TURISMO, IL VENETO CONSOLIDA LA LEADERSHIP: PRIMO SEMESTRE A +1,6%, FERRAGOSTO OLTRE L’80% E SETTEMBRE IN FORTE CRESCITA

Quasi 29,1 milioni di presenze nei primi sei mesi del 2026. Gli stranieri rappresentano ormai quasi il 70% dei flussi. Lago protagonista con +7,3%, cresce l’alta gamma. Per Ferragosto occupazione sopra l’80% tra lago, mare e montagna. Schiavon: «Il turismo è una delle grandi industrie del Veneto. Ora serve una politica di sviluppo all’altezza di questa leadership» . Il turismo veneto consolida la propria leadership e si conferma una delle principali industrie della regione. I dati del primo semestre e le rilevazioni sull’andamento della stagione estiva restituiscono l’immagine di un sistema che continua a crescere, sostenuto soprattutto dalla domanda internazionale, capace di assorbire anche momenti congiunturali meno favorevoli e, soprattutto, di estendere progressivamente la stagione oltre i tradizionali mesi di punta. Nel periodo gennaio-giugno 2026 il Veneto ha registrato 29.086.470 presenze, in crescita dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, e 9.852.788 arrivi, aumentati dello 0,6%. Sale anche la permanenza media, che raggiunge 2,95 giorni, indicando una lieve ma significativa tendenza verso soggiorni più lunghi. Il risultato assume particolare rilievo considerando un semestre caratterizzato da andamenti non uniformi. Dopo un maggio particolarmente positivo, che aveva anticipato l’avvio della stagione estiva, giugno ha registrato una contrazione di circa 8 punti percentuali sia negli arrivi sia nelle presenze, condizionata soprattutto dall’instabilità meteorologica. Una frenata che non ha tuttavia compromesso il risultato complessivo dei primi sei mesi, rimasto saldamente positivo. A sostenere la crescita è soprattutto la componente internazionale. I turisti stranieri rappresentano ormai poco meno del 70% dei flussi turistici regionali e crescono del 3,1%, mentre il mercato italiano registra una flessione dell’1,5%, in un quadro ancora condizionato dalla capacità di spesa delle famiglie.
Tra i comprensori, è il lago a guidare la crescita con un incremento del 7,3% delle presenze, seguito dalla montagna (+1,6%) e dalle città d’arte (+1%). Il mare, dopo i volumi particolarmente elevati raggiunti nel 2025, si mantiene sostanzialmente stabile (-0,3%), mentre il comparto termale registra una flessione del 3,5%. La forza internazionale del Veneto emerge anche dall’andamento dei principali mercati di provenienza. La Germania si conferma nettamente il primo mercato estero con oltre 6,5 milioni di presenze e una crescita del 4,8%. Seguono l’Austria, con circa 1,6 milioni di presenze e un incremento del 2,1%, e gli Stati Uniti, che raggiungono 1,5 milioni di presenze crescendo del 6,4%. Interessante anche l’evoluzione della domanda rispetto alla tipologia delle strutture ricettive. Il segmento dell’alta gamma continua a rafforzarsi: gli hotel a 5 stelle crescono del 5,2%, mentre i 3 stelle segnano un +3,1%. I 4 stelle registrano una lieve flessione dell’1,6% e le strutture a 1 e 2 stelle arretrano del 4,5%, confermando una progressiva polarizzazione della domanda verso strutture capaci di offrire livelli più elevati di servizi, qualità ed esperienza.
UN’ESTATE CHE CONSOLIDA I RISULTATI
I dati elaborati da HBenchmark per Federalberghi Veneto confermano la solidità del sistema anche nel cuore della stagione estiva. Nel primo bimestre estivo mare e lago raggiungono entrambi un’occupazione media dell’86%, rispettivamente con uno e due punti percentuali in più rispetto al 2025. Particolarmente significativa la performance della montagna, che chiude luglio all’85%, ben 7 punti percentuali sopra lo scorso anno, sostenuta anche dall’effetto di visibilità e posizionamento generato dalle Olimpiadi invernali. Le città d’arte mantengono livelli di occupazione molto elevati, con l’81% a giugno e il 79% a luglio. Più complessa la situazione delle terme, che si attestano al 65% a giugno e al 60% a luglio. Anche le prenotazioni già acquisite per agosto confermano un anticipo generalizzato rispetto alla stessa data di osservazione del 2025. Il lago raggiunge il 75% delle camere già prenotate (+2 punti percentuali), la montagna il 71% (+4), le città il 51% (+2), mentre il mare, con il 71%, conferma sostanzialmente i livelli dello scorso anno.
