MESTRE (VE) : TERMINANO LE SPERANZE DI ALTUGLAS DI PORTO MARGHERA, NESSUNA OFFERTA PER GLI IMPIANTI

Vertenza Altuglas: nessuna offerta per gli impianti. Svaniscono, così, le prospettive per Porto Marghera. Arriva una brutta notizia dall’incontro di oggi (martedì 17 marzo) al Ministero del Lavoro a Roma per discutere dell’azienda chimica (gruppo americano Trinseo), che ha deciso di chiudere lo stabilimento veneziano dove lavorano 51 persone.Una notizia che segna, di fatto, la fine di ogni speranza di ripartenza o riconversione industriale del sito. Con questo epilogo, Porto Marghera perde un altro tassello fondamentale della propria storia produttiva, in particolare nel settore della chimica di base, che per decenni ha rappresentato un pilastro dell’economia industriale del territorio. Così, davanti all’assenza di prospettive concrete, le organizzazioni sindacali e la Rsu sono state costrette ad accettare un piano di incentivi all’esodo. Una scelta difficile, maturata solo dopo aver sperato fino all’ultimo in una soluzione alternativa che potesse salvaguardare occupazione e capacità produttiva. «C’è tanta delusione – commenta il Segretario generale della Femca Cisl Venezia Francesco Coco – perché non è solo un’azienda a chiudere ma altre ancora, a cascata, andranno in sofferenza. Ora si apre una fase di profonda incertezza. Diventa inevitabile interrogarsi sul futuro di Porto Marghera: esiste ancora un reale interesse a investire in quest’area? C’è una volontà concreta di fare industria? Si crede ancora nella chimica di base come asset strategico?». Nelle parole di Coco c’è tutta l’amarezza per quanto sta accadendo per un’area industriale importante come Porto Marghera. «Quella a cui stiamo assistendo – continua Coco – appare sempre più come una lenta e silenziosa dismissione del polo petrolchimico, un processo che rischia di compromettere definitivamente un patrimonio industriale di valore europeo». E la Femca Cisl Venezia lancia un appello forte e chiaro alla politica, sia a livello locale che nazionale. «Non può e non deve morire un polo chimico come Porto Marghera – aggiunge Coco – che è stato uno dei più importanti d’Europa. È necessario un impegno immediato e concreto per invertire questa tendenza e restituire prospettiva a un territorio che ha ancora molto da offrire».