I rider di Vicenza in assemblea per reclamare lavoro e sicurezza dopo lo sciopero di Padova.

Dopo le mobilitazioni in tutta Italia e lo sciopero regionale veneto del 24 luglio a Padova, NIdiL CGIL di Vicenza ha riunito oggi in assemblea i rider del territorio berico per fare il punto della situazione e strutturare la continuità della lotta. Il quadro emerso dal confronto con chi ogni giorno effettua consegne per le strade della provincia è preoccupante: dopo l’emanazione dell’ordinanza regionale, quando le temperature superano i livelli di guardia, le piattaforme Glovo e Deliveroo bloccano alle 12 gli ordini per chi effettua le consegne in bici, fermando di fatto il lavoro per centinaia di rider in una delle fasce principali di attività, però, al contempo, senza che sia garantita alcuna forma di tutela o di ammortizzatore sociale per le ore di lavoro perso. Per molti di loro, perdere il lavoro della fascia del pranzo significa perdere più della metà del guadagno giornaliero, tanto che a fine luglio molti di loro avranno difficoltà a pagare affitto e bollette.
«L’ordinanza emanata dalla Regione Veneto è un provvedimento di facciata, vuoto e del tutto insufficiente: lascia scoperte intere categorie e non prevede sanzioni reali per chi continua a far lavorare le persone in condizioni disumane», denuncia Massimiliano Bianco, segretario di NIdiL CGIL Vicenza. «Mentre in altri settori esistono, seppur con enormi rigidità burocratiche, gli ammortizzatori sociali per eventi meteo estremi, i rider rimangono completamente privi di tutele, costretti a scegliere tra il rischio di un malore per strada e l’azzeramento del reddito o la penalizzazione da parte dell’algoritmo».
Il 16 luglio c’è stato un primo incontro a Roma tra NIdiL CGIL, Felsa Cisl, Uiltemp UIL, Confcommercio e Ministero dell’Industria durante il quale i sindacati hanno proposto la creazione di un fondo alimentato dalle piattaforme da attivare in caso di eventi meteorologici estremi. Ad oggi però non c’è stata nessuna risposta concreta, ma solo un impegno a valutare le proposte in un successivo incontro. Per fare pressioni sul governo e sull’opinione pubblica e perché non si continui ad ignorare quello che sta accadendo sono state indette la scorsa settimana diverse mobilitazione in tutto il Paese: Pesaro, Milano, Bologna, Padova e in Piemonte. “La situazione di profondo disagio che vivono questi lavoratori però non può essere prolungata all’infinito e anche in Veneto chiediamo che siano accelerati i tempi della discussione all’interno del Ministero dell’Industria e chiediamo anche un intervento della Regione Veneto per individuare soluzioni che non facciano ricadere sui lavoratori il prezzo della tutela della propria salute, senza alcun coinvolgimento o impegno economico da parte delle piattaforme di delivery” continua Bianco al termine dell’assemblea.
Anche se in questo momento si parla prioritariamente della questione caldo e della mancata retribuzione non si può omettere che la discussione con le piattaforme, per NIdiL parte sempre dal punto fondamentale che è quello della trasformazione da parte di Glovo e Deliveroo del “lavoro autonomo” dei rider che svolgono l’attività in maniera continuativa e ordinaria in lavoro subordinato, con tutti i diritti e le tutele previsti dalla legge e dal contratto collettivo di riferimento. Per i restanti rider, che operano effettivamente in regime di autonomia, c’è disponibilità a discutere criteri di equo compenso e no-dumping nei confronti del lavoro dipendente, definendo tra l’altro una paga oraria che remuneri anche i tempi di attesa e non solo le consegne effettuate.
Detto questo, però, in questo frangente di emergenza, durante gli incontri specifici con Ministero, Prefetture, Regioni il sindacato NIdiL chiede, innanzitutto, la sospensione delle consegne nelle fasce orarie a rischio climatico, senza alcuna perdita salariale o penalizzazione nel punteggio reputazionale. Parallelamente c’è la richiesta di estendere gli ammortizzatori sociali con l’introduzione di tutele immediate contro la perdita di reddito causata da eventi meteo estremi anche per i lavoratori con contratti discontinui, autonomi o con collaborazioni occasionali. A latere, è necessario anche l’accesso ai criteri che determinano l’assegnazione delle corse con l’adozione di protocolli aziendali e territoriali vincolanti su salute e sicurezza e che vengano forniti in maniera gratuita e tempestiva i DPI estivi (punti di ristoro, acqua, integratori e dispositivi di protezione adeguati) a carico delle aziende datoriali.
«Il percorso iniziato con la mobilitazione di Padova non si arresta», conclude Bianco del NIdiL CGIL Vicenza. «Non faremo un passo indietro di fronte alle logiche del profitto a tutti i costi. L’assemblea di oggi è solo uno dei tanti passi che si stanno facendo con i rider attivi in città per provare a garantire i loro diritti e la loro salute. Se le multinazionali del food delivery e le istituzioni non daranno risposte concrete sulla salvaguardia della vita e della dignità di chi lavora, sarà nostro impegno continuare la lotta e porteremo la protesta anche davanti alle sedi e nelle piazze della nostra provincia».



