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VERONA : Stefano Valdegamberi (Gruppo misto) “Libertà di opinione o reato d’opinione? Il paradosso italiano: da vittima a imputato”

“Il prossimo 4 dicembre sarò costretto a presentarmi davanti a un giudice per aver espresso, in un post, un’opinione circostanziata e motivata riguardo a certi comportamenti di natura intimidatoria, attuati per impedire lo svolgimento di eventi culturali regolarmente programmati. Due volte, in due occasioni diverse, la presentazione di un libro – regolarmente prenotata e pagata – è stata annullata dai gestori delle sale, evidentemente sottoposti a pressioni e minacce, al limite dell’estorsione psicologica, affinché rinunciassero all’evento. Di fronte a simili episodi ho semplicemente usato l’espressione ‘metodi mafiosi’ – un’espressione politica, non giuridica – per descrivere atteggiamenti che hanno l’obiettivo di zittire chi la pensa diversamente, alimentando un clima d’odio e di censura. E invece di vedere tutelata la libertà d’espressione, mi ritrovo sul banco degli imputati. In questo strano Paese chi subisce violenza psicologica e boicottaggi viene trascinato in Tribunale, mentre chi urla, disturba, impedisce lo svolgimento di eventi pubblici e va in giro per la città in condizioni che rasentano l’oltraggio al pudore, passa impunito sotto gli occhi delle Forze dell’Ordine. Uno dei miei accusatori, lo stesso che ha tentato di sabotare con urla e provocazioni l’ultima presentazione del libro di Vannacci all’auditorium di Tregnago – sala piena, pubblico civile – pochi giorni dopo sfilava per le vie della città quasi completamente nudo, senza che nessuno ritenesse di intervenire. Mi domando: se un normale cittadino si presentasse così in Piazza Bra o in Via Mazzini, verrebbe forse fermato? Perché allora in certi casi si fa finta di nulla? Due pesi e due misure? La legge è uguale per tutti o esistono sacche di privilegio per chi grida “diritti” senza conoscere il significato del rispetto e della convivenza civile? In tutti questi anni non ho mai impedito a nessuno di esprimere le proprie idee, anche quando diametralmente opposte alle mie. Non ho mai boicottato eventi altrui, non ho mai organizzato manifestazioni per farli saltare, non ho mai cercato di tappare la bocca a chi la pensa diversamente. Chi oggi si erge a paladino di diritti – peraltro spesso non meglio precisati – dovrebbe per primo ricordarsi dei doveri: il rispetto delle regole, delle istituzioni, degli spazi pubblici e, soprattutto, del pensiero altrui. Oggi più che mai, è necessario riaffermare con forza un principio fondamentale della nostra democrazia: la libertà di pensiero e di opinione non si tocca. Se esprimere un giudizio motivato e civile diventa un reato, allora siamo tutti meno liberi”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Gruppo misto, Stefano Valdegamberi.

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