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PADOVA : Firmato questa mattina il Contratto Collettivo Integrativo che introduce anche il welfare aziendale su base volontaria

La principale novità del documento sottoscritto questa mattina è l’introduzione del Welfare Aziendale introdotto per la prima volta nel Comune di Padova.  In estrema sintesi i punti focali sono l’adesione su base volontaria da parte di ogni dipendente che può destinare al welfare 500 euro del proprio premi di performance. L’Amministrazione aggiunge 164 euro pro capite a questi 500 euro e ulteriori 100 mila euro che saranno divisi tra tutti gli aderenti.  Le risorse del Welfare aziendale sono utilizzabili attraverso voucher che si possono usare ad esempio per pagare le bollette, ma i dettagli delle modalità applicative saranno definiti in accordo tra le parti all’inizio del prossimo anno. Un altro punto importante del Contratto Integrativo è l’incremento del Fondo Risorse decentrate di 3,6 milioni, che diventano risorse stabili e la previsione di Progressioni Economiche Orizzontali (PEO) per circa il 40% degli aventi diritto (attorno a 440 dipendenti).

Inoltre è prevista l’introduzione di indennità per specifiche responsabilità (supervisori, advisor, tutor) che supporteranno i colleghi in caso di mobilità interna o cambio profilo. A margine della presentazione del Contratto Integrativo l’assessora alle risorse umane Margherita Cera ha anche anticipato alcune informazioni sul piano assunzione e concorsi per il 2026.  Sono previsti concorsi per diverse figure professionali: giardinieri, funzionari di polizia locale, restauratori, assistenti sociali, educatori di asilo nido, insegnanti, bibliotecari, che comporteranno l’assunzione di circa 100 nuovi dipendenti.

L’assessora alle risorse umane Margherita Cera sottolinea: “Siamo arrivati alla firma del Contratto Integrativo che ripartisce le risorse del Fondo decentrato. Il Fondo è stato aumentato con risorse stabili di circa 3.600.000 euro e la principale novità di questo Contratto Integrativo è la previsione del Welfare aziendale che è stato reso possibile grazie al decreto legge 25 del 2025 e che nel comune di Padova sarà su base volontaria. In altre parole, le dipendenti e i dipendenti che vorranno aderirvi destineranno una parte del loro premio di produttività organizzativa, al cui il Comune di Padova aggiunge ulteriori 100.000 euro oltre a circa 200 euro pro capite e, appunto, sarà possibile quindi attingere a queste risorse del Welfare per una serie di iniziative che verranno decise in concertazione con le sigle sindacali a partire dall’inizio dell’anno prossimo. Il Comune di Padova è felice, in qualche modo, di questo risultato e da parte mia un grazie a tutti coloro che hanno lavorato nel corso di quest’anno con continui incontri proprio per trovare una soluzione condivisa e una sintonia, in qualche modo, nell ‘interesse e nel benessere di tutti i nostri lavoratori”.

La caposettore risorse umane Sonia Furlan commenta: “Ritengo che in questo Ente, in questi anni di lavoro tra noi e le parti sindacali siamo arrivati a un livello di maturità di quelle che sono le relazioni sindacali perché penso, tutti, al di là dei diversi ruoli, perseguiamo il bene dei lavoratori. E spero quindi che anche i lavoratori abbiano fiducia in questo, e che riconoscano che alla fine i lavori del tavolo tra la rappresentanza sindacale e quella pubblica sono comunque finalizzati a perseguire il loro bene e il loro sviluppo”.

Alessandra Stivali, Direzione generale FP CGIL dichiara:“Padova è la prima in Veneto come città per il peso dell’inflazione sui salari. Quindi c’è un problema di salari? Sì, noi abbiamo provato con l’amministrazione a trovare strumenti. Con questo contratto decentrato, riusciamo a recuperare alcuni punti, pochi,  rispetto all’inflazione e alla necessità di salario che ogni giorno ci viene richiesto. La questione welfare è uno strumento che abbiamo provato a mettere in campo a. Base volontaria e individuale, quindi, non deve essere un oggetto di scontro, ma deve essere un oggetto di proposta e di opportunità di cui la lavoratrice o il lavoratore può sentirsi libero di parteciparvi o meno. Ultimo, abbiamo fatto le progressioni economiche verticali per tutta una categoria di lavoratori, principalmente donne, che il contratto precedente non contemplava: gli scolastici, cioè gli educatori, gli insegnanti, tutti coloro che lavorano nell’ambito dell’educazione e della valorizzazione di un servizio che a nostro avviso, come i servizi sociali, sono e devono essere il fiore all’occhiello di un Comune”.

