PADOVA : Ricordata con una targa consegnata alle consorelle Suor Marie-Xavier cittadina padovana sopravvissuta alla tragedia di Hiroshima

Si è svolta la cerimonia di consegna del riconoscimento alla memoria di Suor Marie-Xavier dell’Ordine delle Suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio, cittadina padovana sopravvissuta alla tragedia di Hiroshima. L’iniziativa, promossa dal Comune di Padova in collaborazione con l’Azienda ULSS 6 Euganea, ha voluto rendere omaggio alla testimonianza di vita e di pace di Suor Marie-Xavier, esempio di dedizione e servizio verso gli altri. Alla presenza di Francesca Benciolini assessore alla Pace e Diritti Umani, Aldo Mariotto, Direttore Sanitario Azienda Ulss 6 Euganea, Luca Gino Sbrogiò, Direttore del Dipartimenti di Prevenzione dell’Azienda Ulss 6 Euganea e della dott.ssa Francesca Saccardo, familiare di Suor Marie-Xavier è stata consegnata una targa a Suor Carla Corbella, madre superiora Ordine delle Suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio.
L’assessora Francesca Benciolini ha sottolineato: “Siamo stati veramente felici di recuperare un pezzetto della storia della nostra città: la storia con la S maiuscola è fatta dalle storie delle persone, la Storia passa attraverso le storie delle persone e scoprire una nostra concittadina, che ha avuto un ruolo così importante in un momento storico così drammatico, tragico, ma anche con tutta la speranza che la sua vicenda oggi ci racconta è veramente per noi sorprendente, ci commuove, ci emoziona e ci fa ricordare che ognuno di noi può fare la differenza, anche nei momenti più tragici della vita. Siamo grati oggi di essere qua, ringrazio il direttore dell’Ulss 6 Dino Sbrogiò, ringrazio le consorelle di Maria Xavier che sono arrivate qua da Torino, ringrazio anche tutte le persone che man mano sono state rintracciate come parte di una famiglia che magari non si era neanche mai più incontrata col passare del tempo e delle generazioni e che oggi invece è qua, ancora a costituire così questo ricordo. Ci tenevamo a accogliervi in questa Sala Giunta perché per noi è proprio la sala delle decisioni, la sala della cittadinanza, la sala della città e siamo contenti anche che ci sia questo modo così familiare di stare attorno a un tavolo ad ascoltare questa storia, come si faceva nelle famiglie quando ci si raccontavano le storie dei nostri avi”.
“Come operatori sanitari – ha dichiarato il dr. Luca Sbrogio’, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 6 – siamo tenuti a riconoscere i valori e le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che indica nella pace “il” pre-requisito della salute. La pace, un tetto, il cibo, un lavoro e l’istruzione, come detto nella “Carta di Ottawa” dell’OMS (1986), sono alla base di una società che promuove la salute e il ben-essere, obiettivi ai quali concorre il Dipartimento di Prevenzione, l’intera sanità e le istituzioni civiche, in primis i Comuni. Già nel corso della plenaria 2024 si è tenuta una lectio magistralis su “pace e salute”, approfondendo con documentato taglio epidemiologico quante e quanto orribili possano essere le conseguenze dei conflitti soprattutto se con uso di armi nucleari. Ora, essendoci l’80mo anniversario del primo bombardamento atomico, avendo avuto notizia della presenza di una donna padovana, la suora missionaria suor Marie Xavier proprio ad Hiroshima, di come sia sopravvissuta e quanto si sia prodigata per dare aiuto ai feriti, abbiamo pensato di ricordarla e presentare la sua testimonianza di assistenza e cura in occasione della plenaria degli operatori del Dipartimento di Prevenzione che si è tenuta oggi a Piove di Sacco”.
