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PADOVA : 200 persone alla Fornace Carotta per il confronto sul futuro di Padova, Michele Boldrin “Padova può essere la Boston del nord-est”

Più di 200 persone alla fornace Carotta per Michele Boldrin e Flavio Zanonato per una serata di confronto sui problemi e il futuro della città, dall’ amministrazione Giordani, all’università , ai trasporti. Boldrin: “Il compito della leadership politica non è misurarsi sul passato, ma sul futuro e sulle potenzialità inespresse della città. Se Padova è la Boston del Nord-Est, dimostriamolo» . Per Boldrin il futuro di una città come Padova dipende moltissimo dalla sua capacità di diventare per davvero, e non a parole, la Boston d’Italia o la Boston del Nord-Est. Questo significa vedere nei prossimi 5-8 anni alcune centinaia di aziende che fatturano miliardi e che crescono, significa vedere delle vere start-up: che fanno lo start e poi vanno up, e non rimangono piatte. Tra le priorità indicate, il costo crescente delle abitazioni, aggravato dalla riduzione della dimensione media delle famiglie padovane, che rende la città sempre meno accessibile per chi non dispone di redditi elevati: un problema che un’amministrazione comunale deve affrontare, anche ingaggiando se necessario una battaglia politica con Regione e Governo.

Citando l’esempio di St. Louis, dove l’area medico-farmaceutica nata attorno alla Washington University è diventata in vent’anni il primo datore di lavoro dell’area urbana, Boldrin ha avanzato una proposta concreta per Padova: aprire un dialogo con l’Università per costruire campus di ricerca, residenza e creazione d’impresa nelle aree non centrali della città, collegandoli con il tram. Una risposta strutturale anche alla fuga dei giovani migliori verso l’estero: «Prima era un rivolo, adesso è un fiume». Il dibattito si è fatto vivace sul metodo: Flavio Zanonato ha rivendicato il primato dell’«analisi concreta delle situazioni concrete», Boldrin ha replicato che proprio la rinuncia a cambiare direzione in nome del realismo è tra le cause del declino italiano: servono produttività, crescita e investimenti in istruzione, ricerca e formazione, guardando ai fatti e alle proposte pragmatiche oltre le contrapposizioni ideologiche tra destra e sinistra.

Numerosi gli interventi dal pubblico, a conferma di una domanda crescente di confronto concreto sul futuro del capoluogo euganeo

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