BELLUNO : Oggi al Rifugio Vajolet ha preso il via con il concerto dell’EUYO WIND QUINTET il trittico finale de I SUONI DELLE DOLOMITI,

Oggi, martedì 30 settembre, al Rifugio Vajolet in Val di Fassa, con il concerto dell’Euyo Wind Quintet ha preso il via un trittico di concerti d’eccezione per celebrare i 30 anni de I Suoni delle Dolomiti. Tre eventi finali del Festival uniti da un duplice filo conduttore: l’Europa, intesa come realtà condivisa e sogno da coltivare.Nel cuore del Catinaccio, il luogo delle leggende della saga di Laurino e delle cenge dolomitiche vera enciclopedia geologica, il Popolo dei Suoni non si è fatto scoraggiare dalle avverse previsioni meteo, poi scongiurate da un sole che faceva capolino dalle nuvole, anch’esso forse richiamato dall’originale concerto del Quintetto Euyo Wind Quintet. Ai piedi della gola delle celebri torri, le note di cinque delle “Hungarian Dances From the 17th Century” del compositore ungherese Ferenc Farkas hanno allietato il pubblico per poi fare spazio ad una intensa “Pastorale” Op 151 della statunitense, pioniera dell’arte compositiva colta al femminile, Amy Beach. Flauto, fagotto, corno, oboe e clarinetto hanno intrecciato i fili di una nuova trama musicale con la “Tzigane” di Valerie Coleman, regalando un’eco vibrante che si è diffusa sulle antiche scogliere dolomitiche. Il viaggio nella musica colta moderna e contemporanea è proseguito tra note e un venticello dispettoso che ha aggiunto un tocco di imprevedibilità, facendo volteggiare gli spartiti spinti da una raffica più intensa. Nulla di più in contesto quindi le “Three Shanties for Wind” di Malcom Arnold per un concerto che è andato in crescendo. Con un picco di grande entusiasmo per l’eccentrica “Opus Number Zoo” di Luciano Berio.






