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PADOVA : Secondo il Vicepresidente del consiglio Comunale Ubaldo Lonardi il “tesoretto di 37 milioni ” e’ dei proprietari degli immobili

Tra le fantasiose ricostruzioni sui 37 milioni che Padova avrà di ritorno dallo Stato
(ultima quella del consigliere Foresta) emerge, per onestà intellettuale e fedele ricostruzione
dei fatti, quella dell’ex vicesindaco e poi sindaco pro tempore Ivo Rossi, recentemente
riportata dalla stampa locale.
Nulla da obiettare. O quasi!
Rossi spiega che l’origine del maltolto dallo Stato a Padova è l’incremento dei valori
catastali voluto dall’ex sindaco Zanonato, in zelante risposta all’invito governativo, su tutti
gli immobili siti nel Comune di Padova e all’ incremento di IMU che ne è derivata. Quindi
questi soldi non sono genericamente del Comune ma dei cittadini padovani che hanno
pagato le tasse sugli immobili di proprietà più alte di tutte le altre città del Veneto (e tra le
più alte in Italia).

Questo è il punto fondamentale della questione e che ha portato il l’ex
sindaco Bitonci a chiederne per le vie legali la restituzione almeno! Si tratta di una
disparità gravissima che più volte ho denunciato in Consiglio Comunale e che sempre e’
stata furbescamente respinta dalla maggioranza con l’osservazione che le aliquote IMU
sono sostanzialmente uguali in tutto il Paese. Verissimo. Ma, come Ivo Rossi ci spiega
chiaramente, queste aliquote vengono applicate a basi imponibili diverse e che, a parità di
dimensione e categoria, sono a Padova più alte rispetto alle altre città. Ho calcolato, ad
esempio, che quelle di Verona sono mediamente più basse di un 20-30 %.
Conseguenza di questa abnorme tassazione è che il Comune in circa 20-30 anni si
mangia tutto il valore immobiliare di una proprietà, con la momentanea esclusione delle
prime case, naturalmente (finche’ durera’….).
Tassare gli immobili in questo modo a Padova non credo fosse l’intenzione di
Zanonato. Negli anni in cui l’incremento è stato deciso, gli estimi catastali in alcuni casi,
erano effettivamente inferiori a quelli commerciali e il mercato immobiliare era in costante
crescita. Ma la soluzione, oggi, non è quella ipotizzata da Ivo Rossi, vale a dire obbligare
con decreto governativo chi non l’ha fatto ad aumentare questi estimi raggiungendo il livello
di Padova. La soluzione equa e giusta oggi è ridurre i valori catastali riconosciuti dal
Comune di Padova, portandoli a quelli effettivi di mercato, oggi di molto inferiori. Capita
addirittura che nei rogiti si scrivano valori superiori a quelli effettivamente pagati per
l’acquisto (pagando un surplus di tassa di registro…) per avvicinarsi al valore catastale
ufficiale e non incorrere in spiacevoli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate!

Vi è poi un’altra osservazione da fare e riguarda la destinazione di questo “tesoretto”
che la fortunata giunta Giordani si trova nuovamente ad avere grazie al grande lavoro fatto
da Bitonci in soli due anni e mezzo di governo della città. Questi soldi devono tornare ai
“legittimi proprietari”! Non possono essere “sprecati” in contributi a pioggia, anche
se nell’anno preelettorale può tornare molto utile. Ovviamente una restituzione fisica
immagino sia impossibile. Ma c’è un investimento importante che la città attende da anni
ed è quello della sicurezza idraulica di molte aree, dal centro alle periferie, che ad ogni
acquazzone vengono invase dall’acqua con danni alle civili abitazioni che nessuna
assicurazione ormai risarcisce. Sarebbe una restituzione collettiva che valorizzerebbe quel
patrimonio da cui il Comune ricava molta ricchezza e ripagherebbe quei cittadini che, per
fortuna, investono ancora nel mercato immobiliare della nostra città contribuendo così alla
sua crescita.
Il Vicepresidente del Consiglio Comunale.

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