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VERONA : Consorzio Zai – Una agonia pericolosa per la città, occultata solo dalla propaganda (a caro prezzo)

 La presentazione pubblica del bilancio consuntivo 2024 conferma senza scampo la crisi strutturale del Consorzio Zai sul terreno cardine delle attività interportuali, irrimediabilmente ferme o in recessione, con possibili conseguenze negative anche sul piano occupazionale. Quali sarebbero concretamente gli obiettivi raggiunti che “il meloniano” Gasparato sbandiera ai quattro venti, senza citarne uno solo? Solo le operazioni immobiliari permettono l’aumento del volume di affari, ma ovviamente la vendita di terreni comporta l’impoverimento della struttura e i ricavi ottenuti dagli affitti (circa il 3% in aumento) crescono solo poco più dell’inflazione corrente. Il “trasparente” Matteo Gasparato, allineato e sovrapposto alla galoppante economia di guerra del nostro paese, ha continuato sinora a tenere nascosta l’entità della incredibile spesa sborsata per un inserto a pagamento sulla rivista americana TIME, che voleva sdoganare furbescamente per encomio mondiale al Consorzio Zai in crisi. Sempre nel bilancio presentato  vi sono investimenti immotivati in materia di pubblicità: 22.000 euro per stampa e TV del settore logistica e trasporti; 26.000 euro per mass media di economia e finanza internazionali; 35.000 euro per TV locali e 81.350 euro per altra stampa locale; addirittura 100.000 euro per non meglio precisati “rapporti con il territorio” (e qui la fantasia può galoppare con leggerezza). Ma non basta: in vista di una ipotetica nomina “politica” a presidente del Porto di Venezia, il Gasparato fa inserire a tutta pagina la pubblicità della Zai sul Corriere della Sera del 13 giugno – edizione di Venezia-Mestre, il tutto senza che nessuno del “suo” Consiglio d’amministrazione fiati. Ma in che città viviamo? E’ quanto si chiedono i rappresentanti di Sinistra Italiana 

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