
Nella mattinata di ieri , nell’ambito dei servizi di prevenzione e controllo del territorio quotidianamente predisposti dal Questore della Provincia di Padova Marco Odorisio nelle aree cittadine maggiormente interessate da fenomeni di criminalità diffusa e di spaccio di sostanze stupefacenti, con particolare riguardo alle zone del centro storico, della Stazione ferroviaria e delle principali arterie di accesso alla città, le Volanti della Questura di Padova hanno interrotto una presunta attività di spaccio di sostanze stupefacenti e tratto in arresto un 19enne cittadino tunisino, gravato da numerosi precedenti di polizia, sorpreso in possesso di un ingente quantitativo di cocaina del quale aveva tentato di disfarsi nel corso di una rocambolesca fuga tra le vie del centro di Padova. L’attività operativa prendeva avvio intorno alle ore 10.15, quando un equipaggio della Sezione Volanti, lungo Corso del Popolo, notava transitare un’autovettura con a bordo due persone il cui atteggiamento destava immediatamente l’attenzione degli operatori. I poliziotti decidevano pertanto di procedere ad un controllo del veicolo e dei suoi occupanti. Non appena il conducente arrestava la marcia, tuttavia, il passeggero apriva improvvisamente lo sportello e si dava precipitosamente alla fuga a piedi lungo via Trieste, tentando di far perdere le proprie tracce tra i numerosi pedoni e i veicoli in transito. Gli agenti riconoscevano immediatamente il giovane come un cittadino tunisino di 19 anni, già conosciuto agli operatori della Polizia di Stato per numerosi precedenti di polizia e per pregresse vicende connesse alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Considerato l’improvviso comportamento del giovane e ritenendo altamente probabile che la fuga fosse finalizzata ad evitare il rinvenimento di sostanze illecite o di altro materiale compromettente, gli operatori si ponevano immediatamente al suo inseguimento, dando vita ad una concitata corsa attraverso una delle zone più trafficate del centro cittadino.
Nel disperato tentativo di sottrarsi al controllo, il diciannovenne percorreva via Trieste a forte velocità, attraversando ripetutamente la carreggiata tra le autovetture in movimento e creando momenti di evidente pericolo sia per gli automobilisti sia per i numerosi pedoni presenti in quel momento lungo la strada. L’inseguimento proseguiva per alcune centinaia di metri fino a quando il giovane, ormai tallonato dagli agenti, nel tentativo di eliminare ogni possibile elemento a suo carico, giunto all’altezza di un’abitazione estraeva rapidamente un involucro dalla propria tasca e lo lanciava oltre il muro di cinta dell’immobile, cercando evidentemente di disfarsene prima di essere definitivamente raggiunto dai poliziotti.
Il gesto non sfuggiva tuttavia agli agenti delle Volanti, che continuavano l’inseguimento senza mai perdere di vista il fuggitivo, riuscendo pochi istanti dopo a bloccarlo in Piazza De Gasperi, dove il giovane veniva definitivamente fermato e messo in sicurezza. Una volta immobilizzato, il diciannovenne veniva immediatamente sottoposto a perquisizione personale. Nel corso del controllo gli operatori rinvenivano all’interno delle tasche dei pantaloni un cacciavite a taglio della lunghezza complessiva di circa 15 centimetri, con una punta di oltre sette centimetri e mezzo, del quale il giovane non era in grado di fornire alcuna plausibile giustificazione circa il porto in luogo pubblico.Venivano inoltre trovati due telefoni cellulari, due banconote da venti euro e una banconota da dieci euro, denaro che, alla luce del complessivo quadro investigativo, veniva ritenuto dagli operatori verosimile provento dell’attività di spaccio. Sebbene il giovane si rifiutasse di collaborare con gli investigatori impedendo lo sblocco del telefono protetto da codice PIN, gli agenti riuscivano comunque ad osservare, attraverso le notifiche visibili sullo schermo, numerosi messaggi provenienti da utenze italiane, con interlocutori che chiedevano ripetutamente dove si trovasse il destinatario e comunicavano che, in caso di ulteriore ritardo, si sarebbero allontanati.
Le ricerche consentivano, nel giro di pochissimi minuti, di rinvenire esattamente nel punto in cui gli agenti avevano visto il giovane disfarsi dell’oggetto un involucro in cellophane accuratamente confezionato, al cui interno era custodito un unico “sasso” di sostanza stupefacente di colore bianco. Le successive verifiche effettuate presso gli Uffici della Questura consentivano di accertare come l’involucro contenesse 26,25 grammi di cocaina, risultata positiva agli specifici test narcotici eseguiti dalla Polizia Scientifica. Si trattava, pertanto, di un quantitativo particolarmente significativo di cocaina destinato ad essere successivamente miscelato con sostanze da taglio e suddiviso in un elevato numero di dosi destinate al mercato dello spaccio cittadino, con un valore economico destinato ad aumentare sensibilmente una volta completata la preparazione della sostanza per la vendita al dettaglio.
Ultimate le operazioni sul posto, il 19enne veniva accompagnato presso gli Uffici della Questura di Padova per gli ulteriori accertamenti di rito. Qui il giovane veniva sottoposto alle procedure di identificazione mediante fotosegnalamento, mentre la sostanza stupefacente recuperata veniva sottoposta ad esame ponderale e narcotest, risultando positiva alla cocaina.Gli accertamenti consentivano altresì di appurare come il 19enne, pur essendo regolarmente presente sul territorio nazionale in forza di un permesso di soggiorno, non svolgesse alcuna attività lavorativa lecita e non fosse in grado di indicare agli operatori un domicilio stabile.
Il Questore della provincia di Padova Marco Odorisio, vista la gravità dei fatti, ha attivato l’Ufficio Immigrazione per l’avvio, con procedura d’urgenza, della revoca del permesso di soggiorno in possesso dell’uomo



