FELTRE: Oggi in Assemblea i lavoratori della HYDRO che confermano la preoccupazione per il futuro del sito feltrino

Nella giornata di oggi a Feltre si è tenuta l’assemblea con i lavoratori e le lavoratrici di Hydro per discutere di quello che è stato detto e deciso durante l’incontro di ieri a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), al quale hanno preso parte le Segreterie Nazionali e Territoriali di FIM-FIOM-UILM, le RSU, i rappresentanti dell’azienda e le istituzioni locali (Regione Veneto e Comune di Feltre). Durante l’assemblea le lavoratrici e i lavoratori hanno espresso la loro preoccupazione per il futuro dello stabilimento feltrino, soprattutto per alcune modalità di gestione messe in atto dalla multinazionale che di fatto tenderebbero a mettere in discussione il livello, da sempre alto, di soddisfazione dei clienti che afferiscono al sito per le loro commesse. I lavoratori e le lavoratrici, che vivono sulla loro pelle tutto ciò che viene deciso o procrastinato dal management, temono che in questa modalità di gestione che mette in difficoltà i lavoratori e che non riescono a rispondere alle esigenze dei clienti come da prassi, ci sia l’intenzione di depotenziare il sito e che queste mancanze possano essere sopperite dall’azienda convincendo i clienti a spostare le proprie commesse in altri siti del gruppo. Anche se i lavoratori e le lavoratrici unitariamente alle Rsu e alle organizzazioni sindacali non permetteranno lo spostamento di alcuna matrice dal sito feltrino, è ovvio che niente e nessuno potrebbe evitare che le matrici possano essere riprodotte in altre fonderie, se le commesse dovessero cambiare destinazione.
“Ribadiamo con estrema serietà che la nostra posizione come Fiom rimane invariata e che anche durante l’incontro di ieri questa posizione è stata comunicata a tutti. Per noi la Hydro non ha alcuna motivazione plausibile per andarsene. Noi, inoltre, condanniamo fermamente la scelta di chiudere e, visto anche quello che stanno vivendo e riportando i lavoratori e le lavoratrici, abbiamo forti dubbi che la dirigenza si stia effettivamente impegnando per garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito, soprattutto visto che si stanno cominciando a scontentare clienti, anche storici, senza effettive motivazioni. Noi non abbiamo fiducia in loro, visto che loro per primi agiscono in totale incoerenza con il loro stesso motto, il famoso “Cura, coraggio e partecipazione”. Motto che a Feltre hanno completamente disatteso, mancando totalmente e avendo usato per anni quello che c’era di buono e di nuovo senza mai investire direttamente nel sito.” Ha commentato Stefano Bona, segretario generale della Fiom di Belluno, a chiusura dell’assemblea, aggiungendo “Ieri sono state dette tante belle parole e sono state fatte rassicurazioni, ma queste parole devono anche diventare fatti. In primis vogliamo sapere chi è l’advisor che è stato nominato e quale sarà la strategia che intende adottare per trovare al più presto possibili compratori. Per il momento il nostro timore è che l’azienda stia solo prendendo tempo, anche con le istituzioni, senza avere una reale intenzione di garantire un futuro allo stabilimento. Anche la conferma del loro recente investimento in Ungheria, mentre chiudono Feltre e gli altri stabilimenti in Europa, è una dimostrazione di malafede e di mancanza di rispetto delle leggi europee e delle istituzioni. In questi mesi gli unici soggetti attivi e combattivi che hanno fatto di tutto per la salvaguardia del sito sono i lavoratori e le lavoratrici e a loro va tutto il nostro impegno e la nostra fiducia. Per loro garanzia, quindi, chiediamo massima vigilanza da parte del Ministero e di conoscere al più presto le prossime mosse dell’advisor.”





