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Terremoto del Friuli, a San Vito di Fagagna una giornata di profonda  commozione: la memoria del 1976 rivive tra testimonianze, arte e musica 

Grande partecipazione all'inaugurazione delle mostre “1976 – Le voci della memoria” e  “Artisti di San Vito di Fagagna” nell'ambito di CollinArte 2026. Presenti il vicepresidente del  Consiglio regionale Stefano Mazzolini, il consigliere regionale Alberto Budai e numerose  autorità. Particolarmente toccante l'intervento dello storico Walter Tomada, il ricordo delle  vittime e la proiezione del video con le testimonianze dei sopravvissuti 

SAN VITO DI FAGAGNA, 19 ottobre 2026 – Una partecipazione straordinaria, momenti di  intensa commozione, ricordi che hanno attraversato cinquant’anni di storia e un profondo  sentimento di appartenenza alla propria terra. È stata una mattinata carica di emozioni quella vissuta  domenica 18 ottobre a San Vito di Fagagna, in occasione dell’inaugurazione delle mostre “1976 – Le voci della memoria”, dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, e “Artisti  di San Vito di Fagagna”, inserita nella quinta edizione di CollinArte, la rassegna d’arte diffusa  promossa dalla Comunità Collinare del Friuli. 

L’ex Casa Schiratti ha accolto un pubblico particolarmente numeroso, riunito per condividere una  giornata dedicata alla memoria, alla storia e alla cultura. Un evento che ha saputo intrecciare  testimonianze, riflessioni storiche, musica e arte, restituendo il senso profondo di una tragedia che  ha segnato un’intera generazione, ma anche la straordinaria capacità di rinascita del popolo friulano. 

Le istituzioni unite nel valore della memoria 

Alla cerimonia, condotta da Elena Iuri di City Advertising srl, sono intervenuti il sindaco di San  Vito di Fagagna Sergio Zucchiatti, l’assessora alla Cultura Ilaria Fabbro, la consigliera Luciana  Noacco, il presidente della Comunità Collinare del Friuli Luigino Bottoni, il consigliere regionale  Alberto Budai e il vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Stefano Mazzolini. 

Un’importante presenza istituzionale che ha confermato il valore culturale e sociale dell’iniziativa. 

Nel corso dei rispettivi interventi, le autorità hanno espresso vivo apprezzamento per un progetto  capace di mantenere viva la memoria collettiva e valorizzare l’identità del territorio, sottolineando  l’importanza di sostenere e incentivare iniziative che contribuiscano a tramandare alle nuove  generazioni la storia e le tradizioni del Friuli. 

Un messaggio condiviso che ha evidenziato come la cultura, l’arte e la memoria rappresentino  strumenti fondamentali per rafforzare il senso di comunità e custodire le radici di un territorio.

 

Walter Tomada: il dramma del 1976 e la straordinaria forza del popolo friulano 

Tra i momenti più significativi della cerimonia, l’intervento dello storico, giornalista e scrittore  Walter Tomada, che ha accompagnato il pubblico in un intenso viaggio nella storia del terremoto  del Friuli. 

Il suo racconto ha preso avvio da quella tragica sera del 6 maggio 1976, quando alle ore 21 la  terra tremò, cambiando per sempre il destino di migliaia di persone. 

Tomada ha ripercorso il dramma dei paesi distrutti, delle famiglie colpite, delle vittime e di una  popolazione improvvisamente privata delle proprie case e delle proprie certezze. 

Ma il suo intervento ha soprattutto restituito il significato della ricostruzione friulana: una  straordinaria dimostrazione di coraggio, dignità, solidarietà e determinazione. 

Un popolo che non si è piegato, che non si è arreso alla tragedia e che ha saputo ricostruire non  soltanto edifici e infrastrutture, ma anche il tessuto sociale, economico e umano delle proprie  comunità. 

Particolarmente emozionante il riferimento alle donne friulane che, anche durante i difficili  mesi trascorsi nelle baracche, continuavano a ornare di fiori i propri balconi. 

Non erano più i balconi delle case di un tempo, ma quelli delle sistemazioni provvisorie. Eppure,  quei fiori rappresentavano la volontà di non arrendersi, di preservare la dignità della vita quotidiana  e di continuare a guardare al futuro. 

