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LA CRISI DELLA SANITA’ IN FVG LIGUORI (CITTADINI): «PROBLEMI APERTI E PROPOSTE DAGLI ADDETTI AI LAVORI IN UN CONFRONTO COSTRUTTIVO: PORTEREMO IN AULA LE RICHIESTE DI CHI E’ IN PRIMA LINEA»

Valtiero Fregonese, segretario regionale ANAAO: quella dei medici è una “categoria stanca”, c'è una “pressione intollerabile nei reparti, i medici scappano e vanno nel privato". Stefano Bressan, UIL, responsabile della sede territoriale di Udine: “La carenza di personale è figlia di tagli decennali nella sanità pubblica"

«Ascoltare e tradurre in proposte concrete da portare in Aula tutto ciò che è emerso da
chi è in prima linea negli ospedali e sui territori in un momento in cui il protrarsi
dell’emergenza Covid non solo non ha portato a un miglioramento della gestione dei
casi, ma ha anche fatto passare in secondo piano tutta la sanità “no Covid”». Così la
consigliera regionale dei Cittadini, Simona Liguori, aprendo la conferenza stampa
organizzata questa mattina in sala Pasolini, nella sede del Palazzo della Regione di via
Sabbadini a Udine – per affrontare insieme ai rappresentanti delle sigle sindacali le
criticità riguardanti la sanità regionale.
Valtiero Fregonese segretario regionale ANAAO è intervenuto telefonicamente,
parlando di una “categoria stanca”, di “pressione intollerabile nei reparti, di medici che
scappano e vanno nel privato. Sento dire che i medici e i dirigenti sanitari positivi
devono assicurare la prestazione lavorativa, ma questa è un’affermazione da brividi.
Considerati eroi una volta, ora vengono mandati al fronte senza precauzioni del caso. I
reparti vengono riconvertiti dalla mattina alla sera, con un surplus di lavoro e un disagio
lavorativo notevole, ma la questione non viene considerata: negli atti aziendali e nei
protocolli d’intesa, i rappresentanti dei medici non vengono considerati”.
Successivamente la parola è passata al dottor Riccardo Lucis, attualmente
specializzando e rappresentante di Anaao, dopo anni di Medicina generale in guardia
medica con Snami: “Le difficoltà per i tutti i medici che stanno facendo sacrifici, penso
anche al personale che lavora nel laboratorio analisi ed è impegnato h24, sono tante.
Ma la volontà dei giovani medici di far la propria parte e integrare le carenze sanitarie
territoriali è forte e abbiamo in più occasioni fatto le nostre proposte per cercare di
migliorare le condizioni di lavoro, anche nella continuità assistenziale, che è sguarnita.
Non ci sono medici del territorio e non ci sono medici specializzandi, né normati né
tutelati dagli accordi anche regionali”.
Il segretario Fp Cgil Udine Andrea Traunero, presente insieme a Claudio Di Ottavio,
ha commentato. “Questo è il primo momento di sintesi in regione, il primo momento in
cui si cerca di portare un discorso costruttivo. Abbiamo segnalato tutte le carenze del
sistema: questi, però, sono stati due anni e mezzo buttati al vento perché non c’è stata
alcuna programmazione”. Sulle persone non vaccinate negli ospedali: “Abbiamo chiesto
nell’estate 2021 degli incontri con direzione aziendale per riorganizzare al meglio le
strutture, ma oggi non abbiamo contezza di come sono andate le sospensioni e al
momento ci troviamo con numeri immensi di personale fuori da reparti”. La situazione, in
generale, è grave. “E’ come se fossimo ancora al 2020 – conclude Traunero,
comunicando anche che la Regione non ha mai fornito dati ufficiali su piante organiche
e sul personale della sanità – : oggi i dipendenti sono allo stremo e non sono più
interessati più lavorare nel sistema sanitario regionale”.
Massimo Vidotto segretario Rsu AsuFc, con Giuseppe Pennino (CISL), ha affermato:
“Dopo due anni di pandemia, la situazione resta incredibile. Uno pensa che nell’anno
appena concluso ci siano stati investimenti in sanità, ma la realtà è un’altra. La politica
