PADOVA : ARRESTATO IL PRESUNTO AUTORE DELL’OMICIDIO DEL 58ENNE FATOS CENAJ, CONSUMATO LO SCORSO 8 GIUGNO A FONTANIVA
I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Padova, in collaborazione con personale della Compagnia di Cittadella (PD), nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo euganeo, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale patavino, con cui viene contestato il reato di omicidio aggravato, ad un operaio 45enne italiano di Fontaniva (PD), a seguito di un grave quadro indiziario riferito all’omicidio del cittadino albanese 58enne CENAJ Fatos, commesso in Fontaniva (PD), la mattina di domenica 8 giugno 2025. La vittima era stata trovata riversa a terra vicino alla sua bicicletta a tre ruote, attorno alle ore 08.00 da due guardiapesca, nel tratto di strada che dalla sua abitazione conduce ad un maneggio presso cui il CENAJ svolgeva lavori saltuari. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Padova, gli esami clinici evidenziavano che CENAJ Fatos non era incorso in una caduta accidentale come inizialmente ipotizzato, ma era stato in realtà attinto alla testa da un colpo di arma da fuoco, che ne causava il decesso dopo tre giorni.
Fin dalle prime fasi, le indagini venivano svolte a 360 gradi, approfondendo la vita familiare e le relazioni attuali e passate del deceduto, attualmente in pensione e che in Albania aveva prestato servizio nella polizia penitenziaria, prima di raggiungere la famiglia trasferitasi in Italia già da alcuni anni e che aveva acquistato un’abitazione in vicolo del Bosso di Fontaniva (PD). Quella che emergeva era una condizione di vita della vittima assolutamente riservata e morigerata, contornata dagli affetti dei propri cari, priva di frequentazioni controindicate e di controversie di sorta, ad eccezione dei difficili rapporti di vicinato con il nucleo familiare confinante, comunque fino a quel momento circoscritti a banali questioni, che mai erano sfociate in episodi di violenza o che lasciassero presumere epiloghi nefasti.
Parallelamente, i Carabinieri analizzavano nel dettaglio i vari sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, dislocati lungo l’itinerario effettuato da CENAJ Fatos la mattina del suo ferimento e che lo avevano immortalato in sella al suo triciclo in direzione del maneggio, riscontrando che sullo stesso percorso era transitato anche un uomo in sella ad una bicicletta mountain-bike, che peraltro aveva incrociato la vittima proprio in prossimità del luogo dell’omicidio. Quello che balzava immediatamente all’attenzione degli inquirenti era l’aspetto quantomeno singolare di quel ciclista, immortalato dalle varie telecamere completamente travisato da casco, occhiali scuri, maschera-respiratore e, soprattutto, con entrambe le braccia adornate di tatuaggi che, da un’analisi più approfondita, risultavano in realtà manicotti che riproducevano disegni stilizzati scuri.
A quel punto, partendo dagli oggetti utilizzati per quell’anomalo travisamento in una mattinata di inizio estate caratterizzata da temperature quantomeno miti, venivano interessate piattaforme d’acquisto online presso le quali il fantomatico ciclista avrebbe potuto reperire il materiale per realizzare il camuffamento.
E proprio quell’intuizione investigativa risultava fondamentale nell’identificazione dell’autore dell’omicidio, allorquando veniva accertato che molti degli oggetti immortalati nei fotogrammi acquisiti, tra i quali in particolare la maschera-respiratore e i manicotti riproducenti i finti tatuaggi, erano stati acquistati nei mesi precedenti proprio dal vicino di casa di CENAJ Fatos, il quale, in possesso di una mountain-bike frattanto sequestratagli presso la sua abitazione, aveva ordinato anche altri oggetti con cui aveva provveduto ad alterare il colore e i dettagli della sua bicicletta, oltre a materiale e strumentazione per realizzare armi da fuoco e munizionamento artigianali.Peraltro, parte di quel materiale acquistato su “Amazon” veniva trovato in possesso dell’indagato in occasione di una perquisizione eseguita presso il suo domicilio nel mese di luglio 2025, in particolare all’interno di un capannone di sua proprietà retrostante alla casa, in cui venivano rinvenute anche varie ogive di proiettili di fabbricazione artigianale, alcune delle quali conficcate su superfici piane, evidentemente sparate da strumenti che non venivano però ritrovati.
Tutto il copioso materiale sequestrato riferito a vittima e indagato, i filmati e i fotogrammi acquisiti dai sistemi di videosorveglianza venivano quindi sottoposti ad una serie di accertamenti tecnici di varia natura da parte di personale specializzato del RIS Carabinieri di Parma, che riscontrava la corrispondenza tra gli oggetti utilizzati per il travisamento del ciclista con quelli acquistati su “Amazon” dal vicino di casa del deceduto, esaltando anche compatibilità tra i residui dello sparo che avevano attinto il CENAJ e le tracce rilevate sulla bicicletta dell’indagato.
Inoltre, all’esito di approfondite verifiche tecnico-scientifiche, i consulenti tecnici incaricati dalla Procura della Repubblica di Padova riscontravano la corrispondenza tra il tragitto compiuto dal ciclista travisato e quello dell’esecutore materiale dell’omicidio, che appunto aveva raggiunto la vittima nell’orario e nel punto preciso in cui era stata uccisa, prima di darsi alla fuga sempre in sella alla mountain-bike in direzione del vicino argine del Brenta.In esecuzione del provvedimento cautelare emesso da GIP e notificatogli nella mattinata del 13/12/2025, il 45enne è stato associato alla Casa Circondariale di Padova, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il procedimento è in fase di indagini preliminari .
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