“Da Cunegato accuse gravi e mistificatorie contro Donazzan. Difendersi dagli insulti non è fare bancomat, è tutelare dignità e legalità”.

“Carlo Cunegato continua a mistificare una vicenda molto seria, utilizzando parole pesanti e volutamente provocatorie per alimentare reazioni di pancia e spostare il dibattito dal merito alla polemica. Dire che l’On. Elena Donazzan trasformerebbe gli insulti dei cittadini in un ‘bancomat’ è un’affermazione grave, ingiusta e politicamente indegna. Il punto è semplice: la libertà di critica politica, anche aspra non coincide con il diritto di insultare, diffamare, minacciare o colpire una persona nella sua dignità. Quando si passa dal dissenso all’offesa volgare, dagli argomenti agli epiteti personali, dalla critica alla diffamazione, si esce dal campo della politica e si entra in quello della lesione di un diritto tutelato dall’ordinamento. Chi subisce attacchi personali ha pieno diritto di difendersi nelle sedi previste dalla legge, esattamente come qualunque altro cittadino”. Lo dichiara, in una nota, Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d’Italia a nome di tutto il gruppo consiliare in Consiglio regionale del Veneto di Fratelli d’Italia, intervenendo sulle dichiarazioni del capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Carlo Cunegato.
” Non può affermarsi l’idea che insultarsi reciprocamente sia una forma normale di scambio politico. Non lo è. Non può farlo un rappresentante delle istituzioni, non può farlo un cittadino, non può farlo nessuno. L’insulto squalifica sempre chi lo utilizza e impoverisce il dibattito pubblico. La politica deve tornare a parlare di idee, proposte e soluzioni concrete per i cittadini. Esprimiamo piena solidarietà all’On. Elena Donazzan, colpita da attacchi spesso volgari, discriminatori e misogini. È paradossale che proprio chi dice di voler difendere il rispetto e la dignità delle persone finisca per minimizzare insulti rivolti a una donna impegnata nelle istituzioni. Il confronto politico può essere duro, anche durissimo, ma non può mai legittimare epiteti sessisti, minacce o aggressioni verbali. Su questo dovrebbe esserci una condanna unanime, senza doppi pesi e senza convenienze di parte. È, inoltre, profondamente scorretto rappresentare queste azioni come una forma di arricchimento personale. Per quanto reso noto, eventuali proventi derivanti da iniziative legali vengono destinati ad associazioni di volontariato e realtà benefiche. Non c’è alcun ‘bancomat’: c’è semmai il tentativo di trasformare un fatto negativo, cioè l’insulto e la diffamazione, in qualcosa di utile per la comunità. Riteniamo che il Consiglio regionale dovrebbe essere il luogo del lavoro nell’interesse dei veneti, non una piattaforma permanente di scontro ideologico. Lo invitiamo ad abbassare i toni e a riportare in questo ambito temi, idee e progettualità”.
“Già nelle scorse settimane – ricorda Borgia – era emersa la necessità di un uso più consapevole e responsabile dei canali istituzionali. Una cosa è il confronto politico, che può essere anche acceso; altra cosa è piegare gli strumenti dell’istituzione a campagne aggressive e divisive. Chi rappresenta i veneti dovrebbe sentire il dovere di alzare il livello del dibattito, non di trascinarlo continuamente sul terreno della polemica”. Fratelli d’Italia condanna ogni forma di odio online – concludono i consiglieri – da qualunque parte provenga e chiunque colpisca. Proprio per questo respingiamo con forza la doppia morale di chi condanna gli insulti quando li subisce e li minimizza quando colpiscono un avversario politico. A Elena Donazzan va la nostra piena solidarietà. La politica può essere conflitto, anche acceso, ma non può diventare zona franca per la diffamazione. Cunegato abbassi i toni e riporti il confronto sul terreno della responsabilità, del rispetto e della verità”.



