
Durante l’incontro odierno in sede regionale a Palazzo Balbi l’assessore Bitonci ha incontrato, insieme all’assessore Sergio Bini del Friuli Venezia Giulia, in collegamento come l’europarlamentare Elena Donazzan, anche vicepresidente italiana della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia del Parlamento europeo, i rappresentanti di Confindustria Alto Adriatico e di Confindustria VenetoEst, i sindacati di Friuli Venezia Giulia e Veneto, di Pordenone e Treviso della Cgil, Cisl, Uil e della Fiom, della Fim e della Uilm, e le RSU Fiom di Porcia e Susegana per discutere della situazione in cui verte Electrolux, nello specifico gli stabilimenti di Porcia e Susegana, in vista dell’incontro al MIMIT di lunedì 25 maggio 2026.
“Come Fiom e RSU di entrambe le regioni e dei territori di Pordenone e Treviso chiediamo il ritiro del piano di ristrutturazione presentato l’11 maggio insieme al ritiro di tutti gli esuberi indicati che raggiungono, uniti ai contratti a tempo determinato che andranno a chiusura, oltre 1900 persone e la revoca della cessazione dello stabilimento di Cerreto D’Esi.” Hanno dichiarato le Fiom e le rsu dei territori coinvolti, continuando “Non riteniamo sia vera la narrazione per la quale non si possano produrre elettrodomestici in Italia. Anche perché Electrolux negli ultimi 5 anni ha sviluppato margini e utili netti molto importanti, redistribuendo la maggior parte di questi agli azionisti, invece che impiegandoli in investimenti mirati. Inoltre, Electrolux in questi anni ha beneficiato di ingenti contributi pubblici. Temiamo, oltre tutto, che questo progetto sia un segnale di una possibile dismissione del bianco da parte di Electrolux nel nostro Paese. Chiediamo, quindi, un piano industriale che metta al centro il lavoro e la produzione nei nostri territori perché è la proposta dell’azienda è inaccettabile da ogni punto di vista, soprattutto perché non tiene in considerazione la professionalità e le competenze di tanti lavoratori e tante lavoratrici. Diventa importante l’incontro del 25 al MIMIT e al governo fin da ora chiudiamo che oltre a fare le dovute pressioni sulla multinazionale svedese produca una legislazione che impedisca la delocalizzazione di aziende manifatturiere.”
La segretaria generale della Cgil del Veneto insieme alla segretaria generale della Cgil di Treviso: “Siamo molto preoccupate per questa ennesima crisi che sta colpendo il nostro territorio, soprattutto per le conseguenze che potrebbero andare a colpire l’indotto e, quindi, l’intero settore. Restiamo anche noi vigili in attesa dell’incontro del 25 maggio.” Domani sono previste 2 ore di sciopero a Susegana per agevolare la partecipazione di una delegazione di lavoratori e lavoratrici all’incontro dei 28 sindaci in comune a Susegana.




