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VENEZIA : Gianpaolo Trevisi (Pd),“Chi lavora nei campi non può dormire in strada. La Regione leghi i fondi agricoli alla dignità abitativa”

“Garantire una casa dignitosa ai lavoratori agricoli non è assistenzialismo, è una scelta di giustizia e di buon senso economico. Per questo ho depositato in Consiglio regionale una mozione che chiede alla Regione del Veneto di introdurre criteri di premialità e condizionalità sociale nei bandi del Programma di sviluppo rurale”. Così Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico, a palazzo Ferro-Fini.

“Ogni giorno migliaia di persone tengono in piedi l’agricoltura veneta – prosegue Trevisi – raccolgono la nostra frutta, lavorano nelle vigne, garantiscono la qualità delle nostre produzioni; sono indispensabili. Eppure, troppo spesso, come ha recentemente ricordato il sindaco di Verona, alla Fiera Agricola, che faccio mie le sue parole – afferma Trevisi -, i lavoratori agricoli, alla sera diventano invisibili, senza un alloggio dignitoso. Questo non è accettabile”.

“La proposta – spiega Trevisi – punta a collegare l’accesso ai contributi europei della Politica Agricola Comune a standard minimi di tutela dei lavoratori, premiando le aziende che investono in foresterie, alloggi adeguati o contributi all’affitto. Se questi lavoratori sono indispensabili per l’economia agricola veneta, allora l’alloggio è parte integrante della filiera produttiva, non un costo sociale. Chi riceve soldi pubblici deve garantire diritti pubblici. La mozione impegna la Giunta a modificare i criteri dei bandi regionali, prevedendo punteggi aggiuntivi e misure specifiche per sostenere l’housing dei lavoratori agricoli stagionali. Parliamo di lavoro, legalità e dignità, non di ideologia. Un’agricoltura forte si costruisce anche rispettando chi lavora nei campi”.

“Ma c’è anche un tema di sicurezza e di legalità – puntualizza Trevisi –, perché dove mancano soluzioni abitative regolari crescono precarietà, occupazioni di fortuna, sfruttamento e tensioni sociali. Offrire case dignitose, significa prevenire degrado, caporalato e conflitti. È una misura di civiltà, ma anche di buon governo del territorio”.

 
 

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