FRIULI VG

“VITE SOSPESE: GLI INVISIBILI NELL’EPOCA COVID” 

DOMENICA 8 SETTEMBRE, ORE 15 (Parco Tavagnacco, area festeggiamenti)

Le sfide umane in un periodo difficile. Voci di sofferenza e ingiustizie. “Vite Sospese: gli invisibili nell’epoca Covid” è il nuovo libro, frutto di interviste raccolte fra il 2021 e il 2022 a sanitari, insegnanti e forze dell’ordine, della giornalista e scrittrice Irene Giurovich pubblicato dalla casa editrice Transeuropa. L’appuntamento con l’altra verità, come lo definisce l’autrice, si terrà domenica 8 settembre, alle ore 15, nel parco di Tavagnacco (area festeggiamenti) in collaborazione con l’associazione “Costituzione in Azione”, principale sponsor dell’opera. “Non è stato affatto facile agganciare medici (alcuni dei quali con ruoli dirigenziali), infermieri, psicologi, veterinari, insegnanti pronti a raccontare quello che avevano subito e patito, pronti a divulgare il molto e troppo non detto che regnava e regna ancora sul periodo pandemico”, rende noto Giurovich. “Fra gli intervistati (la quasi totalità, ovviamente, ha parlato alla solo condizione dell’anonimato) ci sono anche primari ed ex primari, camici bianchi di fama ed esponenti del mondo sanitario che però hanno voluto restare, per evitare di subire ritorsioni, protetti dalla legittima richiesta”. La presentazione non seguirà i canoni standard: “Parlerò poco – annuncia l’autrice – : a parlare saranno i protagonisti le cui voci rivivranno grazie alla lettura da parte di volontari, per far risuonare la tragicità e i drammi vissuti da quanti sono rimasti nell’ombra; qualcuno ha ottenuto giustizia, altri ancora la stanno attendendo”.

La Prefazione di “Vite Sospese” è affidata a Mario Gregori, già docente universitario all’Ateneo di Udine, mentre l’Introduzione è scritta dal farmacista ospedaliero Fabio La Falce; le conclusioni portano la firma dell’avvocato Giorgia Tripoli. “Leggendo questo libro la mia mente è tornata a quei giorni, a quei mesi, in cui siamo stati tutti divisi in due grandi categorie: i buoni e i cattivi… i bravi cittadini e gli untori… i pro vax e i no vax. I giorni in cui si sono perse la ragione, l’umanità e l’empatia che caratterizzano l’essere umano e ci si è fatti travolgere dalla PAURA”, le parole dell’avvocato Tripoli che aggiunge: “Le storie qui contenute parrebbero racconti e testimonianze tratti da un passato lontano, quello di cui si occupano i libri di storia e i film di Hollywood; un passato fatto di eroici personaggi ai quali si intitolano una via, una piazza o una scuola. Ma così non è. Perché questa pagina della storia del nostro paese è ancora troppo recente per essere capita e studiata con uno sguardo scevro di giudizio e – soprattutto – giustizialismo”.

Sull’acuta amarezza punta l’attenzione il docente Gregori: “Si mastica amaro leggendo le testimonianze delle vittime sacrificali e sacrificate dell’allucinazione collettiva che abbiamo vissuto tra il 2020 ed il 2023. Un popolo di “schiene diritte”, testimone della libertà di coscienza e di scelta, che ha pagato pesantissime conseguenze personali (…) padri e madri di famiglia cacciati dal lavoro, costretti a rinunciare a quella che era, talvolta, l’unica fonte di reddito famigliare; persone espulse dalla vita sociale (da bar e ristoranti, palestre e teatri, treni e autobus) per diventare oggetto del rancore diffuso e dell’ostracismo rabbioso di parenti, amici, colleghi, capi e capetti”.

Ancora più pesante il dottor La Falce che sintetizza così il suo pensiero: “(…) un pugno allo stomaco questa raccolta di vite interrotte, solo alcune in ricordo delle tantissime. Non mancano i momenti in cui si stringe il nodo in gola: credevamo che certe dinamiche potessero appartenere ad un lontano passato ma in un giorno ci siamo ripiombati senza neppure accorgerci (…) la differenza al mondo la fanno proprio le storie come quelle proposte in questo libro”.

Ha scelto queste parole la casa editrice Transeuropa in quarta di copertina: “Vite Sospese è una lettura essenziale, una testimonianza poderosa della resistenza umana di fronte alle avversità. L’autrice ci invita a guardare oltre le statistiche, a connetterci con le vite di chi è stato invisibile per troppo tempo. Questa raccolta di interviste non è solo un documento storico del nostro tempo, ma un atto di giustizia letteraria”.

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