PADOVA : Presentazione del libro”Un Sapere che appella altri Saperi”. Il ruolo del giurista nella risoluzione dei conflitti familiari e non .

Oggi alle ore 12.30 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del libro Un Sapere che appella altri Saperi. Il ruolo del giurista nella risoluzione dei conflitti familiari e non, volume che raccoglie gli atti del convegno tenutosi a Padova il 12 novembre 2024, ora pubblicati a cura di Luca Borgna e Lorenzo Voltolin nell’ambito dell’attività di ricerca della Facoltà Teologia del Triveneto. L’ideazione del convegno, promosso dalla stessa Facoltà, da AIGA Padova (Associazione Giovani Avvocati), è partita grazie all’interessamento congiunto del Preside della Facoltà Teologica don Andrea Toniolo, continuata con il nuovo preside don Maurizio Girolami ed di AIGA Padova nella persona della Presidente Avv. Alessia Casotto.
Di fronte al conflitto, ed al conflitto familiare in specie, il diritto offre strumenti che cercano di ristabilire la giustizia facendo prevalere la vittoria di uno dei contendenti, convocando un terzo, ovvero il giudice a dirimere la questione. Il ruolo del giurista però può essere anche un altro – ed è questa una delle tesi del convegno – ovvero quello del mediatore e dell’arbitro che cerca di far emergere le vere domande dei contendenti per trovare un compromesso tra di loro senza invocare l’intervento del giudice. In questo senso il diritto è un “sapere che appella altri saperi” perché si rende conto di non bastare a se stesso ma di avere bisogno di lavorare assieme ad altri saperi: in particolare le scienze umane (psicologia, pedagogia), medicina, filosofia, teologia. In questo modo coloro che sono in conflitto possono trovare una soluzione che li porti entrambi a vincere, cercando risposta anche alle domande di senso più profonde. Si constata infatti che chi è alle prese con una relazione affettiva in crisi o fallita non solo necessita di giustizia ristabilendo i diritti lesi, ma anche di senso per essere aiutato a ripartire in uno snodo difficile della vita. Ci sono dei punti privilegiati di ascolto di queste necessità: lo studio dell’avvocato, del mediatore familiare, i consultori familiari, i gruppi di accompagnamento delle coppie e anche le comunità parrocchiali. È nata quindi tra professionisti la necessità di parlarsi, di confrontarsi, di arricchirsi reciprocamente sapendo che ogni “sapere” ha da imparare dagli altri saperi, rispettando le reciproche competenze. É questo il senso dell’università: quello di far dialogare le diverse discipline per metterle al servizio della verità e dell’uomo.
L’opera inizia con due contributi di Massimiliano Zaniolo, avvocato e magistrato, il quale approfondisce il tema innanzitutto riflettendo sul ruolo dell’avvocato come ad-vocatus o (nella lingua greca) il para-clitos, il paraclito, letteralmente colui che è “chiamato accanto” dall’assistito per essere accompagnato in uno snodo problematico dell’esistenza. In seguito lo stesso Zaniolo ha recensito l’intervento di Andrea Favaro, filosofo del diritto della Facoltà di Diritto canonico San Pio X di Venezia e Professore associato dell’Università di Verona. Favaro ha offerto una riflessione che ha dato fondamento a tutto il convegno riflettendo sui limiti del positivismo giuridico e la necessità del diritto di incontrare altri saperi. Segue il testo di Marcello Neri (Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano) che illustra il rapporto tra diritto e teologia: egli sottolinea la necessità per la teologia di apprendere dal diritto gli elementi giusti per il dirsi pubblico delle fedi, creando spazi fecondi per la laicità senza escludere nell’ambito pubblico il vissuto religioso dei cittadini.
Il volume poi ospita una parte maggiormente tecnica che si offre agli avvocati come occasione di aggiornamento. Daniela Savio, Avvocato del Foro di Padova e mediatrice familiare, descrive l’ampio campo di opportunità rappresentato dalla mediazione nella risoluzione del conflitto. La mediazione è una opportunità per accompagnare le persone in lite a mettere a fuoco le vere esigenze in gioco, evitando la crescita dei conflitti ma cercando di dare risposta alle domande di senso degli attori coinvolti. Giulia Riondato, penalista del Foro di Padova, porta tutto questo nell’ambito penale, approfondendo alcuni contenuti della recente riforma Cartabia: si tratta della giustizia riparativa. In ambito penale il danno oltre ad essere retribuito ha bisogno anche di essere riparato cercando se possibile una riconciliazione tra il colpevole e la vittima. La rassegna si conclude con due riflessioni provenienti dall’ambito teologico e canonistico. La prima è proposta da Francesco Pesce, docente della Facoltà Teologica del Triveneto, che facendo riferimento ai consultori familiari di ispirazione cattolica e non solo ha presentato le varie figure che si offrono per l’accompagnamento delle famiglie ferite o che chiedono un “di più” per la loro crescita relazionale. Si tratta di formatori (esperti di psicologia della coppia e della famiglia), medici, sacerdoti. La sfida è quella di un lavoro di equipe integrato. Spesso nei contesti parrocchiali è il sacerdote a condurre un primo ascolto che chiede successivamente il coinvolgimento di altre figure professionali. Infine Luca Borgna docente di diritto canonico presso la Facoltà teologica del Triveneto e Giudice del Tribunale Ecclesiastico regionale Triveneto propone una riflessione sul processo canonico, osservandolo come un itinerario che può portare la persona a rimettersi in ricerca di un senso per la propria vita. Il giudizio del tribunale della Chiesa infatti non riguarda aspetti esteriori ma approfondisce le disposizioni interiori e quindi le scelte della persona: in questo senso il giudizio canonico può essere una occasione di riappropriazione di senso per la propria vita, riaccendendo questa ricerca in ambito spirituale: in questo senso il servizio dei tribunali ecclesiastici si configura come una azione genuinamente pastorale perché integrata con la cura che la Chiesa offre a coloro che fanno i conti con un momento difficile della vita affettiva.
Quest’opera vuole porsi come strumento di aggiornamento per gli operatori del diritto e delle scienze umane e come invito a tenere vivo il dialogo tra il diritto e le altre discipline a servizio della vita dell’uomo. Nei prossimi mesi gli ideatori del convegno offriranno alcune occasioni per rilanciare il tema sia in ambito accademico sia nell’ambito delle professioni coinvolte a partire dal territorio regionale.




