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ESTE (PD) : GDF ESEGUE 7 MISURE CAUTELARI NEI CONFRONTI DEI VERTICI DE ” L’ALTRA ITALIA” MOVIMENTO DI ESTREMA DESTRA .

I  finanzieri del comando provinciale di Padova hanno dato esecuzione in diversi comuni della provincia di Foggia, Lecce e Rovigo a  sette misure cautelari personali emessa nei confronti di  persone ai vertici de “L’Altra Italia” – movimento politico di estrema destra emergente nel panorama nazionale – a seguito delle 15 denunce già compiute nel luglio 2021.  A finire nei guai il pugliese Mino Cartelli, segretario nazionale del partito, ora agli arresti domiciliari. Obbligo di firma per altre quattro persone tra cui Francesco Foti, vigile urbano a Rovigo e consigliere comunale a Barbona, per il quale è stata anche disposta (al pari di un altro consigliere) la sospensione dai pubblici uffici per un anno. L’attività investigativa, eseguita dalle fiamme gialle di Este, è stata avviata dopo alcuni servizi trasmessi nel 2019 da “Striscia la Notizia” e nei quali si faceva riferimento alla presentazione di false liste elettorali per le elezioni comunali svoltesi in Comuni inferiori ai mille abitanti. I primi accertamenti avevano permesso agli investigatori di riscontrare come, nel corso delle tornate elettorali per la nomina alla carica di sindaco e di consigliere comunale per i Comuni di Barbona (Padova) e di Vighizzolo d’Este (Padova), tenutesi rispettivamente nel maggio 2019 e nel settembre 2020,”L’Altra Italia” avesse presentato liste di candidati formate da soggetti iscritti a loro insaputa (nella maggior parte dei casi). Partendo da questi elementi la Procura della Repubblica rodigina ha esteso poi le indagini ad altri 21 Comuni in cui il movimento politico aveva presentato i propri candidati per la consultazione elettorale del settembre 2020 nelle province di Alessandria, Asti, Belluno, Bergamo, Campobasso, Catanzaro, Cosenza, Genova, Imperia, Isernia, Perugia, Pisa, Potenza, Savona, Vibo Valentia e Vicenza. Tutti Comuni con una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti e per i quali la normativa vigente prevede una procedura semplificata per le relative candidature, ovvero la semplice presentazione della firma del candidato, che veniva falsificata e poi autenticata da compiacenti consiglieri comunali già eletti da “L’Altra Italia”. Vista la gravità dei fatti rilevati il Tribunale di Rovigo (accogliendo le proposte formulate dal Pubblico Ministero) ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti del segretario nazionale del movimento, nonché l’obbligo di firma per due pubblici ufficiali e nei riguardi di due dirigenti del movimento.

 

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