Anche gli svizzeri fuggono in Francia per il costo della vita elevato in Confederazione Elvetica

Il fenomeno delle svizzere e degli svizzeri che decidono di traslocare nella vicina Francia per sfuggire al carovita nella Confederazione, mantenendovi però la propria attività, diventa sempre più importante. Una situazione che ha delle conseguenze sociali non indifferenti per le regioni coinvolte.
Il Tages-Anzeiger cita l’esempio dei coniugi Girardin che, preoccupati di non poter avere una vecchiaia dignitosa in Svizzera, ora abitano nel villaggio francese di Pougny. Pagano un mutuo da 3’500 franchi al mese, la stessa cifra che versavano in affitto a Ginevra, con il vantaggio che tra 10 anni la casa sarà loro. I due sono in buona compagnia. Sono attualmente 154’700 le cittadine e i cittadini svizzeri che risiedono in prossimità del confine, più persone di quante ne vivano a Losanna, la quarta città più grande della Svizzera, precisa il giornale citando le cifre dell’Ufficio federale di statistica. Negli ultimi sette anni, il loro numero è aumentato del 14%. Secondo un sondaggio pubblicato a fine luglio da Comparis, circa 92’400 persone, pari al 4,2% della popolazione della Svizzera francese, sono attivamente alla ricerca di un immobile in Francia.L’enorme differenza tra salari svizzeri e francesi crea degli squilibri sociali nella regione, dove i prezzi degli immobili si stanno gonfiando e chi non lavora nella Confederazione ormai non può più permetterseli. Anche la manodopera essenziale viene a mancare, ad esempio il personale medico, ma non solo. Gli stessi coniugi Girardin hanno dovuto ingaggiare un elettricista che è arrivato da una regione 100 chilometri più a sud, perché i professionisti vicini preferiscono accettare incarichi più redditizi in Svizzera.
FONTE : swissinfo.ch



