VENEZIA: MICHELE ZANOCCO RIELETTO SEGRETARIO GENERALE CISL «DA QUESTO CONGRESSO, NE ESCE UNA CISL VENEZIA RAFFORZATA»

Michele Zanocco resta alla guida della Cisl Venezia. Questo l’esito del quinto congresso della Cisl Venezia, svoltosi lunedì 7 e martedì 8 aprile al Laguna Palace di Mestre. Così hanno deciso i 262 delegati, che hanno confermato alla Segreteria dell’organizzazione provinciale anche Dario De Rossi e Monica De Stefani. La Cisl Venezia affronta il prossimo quadriennio all’insegna della continuità, anche per via degli ottimi risultati raggiunti negli ultimi anni, con un aumento degli iscritti che l’ha portata a oltre quota 72 mila. Presente in sala anche la Segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, per la prima volta in città dalla sua elezione avvenuta a febbraio scorso. Ai lavori era presente anche il Segretario generale della Cisl Veneto, Massimiliano Paglini, assieme ai suoi componenti di Segreteria, Stefania Botton e Andrea Sabaini.
Veneziano, 59 anni, maturità scientifica, Zanocco ha lavorato presso la Fochi Filippo Spa, azienda di costruzione e manutenzione di impianti petrolchimici, e successivamente alla Speedline, fonderia del comparto automotive, dove è stato rappresentante sindacale aziendale dei lavoratori (Rsu). Operatore sindacale di Fim Cisl Padova nel 1995, è stato eletto nel 1999 segretario di Fim Cisl Venezia, ruolo ricoperto fino al 2008 quando è entrato a far parte della Segreteria regionale per poi diventarne Segretario generale dal 2009 al 2013. Nello stesso anno è eletto nella Segreteria nazionale di Fim Cisl con delega nei settori ferroviario, elettrodomestico, cantieristico, aerospaziale e difesa, elettronica e microelettronica, appalti e informatica nonché alla formazione professionale, fondi interprofessionali e mercato del lavoro. Nel 2020, infine, gli è stato affidato l’incarico di Segretario amministrativo e organizzativo della federazione. A novembre 2022 è stato eletto Segretario generale della Cisl Venezia. Ora la riconferma. «Da questo congresso – spiega il riconfermato Michele Zanocco – ne esce una Cisl Venezia rafforzata, più convinta e consapevole della propria forza. Una Cisl Venezia che vuole andare oltre, che non si siede sugli allori dei buoni risultati ottenuti ma vuole essere protagonista del nostro territorio». Zanocco, infatti, parla proprio dell’ascesa della Cisl Venezia registrata di recente. «Siamo un’organizzazione credibile – osserva – che fa attività nei luoghi di lavoro. I nostri iscritti sono, in maggioranza, persone attive, sfatando il mito che fare sindacato sia una cosa per pensionati».
A chiudere i lavori la Segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. «Grazie a tutta la squadra della Ust Cisl Venezia per il grande lavoro che porta avanti ogni giorno sia sul piano della progettualità e del riformismo, sia sul versante della solidarietà, della coesione sociale e della partecipazione, valori che sono scritti nella nostra stessa identità. Venezia ha sempre incarnato modernità, apertura e innovazione. Ma oggi bisogna rispondere alle criticità del territorio: penso alle sofferenze dei settori metalmeccanico e metallurgico, ma anche nella moda, abbigliamento, edilizia, legno, chimica. Serve un rinnovato impegno sulla reindustrializzazione di Porto Marghera, sostenere il turismo che rappresenta oltre il 50 per cento dell’economia veneziana. Va affrontato anche il difficile nodo dell’inclusione di alcune fasce sociali: donne e giovani in primis, ma anche tanti migranti che ogni giorno contribuiscono al benessere delle nostre comunità ma vedono mortificati diritti e tutele. Bisogna dare risposte concrete, a partire dal grave problema abitativo, senza concedere nulla a populismo e demagogia, attraverso percorsi reali di integrazione, inclusione e partecipazione che chiamano anche il sindacato ad un lavoro specifico in sede bilaterale, contrattuale e di rappresentanza».
La Segretaria nazionale è intervenuta anche sul tema dazi. «Ci preoccupa moltissimo come sindacato – continua Daniela Fumarola – perché come sappiamo i dazi non hanno mai fatto bene a nessun tipo di economia, a maggior ragione la nostra. Noi pensiamo che bisogna affrontare questa emergenza con un grande senso di responsabilità, unendo le forze, mai immaginando di poter fare da soli. Ed è per questo che pensiamo che l’Europa debba svolgere oggi a maggior ragione un ruolo centrale importante riscoprendo la funzione che ha svolto durante il Covid, assicurando tutele per i posti di lavoro attraverso un meccanismo simile al meccanismo Sure. Abbiamo bisogno di un’Europa solidale, responsabile, che individui soluzioni e misure forti, tenendo insieme le ragioni del lavoro e quelle dell’impresa. Nessun posto di lavoro deve essere messo a rischio, nessuna impresa deve poter perdere la propria filiera di produzione. Sappiamo bene che questa guerra dei dazi può avere effetti devastanti. Noi abbiamo stimato che potrebbero esserci circa 60000 lavoratori a rischio in un anno. Questo non possiamo assolutamente permettercelo. Bisogna individuare misure efficaci che tengano i lavoratori legati ai posti di lavoro e le imprese ai propri obiettivi».




