Il bilancio complessivo del mercato del lavoro veneto nei primi sette mesi del 2026 si mantiene positivo.

Il bilancio complessivo del mercato del lavoro veneto nei primi sette mesi del 2026 si mantiene positivo, nonostante il rallentamento osservato nel mese di luglio, che registra un saldo occupazionale lievemente inferiore a quello registrato nel 2025 e un leggero calo delle assunzioni (-3%).Il turismo continua a fare da traino alla crescita occupazionale complessiva e nell’ultimo mese evidenzia un’ulteriore accelerazione. Permangono, invece, difficoltà nel settore industriale con un’elevata variabilità nel breve periodo, in un contesto economico ancora incerto che continua a condizionare le scelte delle imprese. A rallentare sono soprattutto il metalmeccanico e l’edilizia, che mostra un progressivo indebolimento della domanda di lavoro . Pur rimanendo in crescita, si riduce il contributo dei contratti a tempo indeterminato, mentre si rafforza quello del lavoro a termine. A livello territoriale, i saldi sono positivi in tutte le province del Veneto, ma in ridimensionamento quasi ovunque tranne che a Verona e Rovigo.
In Veneto, il saldo del lavoro dipendente privato relativo al periodo gennaio-luglio del 2026 si mantiene positivo (+79.600 posizioni di lavoro) e appena più favorevole di quello registrato nel 2025 (+79.100), nonostante nell’ultimo bimestre la crescita occupazionale segni un lieve rallentamento. La domanda di lavoro nel periodo risulta in aumento (+2%), così come le cessazioni contrattuali (+3%); su entrambe le dinamiche incide tuttavia anche il marcato incremento dei rapporti di brevissima durata nelle attività di produzione cinematografica. L’ultimo mese considerato mostra un bilancio occupazionale positivo (+3.400) e leggermente al di sotto di quello registrato a luglio 2025 (+3.700), per via di una contrazione delle assunzioni (-3%) superiore in volume a quella delle cessazioni (-3%) .
• Dal punto di vista contrattuale, il bilancio occupazionale registrato nei primi sette mesi del 2026 per il tempo indeterminato si mantiene positivo (+13.500), ma meno favorevole rispetto a quello del 2025 (+18.100). Su tale andamento incidono la riduzione delle trasformazioni/qualificazioni (-6%) – peraltro compatibile con una protratta diminuzione delle posizioni di lavoro a termine nell’anno precedente – e il calo delle assunzioni (-2%). Nel mese di luglio, il saldo per questa tipologia contrattuale (+790) risulta inferiore rispetto a quello dell’anno precedente (+1.200), anche in questo caso a seguito della diminuzione delle trasformazioni (-3%) e, soprattutto, delle assunzioni (-7%). Per quanto riguarda il tempo determinato, il bilancio del periodo gennaio-luglio è positivo (+64.300) e più elevato di quello del 2025 (+59.200). Questo risultato – al lordo degli effetti delle ricorrenze stagionali – è legato al forte incremento delle attivazioni contrattuali (+4%) che in termini assoluti supera l’aumento delle cessazioni. Nel mese di luglio il saldo rimane stabile (+2.400): le assunzioni risultano in leggero calo, equivalente in volume a quello delle cessazioni. In riferimento all’apprendistato, il saldo occupazionale relativo ai primi sette mesi del 2026 è positivo per +1.900 unità, in linea con quello dell’anno precedente; tale andamento si lega a una riduzione nelle assunzioni (-5%), compensata dal calo delle qualificazioni (-7%) e delle cessazioni (-4%) .
• L’aumento nel volume delle assunzioni registrate tra gennaio e luglio del 2026 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente interessa i lavoratori di entrambi i generi (+2% per le donne e +3% per gli uomini) ed è attribuibile soprattutto alla crescita degli avviamenti a orario pieno (rispettivamente +4% per le prime e +3% per i secondi). Le assunzioni a orario ridotto registrano un incremento complessivo contenuto (+1%) che interessa esclusivamente la componente maschile (+3%). Nei primi sette mesi del 2026 l’incidenza del part time rimane elevata (pari al 32,2% del totale delle assunzioni), pur risultando in leggera contrazione; rispetto all’analogo periodo del 2025 rimane stabile per gli uomini (22,5%), mentre cala per le donne (dal 48,1% al 46,8%).
• Con riferimento alle principali caratteristiche socio-anagrafiche, il bilancio occupazionale dei primi sette mesi del 2026, positivo per tutte le componenti, risulta in crescita sullo stesso periodo del 2025 soprattutto per gli stranieri; gli italiani registrano invece un saldo più contenuto rispetto all’anno precedente. Nel mese di luglio, il bilancio migliora per le donne, mentre risulta ridimensionato per gli uomini e per gli italiani. Guardando alle assunzioni, l’incremento osservato rispetto all’analogo periodo del 2025 interessa tutti i sottogruppi demografici, in particolare i lavoratori più maturi (+8%); nel mese di luglio, le attivazioni risultano in lieve calo per tutti i sottogruppi, eccetto che per senior e stranieri .
• Il ritardo strutturale delle comunicazioni obbligatorie relative ai rapporti di lavoro in somministrazione consente di osservare i dati per questa tipologia contrattuale aggiornati fino a giugno 2026. Nel primo semestre dell’anno, i rapporti di lavoro in somministrazione attivati da agenzie localizzate in Veneto sono stati 64.200, in leggero aumento rispetto all’analogo periodo del 2025 (+4%). Il bilancio occupazionale tra gennaio e giugno si mantiene positivo (+4.600), pur risultando inferiore a quello dello stesso periodo del 2025 (+5.200) nonostante il lieve recupero di giugno (+1.900 contro +1.300 dello scorso anno) .



