
Si è concluso con una grande partecipazione il presidio di CasaPound all’Arco dei Gavi, monumento storico della città, divenuto negli ultimi anni una zona tristemente conosciuta per la frequentazione delle baby gang e della microcriminalità giovanile di origine straniera. Il sit-in era volto a lanciare il tema caldo della Remigrazione. “Abbiamo denunciato più volte le conseguenze nefaste dell’immigrazione: dalla maggiore insicurezza, all’aumento del degrado e della criminalità, al dumping salariale. Fenomeni che si ripercuotono sugli italiani, ormai sempre più insicuri a uscire di casa: secondo l’ultimo rapporto Censis, infatti, il 75,8% degli italiani percepisce un aumento dei pericoli delle strade, una sensazione che tra le donne raggiunge l’81,8%. È il risultato di decenni di politiche di accoglienza indiscriminata, promossa dalla sinistra attraverso l’ideologia globalista, con l’obiettivo di cancellare l’identità culturale europea, che causa, come effetto “collaterale” anche l’aumento di insicurezza e del degrado nelle nostre strade.
Abbiamo deciso di manifestare il 24 maggio, una data simbolica che rappresenta un momento cruciale nella lotta dell’indipendenza italiana dallo straniero, come ricordato anche nella famosa canzone del Piave. Abbiamo inoltre scelto un luogo simbolo della nostra città, l’Arco Dei Gavi, negli ultimi anni tristemente noto per i pestaggi e gli scippi compiuti da parte delle baby gang, nella maggior parte dei casi composte da immigrati di seconda generazione. Siamo scesi in piazza per rilanciare il nostro impegno sul tema della Remigrazione: non un semplice slogan, ma una proposta che prevede il rimpatrio totale di tutti gli stranieri irregolari sul nostro territorio o con precedenti penali, per ribadire che in Europa la gente è stufa di subire la prepotenza di gente allogena, che non ha la minima intenzione di integrarsi. La risposta della gente alla nostra iniziativa è la riprova che molte persone sono stanche di pagare le nefaste conseguenze dell’immigrazione.
L’unica soluzione a questi problemi si chiama REMIGRAZIONE.”



