VENEZIA : Riccardo Barbisan (Lega – Liga Veneta)“Nessun indebolimento dell’assistenza domiciliare dalla Giunta Stefani. La sinistra, prima di parlare, si documenti”

“Le critiche si basano su equivoci e omissioni che meritano chiarimenti, a seguito delle uscite della sinistra sull’assistenza domiciliare. E sostengo quanto già illustrato dal Presidente Alberto Stefani: la Giunta non ha indebolito l’assistenza domiciliare (ADI), anzi, sta ottimizzando le risorse esistenti e incrementandole, in un contesto di carenza di personale che tutti riconosciamo derivare da una programmazione fallimentare dei governi precedenti”. Così il capogruppo Riccardo Barbisan (Lega – Liga Veneta) che spiega. “Ribadisco che le case della comunità non saranno “contenitori vuoti”. Il nostro progetto le rafforza come hub territoriali, dotandole di tecnologie avanzate (telemedicina, piattaforme digitali) a supporto proprio dei sanitari dell’ADI e della medicina territoriale. Non sottraggono personale: lo integrano e lo potenziano, evitando sprechi e migliorando l’efficacia delle cure a domicilio. Immaginare cure domiciliari senza chi le garantisca è demagogico: le garantiamo riorganizzando il personale attuale e assumendone di nuovo con bandi espletati nel 2025, mentre rafforziamo le scuole per infermieri per il futuro”.
“L’assistente di quartiere non è una figura improvvisata – continua il capogruppo – ma una risposta concreta alle esigenze delle famiglie, contenendo la spesa e fidelizzando e qualificando gli operatori anche con la formazione specifica che la Regione sta attivando. La Regione, infatti, investe nella sua formazione a proprio carico, creando una professionalità innovativa, come accadde storicamente per infermieri, ostetriche e fisioterapisti: prima nascono le figure, poi gli albi professionali. È un servizio con un sostegno pubblico attuato pure con contributi pubblici in conformità alla normativa finanziaria statale. L’assistente di quartiere apre prospettive nuove di presa in carico nel territorio, tiene conto dell’evoluzione delle comunità. Apertura a nuove forme che si adeguano all’evoluzione sociale delle nostre comunità, riconoscendo un ruolo alle figure professionali coinvolte”.
“L’opposizione critica senza proporre alternative – conclude Barbisan – rischiando di lasciare i cittadini senza soluzioni rapide e realizzabili. L’ospedale liquido non è solo l’ADI integrata che esiste già: è un ecosistema evoluto, con case della comunità come fulcro, tecnologia, nuove figure e ottimizzazione delle risorse per cure proattive sul territorio. La carenza di personale ci obbliga a innovare, non a crogiolarci nelle critiche sterili. Chiediamo all’opposizione: quali soluzioni concrete proponete, oltre al “no” a tutto? I cittadini meritano fatti, non slogan”.




