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SCUOLA E DISABILITÀ, IL VENETO INTRODUCE L’OPERATORE DI ISTITUTO: POTRÀ SUPPORTARE PIÙ STUDENTI NELLO STESSO PLESSO.

La Regione avvia un nuovo modello per l’assistenza scolastica degli alunni con disabilità. Con la DGR 835 viene introdotta una figura di riferimento a livello di istituto o plesso. L’assessore Paola Roma: «Vogliamo dare una risposta alla carenza di personale e costruire il modello insieme ai territori».

VENETO – Cambia il modello dell’assistenza scolastica agli studenti con disabilità. La Regione Veneto, con la DGR numero 835, introduce infatti la figura dell’operatore, o assistente, di istituto o di plesso scolastico, pensata per superare, nei casi in cui sarà possibile, un’organizzazione basata esclusivamente sul rapporto individuale uno a uno.

A spiegare le finalità della nuova impostazione è l’assessore regionale ai Servizi Sociali, Famiglia e Longevità, Paola Roma, che annuncia l’apertura di un tavolo tecnico con gli Ambiti Territoriali Sociali, chiamati a contribuire alla definizione concreta di funzioni e modalità di impiego della nuova figura.

«Con questa DGR abbiamo voluto dare un’indicazione e aprire un tavolo tecnico nel quale lavoreremo sull’assistenza scolastica dei ragazzi – spiega Roma –. Non sempre si riesce a garantire il rapporto uno a uno. Sappiamo della carenza di personale e conosciamo le situazioni che stanno vivendo tutti i Comuni. L’opportunità di avere una figura che possa rappresentare un riferimento trasversale anche per altri ragazzi diventa fondamentale in un lavoro di rete».

UN OPERATORE DI RIFERIMENTO PER PIÙ STUDENTI

L’obiettivo della Regione è introdurre un professionista che possa diventare un punto di riferimento per più studenti con disabilità presenti all’interno dello stesso istituto o plesso scolastico.

Una modalità organizzativa che, dove le condizioni lo consentiranno, potrà affiancarsi al tradizionale rapporto individuale tra operatore e studente, consentendo una gestione più flessibile delle risorse disponibili.

L’assessore sottolinea infatti una delle difficoltà che possono emergere con l’attuale organizzazione: «I ragazzi che hanno un rapporto uno a uno non sempre possono essere presenti a scuola. Quando lo studente non c’è, quella figura professionale non può essere utilizzata nello stesso modo e le ore devono poi essere recuperate in una fase successiva, magari anche durante l’estate con i centri estivi».

Da qui l’idea di sperimentare un modello differente. «Vogliamo dare la possibilità che questa possa diventare una figura di riferimento per più ragazzi – prosegue Roma – ma la struttureremo sulla base delle esigenze che ci verranno indicate dai territori, quindi dagli ATS».

«UN PERCORSO DA COSTRUIRE INSIEME AI TERRITORI»

La DGR non definisce quindi un modello rigido, ma apre un percorso di confronto con gli Ambiti Territoriali Sociali per individuare le soluzioni maggiormente adatte alle diverse realtà.

«La volontà di questa DGR è aprire un tavolo e un percorso, ma allo stesso tempo dare un indirizzo, individuando una figura che possa essere utile a più ragazzi – sottolinea l’assessore –. In alcuni casi è possibile arrivare a questo tipo di intervento, anche perché riconosciamo la necessità di avere queste professionalità e, allo stesso tempo, sappiamo che non sono sempre disponibili nel mercato del lavoro».

Tra le finalità indicate c’è quindi quella di assicurare una maggiore continuità nell’assistenza scolastica, cercando al tempo stesso di rispondere alla carenza di operatori che interessa Comuni e servizi territoriali.

IL TEMA DELLA STABILIZZAZIONE A LIVELLO NAZIONALE

Secondo Roma, il percorso avviato in Veneto potrà inoltre contribuire al confronto nazionale sul futuro professionale degli operatori che assistono gli studenti con disabilità.

«È un lavoro di squadra che ci permette anche di rappresentare allo Stato centrale la necessità di queste figure», evidenzia l’assessore.

Il tema è infatti oggetto di attenzione anche a livello nazionale: «Si sta già lavorando anche in Senato a un disegno che possa incardinare questo tipo di figure all’interno del Ministero dell’Istruzione, per stabilizzarle dal punto di vista economico e previdenziale, ma anche per dare dignità al loro lavoro».

Il prossimo passaggio sarà dunque l’avvio del tavolo tecnico con gli Ambiti Territoriali Sociali, dal quale dovranno emergere indicazioni operative per strutturare la nuova figura sulla base delle esigenze concrete delle scuole, degli studenti e dei territori.

 

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