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Locazioni turistiche: l’amministrazione di Padova al lavoro per individuare strumenti di regolamentazione

Locazioni turistiche e affitti brevi sono una questione che impatta in misura sempre maggiore sulla vita delle città. Anche Padova, dove non si registra ancora una situazione con numeri paragonabili a quelli di altri comuni come ad esempio Venezia, subisce la pressione esercitata da questa tipologia di locazione, che va ad incidere principalmente sulla disponibilità di alloggi destinati alla residenza stabile, sottraendo patrimonio residenziale all’uso abitativo ordinario, con effetti negativi sul tessuto sociale.

Nella nostra città, su 11905 posti letto totali nelle strutture ricettive, 5483 sono locazioni turistiche, cioè quasi la metà.Un dato sicuramente significativo che da tempo ha spinto l’Amministrazione ad avviare un lavoro per individuare forme di regolamentazione, in un contesto di assenza di strumenti regionali o nazionali.

La necessità di affrontare tali criticità è riconosciuta anche nel Documento Unico di Programmazione approvato dal Consiglio Comunale, sulla base del quale la Giunta ha deciso di affidare un incarico all’avvocato Gualandi per avviare uno specifico studio sul fenomeno delle locazioni brevi e proporre possibili forme di regolamentazione.L’obiettivo è arrivare, entro l’anno, a dotarsi di specifici strumenti urbanistici ed edilizi per gestire il fenomeno, nell’ambito di una politica abitativa che tuteli la residenzialità e la armonizzi con il turismo e le locazioni brevi.Ricordiamo che con locazioni turistiche non si intendono le attività economiche e ricettive come i bed and breakfast bensì le strutture e le case private messe in affitto da singoli o società proprietarie.

L’assessora alle politiche abitative, Francesca Benciolini, commenta: “Si tratta di un tema sempre più urgente ed è un lavoro che abbiamo avviato tempo, partendo da una mappatura della situazione su Padova. Proprio lo scorso settembre, nel corso dell’aggiornamento annuale sui tavoli dell’abitare abbiamo avviato presentato una prima analisi e a marzo abbiamo incontrato l’assessora di Napoli, Laura Lieto, con la quale abbiamo avuto un confronto sugli strumenti di tipo urbanistico che la città campana si è data per arginare il fenomeno. In generale è un tema che con l’Alleanza municipalista per la casa stiamo portando avanti e questo nostro passo si inserisce in un quadro in cui a livello nazionale e regionale non esistono strumenti tranne per alcune rare eccezioni come la Regione Emilia Romagna e la regione Toscana o città come Bologna, Firenze, appunto Napoli o realtà più piccole come Sirmione. Ancora una volta sulle città ricade la responsabilità di muoversi per prevenire effetti troppo drastici in assenza di strumenti adeguati e quindi con un margine di azione limitato.”

L’assessore all’urbanistica Andrea Ragona aggiunge: “Questa consulenza ci aiuterà ad individuare strumenti per limitare la proliferazione di forme di affitto che sottraggono spazi e case per la residenzialità, con il rischio di svuotare i centri storici e stravolgere le loro funzioni. La situazione a Padova non è ancora drammatica con in altre città anche venete, banalmente in centro storico vivono ancora delle persone mentre altrove i centri ormai sono stati stravolti, ma vogliamo individuare tutti gli strumenti a nostra disposizione per prevenire fenomeni drastici, seppur dentro a un quadro in cui le nostre possibilità sono limitate. Da decenni sul tema non si agisce a livelli superiori e oggi le città si trovano ad affrontare un problema più grande di loro senza alcuna possibilità di interventi a monte. Allo stesso tempo però sono in prima fila nel tutelare i propri cittadini e nell’assorbire le conseguenze della mancata regolamentazione e per questo, nel nostro piccolo, lavoriamo con massimo impegno in questa direzione.”

Il vicesindaco con delega all’edilizia privata Antonio Bressa conclude: “Proviamo ad individuare nuovi strumenti adeguati e non retroattivi, consapevoli del campo di azione limitato, magari con modifiche degli strumenti già in essere come il Regolamento Edilizio e il Piano degli Interventi, per disciplinare l’utilizzo delle unità residenziali ai fini della locazione turistica.L’importante crescita della città dal punto di vista turistico, stimolata dalla valorizzazione del patrimonio culturale e dalle iniziative di marketing che abbiamo messo in campo nella consapevolezza che il turismo sia un volano importante, ha accelerato un fenomeno che può compromettere l’offerta per la residenzialità. Non solo, la prevalenza di presenze temporanee può ridurre la domanda locale di beni e servizi quotidiani, compromettendo la sostenibilità economica delle attività di prossimità come i negozi di vicinato.Abbiamo già messo in atto alcune misure, come ad esempio aumento dell’imposta di soggiorno e l’aumento al livello massimo dell’IMU per i soggetti che utilizzano il proprio appartamento per queste finalità e con queste risorse abbiamo finanziato azioni relative alle politiche abitative. Ora proviamo a fare un passo ulteriore grazie ad alcune città che hanno fatto da capofila in una materia non normata permettendo un assestamento della giurisprudenza attorno alla materia e concedendo elementi in più su cui agire in assenza di una legge regionale o nazionale.”

 

 

 

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