Un’immagine di straordinaria forza evocativa, che ha profondamente colpito i presenti e che  racchiude, forse meglio di tante parole, il significato più autentico della rinascita friulana. 

Il ricordo delle vittime e la testimonianza degli Alpini 

Profonda commozione ha accompagnato anche il ricordo delle tre persone del territorio che  persero la vita sotto le macerie del terremoto, i cui familiari hanno partecipato alla cerimonia. 

Una presenza particolarmente significativa, che ha trasformato la commemorazione in un momento  di vicinanza umana e condivisione, ricordando come dietro i numeri e le cronache di quella tragedia  vi siano storie, affetti e legami che il tempo non cancella. 

Importante anche l’intervento del presidente degli Alpini di San Vito di Fagagna Bruno Minutti,  che ha richiamato il ruolo degli Alpini nei momenti più difficili, ricordandone il coraggio, lo spirito  di servizio, la solidarietà e la vicinanza alle comunità colpite. 

Valori che appartengono profondamente alla storia del Friuli e che hanno trovato nella ricostruzione  successiva al terremoto una delle loro espressioni più significative.

“1976 – Le voci della memoria”: fotografie, giornali dell’epoca e testimonianze  dirette 

Grande interesse ha suscitato la mostra “1976 – Le voci della memoria”, un percorso espositivo  costruito attraverso fotografie, documenti, estratti dei giornali dell’epoca e testimonianze, capace di  riportare i visitatori a quei giorni drammatici e alle successive fasi della ricostruzione. 

Particolarmente intenso è stato il momento della proiezione del video realizzato da City  Advertising srl, che attraverso contributi documentali e interviste a persone che vissero in prima  persona il terremoto ha restituito emozioni, ricordi e racconti di straordinario valore umano. 

Le testimonianze hanno permesso di rivivere non soltanto la paura e il dolore di quei momenti, ma  anche il senso di solidarietà e la determinazione che hanno accompagnato la rinascita delle  comunità friulane. 

Il video rappresenta un importante documento di memoria, destinato a contribuire alla trasmissione  di queste esperienze alle nuove generazioni. 

La mostra commemorativa è stata coordinata da Elena Iuri di City Advertising srl, con la  direzione artistica del designer Stefano Borella. 

Il progetto espositivo è stato concepito con l’obiettivo di unire documentazione storica e  coinvolgimento emotivo, trasformando la visita in un percorso di conoscenza e riflessione. 

Un lavoro di valorizzazione della memoria che pone al centro le persone, le loro storie e il profondo  legame con il territorio. 

La Corale Fogolâr: quando la musica diventa memoria ed emozione 

A rendere ancora più suggestiva la cerimonia è stata la partecipazione della Corale Fogolâr di  Corno di Rosazzo, diretta dal Maestro Andrea Boscutti. 

La storica formazione corale maschile, che ha assunto ufficialmente la propria denominazione nel  1968, ha accompagnato i diversi momenti dell’inaugurazione con brani appartenenti alla tradizione  musicale friulana. 

Il programma ha compreso La roseane, un mix di canti tradizionali friulani, Suspir da l’anime e  Stelutis alpinis. 

Canti non direttamente dedicati al terremoto, ma profondamente legati alla cultura popolare e alla  vita quotidiana delle comunità friulane. 

Melodie che per generazioni hanno accompagnato il lavoro, le feste, i momenti familiari e anche le  situazioni più difficili, diventando espressione di appartenenza, conforto e speranza.

Le voci del coro hanno saputo creare momenti di grande intensità emotiva, contribuendo a rendere  la commemorazione un’esperienza collettiva di ricordo e partecipazione. 

CollinArte 2026: il talento degli artisti di San Vito di Fagagna 

Accanto alla mostra dedicata al terremoto, grande apprezzamento ha riscosso anche l’esposizione  “Artisti di San Vito di Fagagna”, inserita nel programma della quinta edizione di CollinArte  2026 – Creatività e Tradizioni. Una Terra, una Storia. 

La rassegna, promossa dalla Comunità Collinare del Friuli, coinvolge i 17 Comuni del territorio  in un articolato progetto di valorizzazione dell’arte, della creatività e delle tradizioni locali. 

 

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