenze turistiche stagionali, causando un elevato carico antropico e una domanda di servizi pubblici sproporzionata rispetto alle dotazioni organiche e finanziarie parametrate sulla popolazione residente. Le nostre criticità riguardano sì i flussi turistici, ma anche la necessità di bilanciare lo sviluppo turistico con la protezione dell’ecosistema costiero e lacustre, compresa la gestione dei rifiuti e la tutela della qualità delle acque. Così come manca il riconoscimento giuridico e finanziario adeguato che tenga conto delle loro peculiarità e delle maggiori esigenze derivanti dalla stagionalità e dall’elevato numero di presenze. Aderiamo anche al G20 Spiagge presieduto dalla collega Roberta Nesto e su 20 Comuni aderenti da tutta Italia, ben 6 sono veneti: Caorle, Cavallino Treporti, Chioggia, Jesolo, Rosolina, San Michele al Tagliamento. Segno che la nostra Regione ha ben chiara l’importanza di lavorare in squadra per un riconoscimento quanto mai urgente”.

“Ringrazio ANCI Veneto per aver promosso questo momento di confronto dedicato ai Comuni del litorale e del lago, realtà che rappresentano una componente fondamentale dell’identità, dell’economia e dell’offerta turistica della nostra Regione – ha dichiarato il vicepresidente e assessore al Turismo della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto, portando i saluti del presidente Alberto Stefani –  L’incontro di oggi affronta temi che non riguardano soltanto il turismo, ma più in generale il governo dei territori. Centrale è la questione del riconoscimento delle Comunità marine e lacuali, portato avanti dal G20 Spiagge, per riconoscere la specificità di aree ad alta pressione turistica. Si tratta di un percorso che la Regione del Veneto segue con grande attenzione e che sosteniamo convintamente, perché consentirebbe di affrontare in modo più adeguato problematiche che riguardano il personale degli enti locali, l’organizzazione dei servizi, la mobilità, la sicurezza urbana, la gestione ambientale, l’housing per i lavoratori e più in generale la capacità di governare territori che svolgono una funzione strategica per il Veneto e per l’intero Paese. In questo percorso desidero riconoscere il lavoro svolto dalla Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto, che negli anni è diventata un importante luogo di confronto e coordinamento

Roberta Nesto ha portato l’attenzione sulle necessità: “Ho avanzato durante l’assemblea le proposte per un documento finale da inviare a Roma: Riconoscimento normativo delle Comunità Marine e delle città a fisarmonica, attraverso una legge nazionale che riconosca la specificità dei Comuni turistici di mare e di lago e tenga conto della popolazione effettivamente presente nella programmazione dei servizi e delle risorse; Strumenti per la gestione dei flussi turistici, prevedendo specifiche competenze e strumenti normativi per programmare e governare i flussi, garantendo equilibrio tra accoglienza, sostenibilità e qualità della vita; Maggiori risorse per la sicurezza e i servizi essenziali, affinché i Comuni possano adeguare polizia locale, protezione civile, servizi sanitari e gestione delle emergenze alla reale dimensione della popolazione presente; Finanziamenti strutturali per mobilità e infrastrutture, destinati al trasporto pubblico locale, ai collegamenti intermodali, ai parcheggi di interscambio e alle infrastrutture necessarie a sostenere territori soggetti a forti variazioni di presenze; Misure specifiche a sostegno dei lavoratori stagionali, attraverso il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, incentivi alla continuità occupazionale e politiche abitative dedicate; Protocollo con il sistema bancario per favorire l’accesso al credito e ai mutui per l’acquisto della prima casa da parte dei lavoratori stagionali, valorizzando la continuità reddituale derivante dalla stagionalità e prevedendo adeguati strumenti di garanzia; Maggiori risorse per i residenti, destinate a servizi sanitari, sociali, educativi e alle politiche per la casa, affinché il turismo continui a rappresentare un’opportunità di crescita per tutta la comunità; Politiche per la conciliazione tra lavoro e famiglia, attraverso servizi educativi flessibili, welfare territoriale e aziendale e strumenti di sostegno alle famiglie; Investimenti nella formazione continua, per qualificare le professionalità del turismo e rispondere alle nuove esigenze del mercato del lavoro; I Comuni di mare e di lago non chiedono privilegi: chiedono il riconoscimento di una realtà evidente: amministrano territori che generano valore per l’intero Paese e che, per molti mesi all’anno, diventano comunità molto più grandi di quelle descritte dai dati anagrafici. Servono quindi strumenti adeguati per garantire sicurezza, servizi, lavoro e qualità della vita a residenti e ospiti. Questa è la sfida che abbiamo davanti. Ed è una sfida che possiamo vincere solo lavorando insieme, con visione, responsabilità e la consapevolezza che investire nelle Comunità Marine significa investire nel futuro dell’Italia.