FERRAGOSTO SOPRA L’80% E SETTEMBRE ALLUNGA LA STAGIONE
La fotografia del ponte di Ferragosto conferma la capacità attrattiva delle principali destinazioni regionali. Nelle giornate del 14 e 15 agosto l’occupazione media raggiunge l’82,9% sul lago, l’82,6% nelle località balneari e l’81,2% in montagna. Le terme si attestano al 67,9%, mentre le città d’arte raggiungono il 62,2%, con una distribuzione della domanda coerente con la tradizionale maggiore attrattività delle destinazioni outdoor nel periodo centrale dell’estate. Ma è soprattutto settembre a fornire uno degli indicatori più interessanti per l’evoluzione strutturale del turismo veneto. Le prenotazioni già acquisite mostrano infatti una forte accelerazione rispetto al 2025. La montagna raggiunge il 65% di occupazione, con un incremento di ben 16 punti percentuali; le città d’arte salgono al 55% (+3 punti), mentre mare e lago raggiungono rispettivamente il 50% e il 68%, entrambi con cinque punti percentuali in più rispetto allo scorso anno. Un andamento che indica come la tradizionale concentrazione della domanda nei mesi di luglio e agosto stia progressivamente lasciando spazio a una stagione più lunga e articolata, con ricadute positive sulla capacità delle imprese di programmare l’attività, sull’occupazione e sull’intera economia dei territori turistici.
“I numeri del primo semestre e quelli della stagione estiva raccontano ormai qualcosa di più di una semplice buona performance turistica: confermano che il turismo è una delle grandi industrie del Veneto e uno dei principali motori della competitività regionale”, dichiara Massimiliano Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto. “Quasi 29,1 milioni di presenze nei primi sei mesi, una componente internazionale che rappresenta ormai quasi il 70% dei flussi, occupazioni superiori all’80% nelle principali destinazioni durante Ferragosto e, soprattutto, prenotazioni di settembre nettamente superiori allo scorso anno dimostrano la solidità del nostro sistema. Anche di fronte a un giugno difficile, condizionato dal meteo, il Veneto ha saputo mantenere positivo il risultato complessivo. Questo significa che siamo di fronte a una destinazione matura, diversificata e capace di reagire alle oscillazioni congiunturali”.
“La nostra forza – prosegue Schiavon – sta proprio nella diversificazione dell’offerta: mare, lago, montagna, città d’arte e terme costituiscono un sistema che non ha eguali in Italia e che permette al Veneto di rivolgersi contemporaneamente a mercati e segmenti di domanda differenti. A questo si aggiunge una componente internazionale sempre più forte e una domanda che premia qualità, servizi e capacità di innovazione delle imprese”. Per il presidente di Federalberghi Veneto, il dato di settembre rappresenta inoltre un passaggio particolarmente significativo: “La destagionalizzazione sta diventando progressivamente un elemento strutturale del nostro turismo. Se la montagna arriva a settembre con prenotazioni superiori di 16 punti rispetto allo scorso anno e mare e lago crescono entrambi di cinque punti, significa che stiamo riuscendo ad allargare il calendario turistico. È una trasformazione fondamentale perché una stagione più lunga significa imprese più solide, maggiore occupazione, migliore programmazione degli investimenti e più valore distribuito sui territori”.
“Questa leadership, però, non può essere considerata acquisita. Il turismo veneto deve essere affrontato sempre più con una visione industriale. Significa investire nelle infrastrutture materiali e digitali, nella mobilità, nella formazione e nell’attrazione del capitale umano, nella promozione internazionale e in una governance delle destinazioni capace di accompagnare la crescita. Il turismo genera occupazione, sostiene migliaia di imprese e alimenta una filiera che coinvolge commercio, servizi, agroalimentare, cultura, trasporti e territorio. Se è una delle grandi industrie del Veneto, deve essere considerato a tutti gli effetti una priorità nelle politiche di sviluppo della Regione”.




