PADOVA : ENNESIMO BLITZ IN TORRE BELVEDERE .

Nell’ambito dei servizi di prevenzione, vigilanza e controllo del territorio, il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio ha disposto uno specifico servizio presso due appartamenti della così detta Torre Belvedere, attività coordinata dal dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico – Sezione Volanti della Questura di Padova dottoressa Valeria Pace e diretta sul posto dal vice dirigente dottor Manuel Di Marzo, unitamente alla Squadra Cinofili della Polizia di Stato e pattuglie della Squadra Mobile e della Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza.
Lo stabile in questione, noto da anni alle Forze dell’Ordine, rappresenta un contesto abitativo particolarmente critico, già oggetto in passato di numerosi interventi di polizia giudiziaria e amministrativa, in quanto caratterizzato dalla presenza diffusa di appartamenti frequentemente utilizzati come strutture ricettive abusive e destinati all’alloggio, spesso dietro un esiguo corrispettivo economico, di cittadini stranieri irregolari o comunque privi di idoneo titolo di soggiorno nel territorio nazionale. Il blitz ha preso avvio alle ore 08.00, quando i poliziotti hanno fatto ingresso presso la Torre Belvedere, indirizzando la loro attenzione, anche sulla base di segnalazioni e pregresse attività informative, verso due distinti appartamenti siti rispettivamente al 10° piano della scala A e al 7° piano della scala B.
Al momento dell’ingresso del primo appartamento, i poliziotti si trovavano di fronte ad una situazione di evidente degrado igienico-sanitario e di sovraffollamento estremo. L’alloggio risultava infatti completamente stravolto nella sua destinazione d’uso, trasformato di fatto in un dormitorio collettivo con almeno 15 posti letto ricavati in ogni ambiente disponibile, inclusa quella che originariamente doveva essere una sala da pranzo, al cui interno erano stipati ben 7 giacigli di fortuna. I letti, posizionati uno accanto all’altro senza alcun rispetto delle minime condizioni di vivibilità, risultavano corredati da biancheria uniforme, costituita da lenzuola e copriletto della medesima fantasia, elemento che confermava sin da subito la natura organizzata e sistematica dell’attività abusiva di tipo ricettivo. Le condizioni igieniche apparivano estremamente precarie se non inesistenti: materassi lerci, ambienti angusti e scarsamente areati, accumuli disordinati di effetti personali, sporcizia diffusa e mancato rispetto delle basilari norme di igiene, contribuivano a delineare un quadro complessivo di grave degrado abitativo, incompatibile con qualsiasi standard minimo di sicurezza. All’interno dell’appartamento venivano identificate complessivamente 11 persone, tutte di nazionalità cinese, tra cui la conduttrice dell’immobile, una cittadina cinese di 49 anni, titolare del contratto di locazione.
Gli accertamenti immediatamente effettuati consentivano di appurare come uno degli occupanti, privo di documenti di identificazione, risultasse in stato di totale clandestinità. Lo stesso veniva successivamente accompagnato presso gli Uffici della Questura per l’identificazione mediante rilievi foto-dattiloscopici e identificato per un cittadino cinese di 59 anni, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di plurimi provvedimenti di allontanamento dal territorio nazionale, nonché gravato da numerosi alias e precedenti di polizia per reati in materia di immigrazione.Il 59enne, nella mattinata di sabato 28 marzo, è stato accompagnato presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Brindisi, al fine del definitivo allontanamento dal territorio nazionale.



