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LOZZO ATESTINO (PD) : PERSEGUITA LA EX COMPAGNA DOPO LA FINE DELLA RELAZIONE: SCATTA IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO.

I Carabinieri della Stazione di Lozzo Atestino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione delle misure cautelari congiunte del divieto di avvicinamento alla persona offesa e del divieto di dimora nel comune di residenza della stessa. Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Padova su richiesta della locale Procura della Repubblica è stato notificato ad un uomo residente nell’area dei Colli Euganei, ritenuto responsabile, in ipotesi accusatoria, dei reati di atti persecutori e percosse ai danni dell’ex compagna. Secondo l’ipotesi accusatoria che riepiloga fatti commessi dal marzo 2026 e tuttora in corso, l’indagato — in reazione alla fine della relazione sentimentale precedentemente intrattenuta con la donna — sottoponeva quest’ultima a reiterate condotte persecutorie. Molestandola, ingiuriandola e talvolta aggredendola fisicamente, l’uomo le cagionava un grave e perdurante stato di ansia, ingenerando in lei un fondato timore per la propria incolumità. Tali comportamenti costringevano la vittima ad alterare le proprie abitudini di vita, obbligandola a uscire di casa solo per necessità lavorative o domestiche (mai in orario serale) e a collocare dei mobili a ridosso della porta d’ingresso per timore di intrusioni.  

In particolare la donna, legata all’uomo per tre anni, nel mese di novembre 2025 decideva di interrompere il rapporto. L’indagato, dopo aver appreso di una nuova frequentazione della donna, ha intensificato le condotte moleste: in diverse occasioni ha inviato alla persona offesa messaggi tramite WhatsApp per informarla della propria presenza sotto casa, pretendendo un confronto con il nuovo compagno e suonando insistentemente il campanello per ottenere chiarimenti. In un’altra circostanza, ha raggiunto l’ingresso dell’appartamento mentre la donna si trovava in compagnia del partner; dopo aver bussato con insistenza, una volta aperta la porta, ha iniziato ad insultarla colpendola poi con uno schiaffo al volto.

Le condotte sono proseguite con l’invio di messaggi WhatsApp finalizzati a ottenere un colloquio telefonico per “chiarire” gli eventi precedenti. Decisiva è stata la denuncia presentata dalla vittima. L’esito dell’attività ha consentito alla Procura della Repubblica di Padova di richiedere ed ottenere in tempi rapidi, dal Giudice per le Indagini Preliminari la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, ai suoi prossimi congiunti e ai luoghi da loro frequentati. Il provvedimento riguarda, in particolare l’abitazione e il luogo di lavoro, con assoluto divieto di comunicare con la vittima attraverso qualsiasi mezzo e l’obbligo di mantenere una distanza di almeno 500 metri. A carico dell’indagato è stata inoltre applicata la misura del divieto di dimora nel comune di residenza della parte offesa.

L’operazione conferma la massima priorità che l’Arma dei Carabinieri e l’Autorità Giudiziaria attribuiscono al contrasto della violenza di genere, con particolare riferimento agli atti persecutori che minano la libertà e la serenità delle vittime. Il silenzio costituisce il principale fattore di isolamento; la tempestiva denuncia rappresenta, invece, lo strumento più efficace per interrompere la spirale delle violenze. L’Arma rivolge l’invito a non esitare a chiedere aiuto a tutte le donne che vivono situazioni di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica. È possibile rivolgersi ai Carabinieri tramite il 112 o contattare il numero antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24.

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