Francesco Scarpelli segretario generale del lavoro UIL FPL “È indubbio che il Comune di Padova ha messo in atto nel corso degli ultimi anni tutte quelle situazioni economiche e anche di benessere organizzativo per migliorare la condizione dei lavori all’interno del comune, dei lavoratori all’interno del Comune di Padova, e questo è un dato secondo me oggettivo, palese.  Abbiamo introdotto il welfare, che, purtroppo è strutturato in modo diverso che nel privato.  Il nostro contratto agli enti locali prevede che parte della  produttività possa essere reintrodotta o meglio redistribuita sotto forma di welfare. Vantaggi? Sì, i soldi evidentemente arrivano prima rispetto alla produttività logica e naturale e vengono detassati e quindi sono dei soldi evidentemente netti”. 

Matteo De Zanet,  UIL FPL, coordinatore delle RSU commenta:  “Oggi arriviamo a firmare un documento che è stato lungo pensato, perché le trattative sono durate tutto l’anno,  un documento sul quale, devo riconoscere, ci sono posizioni, magari anche di una piccola minoranza, non del tutto convinta, soprattutto per la parte economica, perché purtroppo si sperava in risorse aggiuntive, ma poi ci sono i vincoli di bilancio che ci fanno da freno. Di sicuro è importante aver fatto questo primo passo, perché è un passo dal punto di vista strategico, storico, nella parte in cui fino ad ora il welfare è stato limitato a determinati ambiti. Ora invece coinvolge tutti i dipendenti. E sicuramente è positivo e va incontro a quelle che sono le cautele che alcune sigle hanno mosso sul welfare che è volontario. Per cui non c’è l’obbligo da parte di ciascun dipendente di dirottare una parte della propria produttività nel welfare, è rimesso al singolo scegliere se aderire oppure no, quindi trarre vantaggio da quelli che sono gli sgravi fiscali. oppure ritenere che la produttività a livello economico sia per lui più vantaggiosa.

Michele Ponchia di CSA  Regioni Autonomie Locali puntualizza: “Noi non firmiamo questo contratto decentrato non per un senso di contrapposizione perché non è nel nostro DNA ma per un senso di responsabilità nei confronti delle nostre idee.  La nostra idea principale è che il welfare, non può essere autofinanziato dai lavoratori, quindi il welfare rimane un istituto contrattuale a complemento del salario dei lavoratori che nel Comune di Padova, come in tanti altri enti locali non è così elevato. In secondo luogo siamo dell’idea ma dovremmo approfondire attraverso un percorso tecnico contabile quali fossero le vie possibili, perché abbiamo l’impressione che si sia scelta la via più prudenziale rispetto al decreto PA 2025, il decreto Zangrillo, che da la possibilità, agli enti locali di colmare quel gap stipendiale che differenzia non da poco il resto della pubblica amministrazione con la pubblica amministrazione centrale”.

Luca Grigoletto ADL Cobas precisa: “Noi abbiamo molti punti in comune col CSA. Il contratto lo abbiamo firmato e siamo molto contenti di tutta la parte che riguarda il mantenimento delle risorse rispetto agli anni scorsi,  e alle progressioni economiche verticali e orizzontali; un ottimo lavoro. Siamo molto critici invece sull’utilizzo del cosiddetto Fondo che deriva dall’applicazione del decreto PA, perché l’amministrazione ha favorito chi aderirà al welfare.  Quindi per noi tutte le risorse stanziate sul Fondo che secondo sono noi oggettivamente sono poche andrebbero comunque ripartite verso tutti i lavoratori dell’Ente Locale, non solo a chi decide di aderire a un welfare. In sostanza, questa è la nostra posizione dissenziente rispetto al resto, ma comunque firmiamo l’accordo perché quelli raggiunti sono tutti traguardi oggettivamente apprezzabili”

 

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