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VENEZIA : Ostanel (AVS),“Suolo, acqua e comunità: su ampliamento Acqua Vera serve posizione chiara del Presidente Stefani.

“Il dibattito esploso in questi giorni a San Giorgio in Bosco, arrivato persino ad un attacco scomposto del sindaco verso il parroco reo di difendere la sua comunità, dimostra una cosa molto semplice: quando un territorio viene spinto al limite, il conflitto sociale è inevitabile. E il tema dell’ampliamento dello stabilimento Acqua Vera non riguarda solo un Comune, ma il modello di sviluppo a base di cemento che la Regione Veneto continua a sostenere”. È quanto dichiara Elena Ostanel, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, che aggiunge: “Parliamo di un progetto che prevede l’ennesima cementificazione di suolo agricolo, oltre 40 mila metri quadrati, in una Regione che da anni proclama l’obiettivo del “consumo di suolo zero” ma che nei fatti continua a concedere deroghe su deroghe. Quando anche figure importanti della comunità locale sentono il bisogno di intervenire pubblicamente, significa che la soglia di tollerabilità è stata superata. C’è una domanda legittima che viene dal territorio: è accettabile continuare a sacrificare suolo, paesaggio e risorse idriche in nome di un’espansione industriale che non restituisce benefici proporzionati alla collettività, neanche in termini di canoni adeguati a fronte della privatizzazione della nostra falda? Oggi i Comuni, anche quando credono sia giusto combattere questa espansione del cemento senza benefici pubblici, si trovano spesso soli, schiacciati tra pressioni economiche e normative regionali deboli. La legge veneta sul consumo di suolo, così com’è, non protegge davvero i territori: è un colabrodo che consente alle grandi aziende di aggirare il principio del suolo zero, mentre ai cittadini viene chiesto di ‘fidarsi’ delle compensazioni”.

“La Regione non può limitarsi a osservare: ha competenze dirette, a partire dalle concessioni minerarie per l’estrazione dell’acqua, e ha una responsabilità politica chiara. Continuare a svendere una risorsa pubblica come l’acqua, a fronte di danni permanenti all’equilibrio idrogeologico e al paesaggio, è una scelta che va fermata. Se davvero il Veneto vuole essere ‘più verde’, come spesso si annuncia nei comunicati, allora deve iniziare dai fatti: dire no a nuovi ampliamenti su suolo vergine, rimettere mano seriamente alla legge sul consumo di suolo e restituire ai territori il diritto di decidere del proprio futuro” conclude la consigliera Ostanel.

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