dovrebbe controllare i documenti delle aziende. La situazione di AsuFc? Nel 2021 si
credeva che sarebbero stati potenziati i servizi, invece i limiti di spesa sono stati tagliati
di 3,8 milioni euro. Si deve investire sui professionisti, altrimenti sono barzellette: la
sanità va rafforzata per guardare avanti”.
Ezio Beltrame vicepresidente regionale di FIMMG ha parlato di “forte senso di
scoramento” causato dal fatto che la “Regione non ha creato una situazione di confronto
serrato con noi: si potevano sfruttare strutture operative e task force per anticipare il
percorso dell’epidemia invece di inseguirla”. Una “interlocuzione indispensabile, che
avrebbe aiutato i medici che da soli non possono lavorare: servono incentivi per
personale di studio e per l’associazionismo, come per l’acquisto di strumentazione,
serve, per le zone di montagna, usare la telemedicina in modo serio, dar vita a un call
center per le zone più disagiate. Tutte queste cose si potevano fare. L’auspicio è quello
di iniziare a ragionare insieme”.
Luca Petruz segretario regionale NURSIND, è intervento alla conferenza stampa
con Damiano Devetti e Afrim Caslli: “Oggi la situazione ha superato il limite, la
sospensione ha comportato un aggravio di lavoro al personale di servizio, il
tracciamento è sempre più complesso e a questo si aggiunge la necessità della
copertura nelle case di riposo. La tensione è continuativa ed è difficile da reggere nel
tempo: appena finirà la quella del Covid-19 ci sarà un’altra pandemia, quella del lavoro
usurante. Il morale ha subito un duro colpo a causa della miopia della politica. Serve
un’indennità infermieristica e il veto di Brunetta ha eliminato questa possibilità: per
questo sciopereremo il 28 gennaio. Gli infermieri vanno pagati per il loro lavoro: chi va
via dal pubblico lo fa perché il privato è più attraente e dà maggiori garanzie”.
Stefano Vignando, presidente regionale SNAMI FVG, ha dichiarato: “In epoca pre-
Covid registravamo 80-100 contatti al giorno, ora questi numeri sono sensibilmente
cresciuti, perché c’è una forte richiesta di informazioni a causa delle carenze del
sistema. I problemi sono sostanzialmente tre: il primo riguarda i Cup, che ogni giorno
rimandano dal medico di famiglia i pazienti, soprattutto fragili, per ipotetiche irregolarità o
impegnative inidonee; il secondo è quello della carenza di medici del territorio, una
situazione che sta peggiorando in particolare nella continuità assistenziale; il terzo
riguarda l’immensa burocratizzazione della professione. Il tavolo con la direzione
centrale è stato attivato di recente, a settembre, ma non ha mai portato a nulla”.
Stefano Bressan ha portato il pensiero della UIL in qualità di responsabile della
sede territoriale di Udine: “La carenza di personale è figlia di tagli decennali nella
sanità pubblica. Si parla dei medici come di eroi e di angeli, ma oggi le istituzioni si sono
dimenticate di tutto quello che è stato fatto. Ci sono stati grandi proclami per la tutela dei
lavoratori, ma nulla di concreto si è visto e il malessere è palpabile nell’aria. Il quadro è
attualmente molto critico, oltre alla carenza, ci sono le sospensioni e i differimenti, a cui
si aggiunge il forte aumento delle positivizzazioni e questo vuol dire che chi rimane ha
turni massacranti. Abbiamo chiesto alla Regione di attivarsi per un piano che preveda la
formazione di infermieri e personale oss, utili a far andare avanti il sistema, e per un
piano di incentivazione per spingere i giovani neolaureati a scegliere le professioni
sanitarie”.
La consigliera Liguori ha quindi concluso: “Ringrazio tutti i presenti a questa conferenza
stampa dove chi ha partecipato non è venuto solo ad ascoltare ma anche a farsi
ascoltare, in un importante momento di confronto e proposte per la sanità del Friuli
Venezia Giulia”.

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