FRIULI VG

UILTuCS FVG – TURISMO, VENERDI’ SCIOPERO per contratto CONFINDUSTRIA-FEDERTURISMO AICA

La lunga trattativa finalizzata al rinnovo del CCNL dell’Industria Turistica sottoscritto con Confindustria  – Federturismo Aica, ha subito una nuova seria battuta d’arresto, dovuta ancora una volta alle posizioni  irrispettose e irresponsabili delle parti datoriali, che continuano ad accanirsi contro le lavoratrici e i  lavoratori del Settore. 

A sei anni dalla scadenza del Contratto Nazionale, le cui retribuzioni sono ormai lontanissime  dall’attuale costo della vita, mentre la stagione estiva sta registrando flussi di turisti straordinari, per le  associazioni datoriali pare non essere ancora il momento di riconoscere un miglioramento delle  condizioni di migliaia di addetti/e che operano nelle imprese Alberghiere e per i Tour Operator. 

Filcams, Fisascat e Uiltucs avevano proposto fin dall’inizio del negoziato di procedere celermente alla  definizione del nuovo Contratto, concentrando la discussione sull’aspetto salariale e alcuni  miglioramenti normativi; una posizione peraltro condivisa dalle altre Associazioni datoriali che in queste  settimane hanno sottoscritto i rinnovi degli altri Contratti Nazionali del Settore 

Invece, dopo due anni, sono rimasti ancora senza risposta temi come: 

  • Aumento Salariale; 
  • Misure a contrasto della precarietà; 
  • Successione nell’appalto e Internalizzazione; 
  • Contrasto alla Violenza e alle Molestie sui Luoghi di Lavoro; 
  • Congedi per le donne vittime di violenza; 
  • Genitorialità. 

A fronte di un tale atteggiamento miope per il Turismo e offensivo per le lavoratrici e i lavoratori nella  colpevole consapevolezza che le maggiori criticità del Settore attengono proprio le condizioni di lavoro  e le retribuzioni, FILCAMS, FISASCAT E UILTuCS hanno ritenuto non esserci le condizioni per la  prosecuzione di un confronto utile, ragione per la quale il negoziato si è interrotto.

Le posizioni assunte dalle associazioni datoriali non possono passare sotto silenzio! 

Marika Baio, Filcams Cgil Fvg: “Sono 11, nel 2024, i contratti nazionali siglati dalle nostre categorie.  Dal contratto degli studi professionali, alla vigilanza, ai quattro contratti legati al mondo del  commercio, all’ estetica, e altri quattro contratti nazionali della filiera del turismo, della ristorazione  e della cultura, delle agenzie di viaggio. Incrementi salariali e tutele per oltre 6 milioni di lavoratrici  e lavoratori. Di certo non possiamo permettere arretramenti in un settore, nel quale oltrettutto, le  associazioni datoriali lamentano ogni anno difficoltà nel reperire personale qualificato ma non  sembrano comprendere che la sostenibilità occupazionale passa anche attraverso un buon contratto  e un’adeguata retribuzione.”. 

Matteo Calabrò, UILTuCS Uil FVG: “Il settore del Turismo è strategico per l’economia nazionale e  della nostra Regione, i numeri di affluenza sono in continua crescita, persino superiori al 2019 pre  Covid, ma i salari dei lavoratori del Ccnl Industria Turistica sono al palo da 6 anni, nonostante un  potere di acquisto ormai eroso e una situazione economica non più sostenibile; inoltre si rende  ancora meno appetibile un settore in piena crisi di reperibilità del personale. Per non parlare della  parte normativa, che deve essere adeguata anche in linea con i rinnovi contrattuali già sottoscritti  nello stesso settore, invece ci troviamo delle associazioni datoriali cieche che addirittura rilanciano  al ribasso, quando i numeri dei bilanci e l’escalation aumento prezzi provano il contrario, e vogliono  un arretramento delle condizioni normative e dei diritti sociali.” 

Adriano Giacomazzi, Fisascat CISL FVG: ci troviamo nuovamente a dover mettere in campo azioni di  sciopero per arrivare al rinnovo di un Contratto Nazionale. Ci chiediamo se sia un caso il fatto che  anche in questo settore le associazioni con riferimento in Confindustria sono quelle più restie ai  rinnovi dei Contratti Nazionali. Avevamo compreso le difficoltà nel rinnovare il contratto legate al  periodo post Covid, diventa impossibile comprendere le motivazioni in un settore che oggi vanta  numeri addirittura migliori del 2019, i fatturati aumentano ma manca la disponibilità a riconoscere  dignità anche economica ai dipendenti del settore della accoglienza turistica. Le imprese lamentano  gli aumenti dei costi fissi, gli stessi costi che le famiglie devono sostenere tutti i mesi. Nessuno può  immaginare di fare margini economici lucrando sui salari dei dipendenti, il rinnovo del contratto  nazionale rimane un diritto.  

Per questi motivi FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTuCS proclamano 8 ore di sciopero, in Friuli  Venezia Giulia, delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti delle aziende associate ad Aica e  Federturismo e saremo presenti, nella stessa giornata, dalle 10.30 in poi in presidio in Piazza A. &  K Casali, presso la sede di Confindustria. 

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