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EPTA COSTAN DI LIMANA (BL) , PASSAGGIO COMPLESSO SUL CONTRATTO INTEGRATIVO.MANCANO GLI AVANZAMENTI NECESSARI SU SALARI E MERCATO DEL LAVORO

L’intesa aziendale ottiene il via libera dal voto dei lavoratori, ma la FIOM esprime insoddisfazione per i limiti strutturali su superminimi e disparità di trattamento dei neoassunti

Il percorso per il rinnovo del contratto integrativo dello stabilimento Epta Costan di Limana si è concluso con l’espressione democratica delle lavoratrici e dei lavoratori che, attraverso il voto, hanno approvato l’ipotesi di accordo. Le votazioni, svoltesi nella giornata di giovedì, hanno registrato una partecipazione pari al 54,5% degli aventi diritto, con 614 votanti complessivi. L’esito delle urne ha visto 554 voti favorevoli, equivalenti al 90% dei consensi, a fronte di 50 voti contrari, una scheda nulla e 9 schede bianche. Questo pronunciamento chiude una fase negoziale aperta da una netta mobilitazione operaia, culminata nello sciopero dello scorso 19 giugno, che era stata indetta proprio per respingere le rigidità iniziali della direzione aziendale.

L’accordo introduce alcune novità sul piano normativo ed economico, tra cui l’istituzione di un’indennità di livello intermedio di 50 euro tra le categorie C2 e C3 e una specifica indennità mensile di 45 euro destinata ai carrellisti per il riconoscimento della mansione. Per quanto riguarda l’inquadramento del personale in somministrazione, il testo prevede il riconoscimento del livello corrispondente dopo 120 giorni continuativi nella medesima attività. Sul fronte del salario variabile, l’intesa ridefinisce l’assetto dei premi introducendo la voce “benessere e continuità” da 1.200 euro, legata alla fruizione di ferie e permessi, confermando il premio variabile di 2.850 euro e trasformando lo storico gettone mensile di 90 euro in un superminimo aziendale non assorbibile per i lavoratori in forza, che sarà maturato in un arco triennale dai nuovi assunti. Nel pacchetto sono incluse anche misure di welfare quali borse di studio per i figli dei dipendenti fino a 1.000 euro basate sul merito scolastico, un bonus nascita di 500 euro e la stabilizzazione della polizza vita a carico dell’impresa. La Rsu Fiom in Epta e la Segreteria provinciale della Fiom di Belluno, pur avendo sottoscritto l’accordo e rispettando il pronunciamento delle lavoratrici e dei lavoratori che lo hanno approvato con un ampio consenso, non condividono i toni trionfalistici utilizzati dalla Fim Cisl nel descrivere l’esito della trattativa.

“Il negoziato è stato lungo e complesso e ha richiesto un forte impegno anche per contrastare le posizioni aziendali che puntavano a ridurre tutele, diritti e trattamenti economici delle lavoratrici e dei lavoratori. In questo senso, la firma dell’accordo rappresenta innanzitutto la difesa di importanti conquiste ottenute negli anni attraverso la contrattazione. Riteniamo, tuttavia, che il risultato finale sia inferiore alle aspettative e alle richieste contenute nella piattaforma sindacale. Tra le questioni più rilevanti rimaste irrisolte vi è il mancato riconoscimento del principio del non assorbimento degli aumenti contrattuali sui superminimi, un tema particolarmente importante in una fase caratterizzata da un forte aumento dell’inflazione e del costo della vita. Questa scelta rischia di compromettere il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare della parte impiegatizia. Tra gli aspetti più critici va, inoltre, evidenziato il tentativo dell’azienda, solo in parte sventato nel corso della trattativa, di escludere i neoassunti da componenti importanti del salario. Un’impostazione che introduce elementi di disparità di trattamento tra lavoratrici e lavoratori e che la Fiom Cgil ha contrastato con determinazione, riuscendo a limitarne gli effetti, ma non a impedirla completamente. L’accordo introduce alcuni elementi di avanzamento e consolida diversi istituti economici e di welfare, ma riteniamo che vi fossero le condizioni per ottenere risultati più significativi sia sul piano economico sia sul piano normativo.” ha dichiarato Stefano Bona, segretario generale della Fiom bellunese, continuando: “Nel complesso, si tratta di un’intesa che tutela quanto costruito negli anni e che introduce alcuni miglioramenti, ma che non coglie pienamente l’opportunità di rafforzare i diritti e il salario delle lavoratrici e dei lavoratori. A nostro avviso si poteva fare di più e meglio: resta quindi il rammarico per un’occasione solo in parte colta, nella quale sono stati difesi importanti risultati del passato ma non sono stati ottenuti tutti gli avanzamenti che le lavoratrici e i lavoratori si aspettavano.”

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