
La Regione ha accreditato altri sei ambulatori privati, cinque dei quali in provincia di Vicenza: uno a Costabissara, uno a Valdagno, uno a Bassano del Grappa e due a Montecchio Maggiore. È un meccanismo inquietante: il pubblico si arrende e dice di avere bisogno del privato per abbattere le liste d’attesa. Questo processo è un vero tsunami di privatizzazione, che impoverisce i veneti e lascia sempre più persone senza cure”. Sono le dichiarazioni del capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale del Veneto, Carlo Cunegato, che spiega: “I nuovi accreditamenti sono l’esito di richieste dell’Ulss. Questo significa che, in particolare in provincia di Vicenza, la sanità pubblica ammette le sue grandi difficoltà. Lo confermano i numeri della relazione sociosanitaria regionale 2025: nel 2024 la spesa sanitaria pubblica è stata di 12,2 miliardi, ma 2 miliardi sono finiti al privato convenzionato, il 16,5% del totale. I veneti hanno inoltre pagato 4,11 miliardi di tasca propria in prestazioni out of pocket: il risultato è che, di fatto, 10 miliardi restano al pubblico e 6 vanno a ingrossare le tasche di chi fa business sulla salute e sulla malattia. Nel 2024 i veneti hanno speso 847 euro pro capite in sanità privata, contro una media italiana di 730. Siamo di fronte a un sistema che ha perso nei fatti la sua natura universale e che, con questi nuovi accreditamenti, va nella direzione sbagliata. Avere o meno una sanità pubblica è la differenza tra un Paese che può dirsi civile e uno che non può”.
“Noi crediamo che non sia questa la strada. Non bisogna favorire la privatizzazione con nuovi accreditamenti, bisogna investire nel pubblico. Solo la sanità pubblica può riconoscere a tutti il diritto inviolabile alla salute”, conclude Cunegato.



