Il sindacato dei medici di famiglia dopo il confronto in Regione: “Restano da definire alcuni dettagli formali, ma l’accordo c’è. Grazie a Stefani e Ruscitti. Noi chiediamo partecipazione volontaria, stesso compenso per tutti i colleghi impegnati nelle Case della Comunità, regole chiare e tutele professionali” . “Possiamo dire che la prima fase per la realizzazione del modello veneto delle Case della Comunità si è sostanzialmente conclusa positivamente: alcuni dettagli formali devono ancora essere limati, ma l’intesa c’è e confidiamo di arrivare alla firma entro la fine della settimana. I medici di medicina generale sono pronti a contribuire alla costruzione di un modello territoriale efficace, fondato su regole chiare, sostenibilità organizzativa e valorizzazione del lavoro che già oggi viene svolto sul territorio. Vogliamo ringraziare il direttore della sanità regionale Ruscitti per il confronto franco, diretto e costruttivo che si è sviluppato durante questi incontri, e il presidente della Regione Stefani per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nel favorire un’intesa su un tema così importante per il futuro della sanità territoriale veneta, oltre all’assessore Gerosa”. A dirlo è Enrico Peterle, segretario regionale di Fimmg Veneto, al termine del confronto che si è svolto in Regione Veneto tra i rappresentanti della medicina generale e i vertici regionali per definire il progetto relativo alle 102 Case della Comunità previste sul territorio. Nel corso dell’incontro Fimmg Veneto ha portato all’attenzione della Regione alcune condizioni ritenute fondamentali per garantire la piena adesione dei medici e il successo del progetto. “Abbiamo ottenuto importanti aperture sui punti che per noi rappresentano una priorità. Abbiamo chiesto garanzie dettagliate sui compiti che i medici saranno chiamati a svolgere all’interno delle Case della Comunità, sulle modalità organizzative e sul reale coinvolgimento dei professionisti nei percorsi assistenziali. Allo stesso modo – sottolinea Peterle – riteniamo indispensabile definire con chiarezza come verranno gestite eventuali assenze improvvise, malattie o altre situazioni che possano rendere necessarie sostituzioni, evitando che ricadano ulteriori carichi sui colleghi già impegnati nell’assistenza quotidiana”.
“È inoltre necessario costruire modalità di lavoro sostenibili per tutti i medici. La partecipazione alle Case della Comunità deve avvenire su base volontaria, all’interno di un quadro organizzativo certo e con le necessarie tutele professionali. Un altro principio condiviso – spiega il segretario della Fimmg Veneto – riguarda il riconoscimento dello stesso compenso per tutti i colleghi che opereranno nelle Case della Comunità, a garanzia di equità e uniformità di trattamento. Solo in questo modo sarà possibile coinvolgere i professionisti e rendere realmente efficace il nuovo modello territoriale”.“Le Case della Comunità devono essere considerate un’opportunità aggiuntiva per integrare servizi e professionalità – prosegue Peterle -. Non sostituiscono gli ambulatori dei medici di famiglia, che restano il primo presidio di prossimità e il luogo nel quale si costruisce ogni giorno il rapporto fiduciario con i pazienti. Proprio per questo è necessario che il loro funzionamento venga definito insieme ai professionisti coinvolti, evitando soluzioni calate dall’alto e difficilmente applicabili nella pratica quotidiana».“Come Fimmg siamo pronti a fare la nostra parte e a collaborare lealmente con le istituzioni – conclude Peterle -. L’obiettivo comune deve essere quello di rafforzare davvero la sanità di prossimità, costruendo Case della Comunità funzionali, integrate e sostenibili, nel rispetto del ruolo e della professionalità dei medici di medicina generale.
non dobbiamo dimenticare che resta aperta un’altra grande sfida: quella dei 30 mila cittadini veneti che oggi sono senza medico di famiglia. Riempire le Case della Comunità non basta a risolvere questo problema: servono più medici e una programmazione capace di garantire a ogni cittadino il proprio riferimento sul territorio”.



