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Digos di Vicenza, 13 indagati “antisistema”

Green Pass tra chat social, minacce e indagini

È da luglio che la Digos di Vicenza scandaglia le chat social per individuare gli artefici “antisistema” e che ha portato all’individuazione di 13 soggetti due dei quali indagati per istigazione a delinquere e per minacce al presidente della Repubblica, al premier Draghi, a esponenti del mondo scientifico e a giornalisti responsabili  ma anche nei confronti di tutti coloro che potevano essere tra i  sostenitori dei provvedimenti contro la diffusione del contagio da Covid-19.

Le indagini che sono passate attraverso l’analisi attenta del mondo del web ha portato all’individuazione di contenuti pericolosi in Instagram e Telegram.

Nei social, infatti, si stanno diffondendo sempre più gruppi che utilizzano questi nuovi mezzi di comunicazione per organizzare delle vere e proprie rappresaglie e come quelle a cui abbiamo assistito in questi giorni nell’attacco di devastazione e violenza alla Cigl di Roma.

Frasi farneticanti, minacce e protesta diventano così il motivo per palesare il proprio dissenso nei confronti del “sistema” che proprio il 15 ottobre diventerà effettivo ed inderogabile con l’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio nei luoghi di lavoro e nella P.A.

“Oltre ai lavoratori dipendenti della singola amministrazione, sono soggetti all’obbligo i dipendenti delle imprese che hanno in appalto i servizi di pulizia, di ristorazione, di manutenzione, di rifornimento dei distributori automatici, i consulenti e collaboratori e i prestatori o frequentatori di corsi di formazione, come pure i corrieri che recapitano all’interno degli uffici posta d’ufficio o privata. Sono esclusi soltanto gli utenti”.

 

Negli scritti del gruppo “Il coraggio del dubbio” oltre all’ormai assodato modus operandi catalizzatore d’insofferenza, dissenso e complottismo si sono individuate devianze pericolose in cui si aizzavano gli appartenenti all’ “antisistema” ad azioni di protesta come blocco dei treni e altre iniziative che potessero in questo senso attirare l’attenzione mediatica.

 

Di Eleonora Passarella

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