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Autovelox, nessuna risposta dai Prefetti del Veneto dopo il caso Napoli. ALTVELOX denuncia il mancato riscontro alle istanze del 9 marzo 2026 e annuncia ulteriori iniziative

Dopo il provvedimento adottato dalla Prefettura di Napoli il 3 marzo 2026, ALTVELOX ha depositato il 9 marzo 2026 sette istanze formali alle Prefetture di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, chiedendo la sospensione immediata e il riesame in autotutela dei decreti autorizzativi relativi alle postazioni di rilevamento automatico della velocità. Le istanze richiamano il decreto interministeriale 11 aprile 2024 e la necessità di una verifica documentale puntuale, completa e verificabile per ciascuna singola postazione, con particolare riferimento ai presupposti di incidentalità, alle condizioni della strada, alla contestazione differita e all’effettiva conformità degli impianti già esistenti. Ad oggi, tuttavia, nessun Prefetto interessato ha fornito un riscontro sostanziale alle richieste avanzate da ALTVELOX.  “L’interrogazione parlamentare allegata conferma che la questione non è locale e non è marginale. Oggi si chiede al Ministro dell’Interno di spiegare perché, dopo Napoli, i Prefetti del Veneto non abbiano adottato analoghe verifiche e se le postazioni siano state realmente controllate una per una, con dati, relazioni e istruttorie complete. È esattamente ciò che ALTVELOX chiede da mesi. Ad oggi nessun Prefetto ha dato un riscontro sostanziale alle nostre istanze. Questo silenzio è grave. Se mancheranno risposte vere, ci riserveremo ogni ulteriore iniziativa consentita dall’ordinamento, anche in ambito penale, nei confronti di chi continuerà a sottrarsi ai doveri di trasparenza, verifica e legalità”, lo dichiara Gianantonio Sottile Cervini, presidente pro tempore di ALTVELOX.  

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