Aldo Mariotto, Direttore Sanitario Azienda Ulss 6 Euganea ha raccontato: Tutto è nato da una missione che abbiamo fatto per l’Expo di Osaka quando abbiamo fatto una visita a Hiroshima dove ho potuto vedere il Museo dedicato al bombardamento nucleare e vedere anche come tutta la città è impregnata ancora del ricordo della tragedia e come la vivono in maniera direi spirituale. Qualche tempo dopo in un documentario televisivo tra le varie notizie sugli italiani coinvolti in quella tragedia si accennava anche a una suora italiana sopravvissuta all’esplosione. La cosa mi ha un po’ incuriosito, ho cercato in rete ed è venuto fuori che era una donna di Padova: noi ci occupiamo per lavoro radioprotezione, e a quel punto non potevamo non cercare di capire chi fosse. Il cognome Saccardo era un cognome importante per Padova e risalendo su questo filone si è capito che afferiva alla famiglia del noto micologo prefetto per l’Orto Botanico e da lì siamo arrivati alle Suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio, alle quali abbiamo chiesto notizie e che ci hanno raccontato la storia di Eleonora Saccardo Rasi, diventata Suor Marie Xavier. Così abbiamo deciso di rendere nota la sua storia in occasione della nostra assemblea plenaria coinvolgendo anche il Comune per dare maggiore visibilità a questa figura straordinaria”.
Suor Marie Xavier, la “monaca dalla voce gentile”, visse altri cinquant’anni dopo quel giorno drammatico, nel quale, contro ogni probabilità si salvò dall’esplosione e dalle radiazioni, dedicandosi al prossimo con amore e altruismo, dopo aver vissuto quell’inferno piovuto sulla terra. La bomba atomica venne sganciata a tre chilometri dal convento dove lei svolgeva la sua quotidiana opera di religiosa: era il 6 agosto 1945. Nel raggio di 2,5 chilometri la vita, in ogni sua forma, venne istantaneamente annientata. Poco oltre, per molti chilometri, l’ordigno lasciò uno scenario di disumana distruzione: ovunque feriti e moribondi in condizioni inimmaginabili. Suor Marie Xavier, miracolosamente, si salvò. La religiosa, al secolo Eleonora Saccardo Rasi, nacque nel 1905 dalla padovana Giuseppina Saccardo (1870-1954), figlia di Pier Andrea Saccardo, prefetto dell’Orto Botanico, e dal padovano Pietro Rasi (1857-1919). Ecco uno stralcio della lettera scritta nell’autunno 1945 da suor Marie Xavier all’allora MadreSuperiora dell’Istituto “Suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio”: “Il 6 agosto fu il giorno del grande sacrificio. Alle 8.05 il cielo è diventato verde, blu come quando si fanno le fotografie al magnesio e contemporaneamente tutti i tetti, le finestre e le porte sono volati via da tutte le parti; il cielo, che prima era di un azzurro magnifico senza una sola nuvola, è diventato nero… faceva così caldo che il piccolo stagno davanti alla statua della Beata Vergine si è seccato in un colpo solo… istintivamente e certamente per ispirazione del Buon Dio, siamo rientrate tutte in casa, che si stava sbriciolando da tutte le parti, umanamente parlando. Era una follia perché le polveri ci cadevano in testa, ma questo ci ha salvato dalle orribili ustioni prodotte da quell’unica bomba, perché è stata una sola bomba a distruggere l’intera Hiroshima; dei 440.000 abitanti, il censimento di due mesi fa ne ha contati solo 130.000. Questo vi dice chiaramente di quale protezione siamo state oggetto. Alle 8.15 l’aereo ha sganciato la bomba che è rimasta in cielo sostenuta da 3 paracaduti; a una certa gradazione di calore, sotto l’influenza dei raggi, è esplosa e ha portato rovina e morte in un raggio di 35 km”.
Eleonora visse ancora cinquant’anni durante i quali vedrà, a fianco degli esiti sanitari delle radiazioni, la ricostruzione morale e civile della città di Hiroshima. Continuerà a svolgere la sua opera con amore e altruismo, dopo aver vissuto quell’inferno piovuto sulla terra. La “monaca dalla voce gentile”, come definita dai contemporanei, morirà nel 1994 dando un volto alla pace che supera la tragedia della guerra.