«Ho portato all’attenzione del Summit alcune questioni che ritengo fondamentali per Chioggia e per molte località turistiche del Veneto. Innanzitutto il problema dei rifiuti spiaggiati: non è giusto che i costi della pulizia delle nostre spiagge ricadano interamente sui residenti e sulle attività economiche della città. A Chioggia sosteniamo una spesa di circa 2 milioni di euro all’anno, ma i rifiuti che arrivano dai fiumi Brenta e Adige non sono stati prodotti né dai nostri cittadini né dai turisti. Per questo ho chiesto interventi per mitigare questi costi. Ho poi affrontato il tema dell’emergenza abitativa, una criticità sempre più evidente nelle città a vocazione turistica. Molti proprietari preferiscono destinare gli immobili agli affitti brevi stagionali e questo sta creando gravi difficoltà a tante famiglie che rischiano di dover lasciare Chioggia perché non trovano più un’abitazione disponibile. C’è poi la questione della sicurezza: auspico che il progetto di legge del G20S consenta di sbloccare risorse da destinare ai Comuni per assumere più agenti di polizia locale e rafforzare così il controllo del territorio, soprattutto durante la stagione estiva. Infine ho richiamato l’attenzione sul tema delle infrastrutture e in particolare sui lavori al ponte della Statale Romea. Si tratta di un’arteria internazionale strategica e gli interventi stanno subendo pesanti rallentamenti a causa della presenza di nidi di rondine tutelati dalla normativa vigente. Questo comporterà uno slittamento dei lavori di circa due mesi e mezzo, con ulteriori disagi per la viabilità e ripercussioni economiche che la città ha già iniziato a subire a causa delle lunghe code registrate negli ultimi fine settimana» le parole di Mauro Armelao, sindaco di Chioggia.

“Abbiamo portato all’attenzione diverse problematicità comuni a quelli litoranei, soprattutto quelle della logistica e delle infrastrutture – ha detto Michele Grossato, sindaco di Rosolina – abbiamo necessità di interventi concreti per permettere ai turisti di raggiungere in maniera celere le nostre comunità, abbiamo come unica arteria la strada statale Romea, ben nota sia dal punto di vista del traffico che per gli incidenti, è necessario dunque fare degli interventi di messa in sicurezza per agevolare sia i turisti che i residenti che la percorrono quotidianamente”.

Eleonora Baldo, presidente Jesolo Turismo Spa: “Ci definiamo con orgoglio una società sostenibile, perché guardiamo sempre al territorio con un occhio attento alla realtà in cui operiamo. Siamo una società “della” città e “per” la città”.

Pierfrancesco Contarini, presidente Associazione Jesolana Albergatori: “La preoccupazione maggiore oggi riguarda il capitale umano, che cresce nel momento in cui oggi la cosiddetta stagione considera almeno il periodo aprile-ottobre, con aperture anche in altri mesi in quelle che vengono chiamate come le “nuove” stagioni. Gli imprenditori devono investire in questo trend, per garantire i servizi che i nostri ospiti si aspettano. E, in questo, va considerato anche l’alloggio per il dipendente. Quello del capitale umano sarà sempre più il focus su cui intervenire”.

Angelo Faloppa, presidente Confcommercio San Donà-Jesolo: “Questione collaboratori: l’alloggio sarà sempre più anche per i familiali e non solo per i dipendenti, considerato che avremo una crescita dei lavoratori stranieri, che sono bene accetti. Per quanto riguarda il commercio, c’è sofferenza (aumentata dalla pandemia in poi), come in tutta Italia; mentre gode di buona salute la ristorazione”.

Luigi Pasqualinotto, presidente Consorzio JesoloVenice: “Negli anni abbiamo investito in promozione nelle aree dell’Est Europa, credendo che qui si potessero raccogliere nuovi segmenti di mercato; oggi quella progettazione sta dando i suoi frutti.

Stefano Cerchier, presidente Atvo: “Siamo una piccola realtà, ma che, per nove mesi all’anno, si trova a gestire un territorio che diventa una metropoli, con i turisti, soprattutto stranieri, che richiedono giustamente un alto standard dei servizi, come trovano nelle loro grandi città. Purtroppo, abbiamo dei contributi fermi dal 2014, mentre, parallelamente, i costi sono aumentati. Da parte nostra, in ogni caso, negli anni abbiamo investito molto in infrastrutture e servizi. Auspico che, nella nuova legge delle Città Marittime, rientri anche il capitolo trasporti”.

 

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