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PADOVA : FIUME BRENTA, SONO 40 QUINTALI DI RIFIUTI QUELLI RECUPERATI NEL 2025

Prosegue l’impegno di ETRA SpA Società Benefit nella salvaguardia degli ecosistemi fluviali. Nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Croazia “Wastereduce”, la multiutility sta potenziando le attività di monitoraggio e bonifica degli argini del fiume Brenta, dove la presenza di scarti abbandonati continua a rappresentare una seria minaccia per la biodiversità e la salute pubblica.
L’analisi dei dati recenti conferma una tendenza preoccupante. Se durante il progetto Life Brenta 2030 (periodo 2021-2024) erano state rimosse complessivamente circa 90 tonnellate di materiali, il solo 2025 ha registrato il recupero di quasi 40 tonnellate di immondizia. Questi numeri testimoniano un incremento degli abbandoni incontrollati, con criticità particolarmente accentuate nei territori comunali di Fontaniva, Grantorto, Carmignano di Brenta e Campo San Martino.
Oltre ai residui legati alle attività ricreative, gli operatori di ETRA segnalano un aumento del conferimento illecito di rifiuti domestici (Rifiuto secco, RAEE) e scarti industriali.
«Tali comportamenti costituiscono veri e propri reati ambientali severamente perseguiti – commenta il Presidente di ETRA, Flavio Frasson. – È inaccettabile che aziende scarichino materiali pericolosi come oli, pneumatici e amianto, o che privati cittadini utilizzino il fiume come una discarica. Inquinare il Brenta significa compromettere la qualità dell’acqua che beviamo quotidianamente, con ripercussioni dirette sulla salute umana». Per far fronte a questa criticità, ETRA, in collaborazione con Arpav ed Etifor, sta promuovendo un’azione coordinata che coinvolge i Comuni rivieraschi e le realtà associative del territorio.

Giovedì 22 gennaio, Cittadella ospiterà un importante tavolo di lavoro tecnico. L’obiettivo dell’incontro è duplice:
1. Potenziamento infrastrutturale: definire tipologia e posizionamento di nuove installazioni per il controllo e la prevenzione degli abbandoni.
2. Comunicazione ambientale: strutturare campagne di sensibilizzazione mirate a far comprendere l’elevata pericolosità dell’inquinamento fluviale.
La partecipazione attiva degli stakeholder locali sarà fondamentale per definire una strategia di lungo periodo capace di tutelare l’asta del medio Brenta e garantire la conservazione di un habitat fondamentale per l’intero territorio

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