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PADOVA : Omac compie 70 anni e apre le porte ai clienti.Due giorni di open house e una serata di gala a Villa Giovanelli Colonna

Mercoledì 17 e giovedì 18 giugno la sede di via Germania a Padova accoglierà clienti da ogni parte del mondo, con le novità tecnologiche e le soluzioni per ridurre consumi e sprechi. Mercoledì sera a Noventa Padovana la cena con il vicesindaco Antonio Bressa, l’europarlamentare Elena Donazzan e il presidente della Camera di Commercio Antonio Santocono, che consegnerà all’azienda delle macchine per la pelletteria il riconoscimento di impresa storica.Due giornate di porte aperte e una serata di gala per festeggiare 70 anni di storia. Omac, impresa padovana specializzata nella progettazione e costruzione di macchine per la finitura del pellame, celebra l’anniversario della fondazione con un doppio appuntamento: mercoledì 17 e giovedì 18 giugno la sede di via Germania 29, a Padova, ospiterà un open house dedicato ai clienti, mentre la sera di mercoledì, dalle 20, Villa Giovanelli Colonna di Noventa Padovana accoglierà la cena di gala con autorità, partner e collaboratori. Il titolo scelto per le celebrazioni, “Una storia di eccellenze dal 1956”, riassume il percorso di una realtà famigliare arrivata alla terza generazione. Il titolare Alberto Paccagnella sintetizza lo spirito dell’iniziativa: «Vogliamo ricordare i 70 anni trascorsi insieme e ringraziare quanti hanno fatto parte di questo percorso, oltre a un territorio che ci ha permesso di diventare protagonisti nel Nordest. E vogliamo dire a tutti che guardiamo al futuro e allo sviluppo della nostra azienda per i prossimi 70 anni e oltre».

L’open house, in programma dalle 8.30 alle 18, richiamerà clienti da tutto il mondo: attese delegazioni anche da Messico, Colombia, Spagna, India, Portogallo e Turchia. I visitatori, che potranno partecipare a entrambe le giornate, avranno modo di provare direttamente i macchinari, con tecnici e spazi a disposizione, e scoprire in anteprima le novità di prodotto e di processo: l’azienda mostrerà il cambio di direzione che la attende, verso un nuovo livello di tecnologia e innovazione che guarda anche alla robotica. Una formula, quella delle porte aperte organizzate da un costruttore, poco diffusa nel comparto, dove simili iniziative sono in genere affidate ai rivenditori: l’appuntamento anticipa di qualche mese la fiera di riferimento, in calendario a settembre. «Cerchiamo di offrire prodotti sostenibili, attenti ai risparmi di energia, acqua e collante, e di ridurre gli sprechi di materiale nelle fasi intermedie della produzione. In occasione dell’open house presenteremo una novità che va proprio in questa direzione», anticipa Cristiano Paccagnella, responsabile dell’area commerciale e dello sviluppo dei prodotti. Il momento istituzionale è fissato per la serata di mercoledì 17 a Villa Giovanelli Colonna. Ad aprire gli interventi, dopo l’aperitivo di benvenuto, servito poco dopo le 20, sarà il vicesindaco di Padova Antonio Bressa, seguito dal videomessaggio dell’europarlamentare Elena Donazzan; in chiusura il presidente della Camera di Commercio di Padova Antonio Santocono consegnerà all’azienda il riconoscimento di impresa storica. «Un traguardo che racconta la vocazione famigliare della nostra realtà – sottolinea Martina Paccagnella, che in Omac segue i progetti di innovazione, digitalizzazione e produzione snella -. Vogliamo dimostrare che un’azienda di piccole dimensioni può essere moderna e attrattiva: lo diventa con processi interni che funzionano, con la digitalizzazione, con una produzione organizzata per eliminare gli sprechi e con un buon rapporto quotidiano con chi ci lavora». La storia comincia nel 1956, quando Danilo Paccagnella apre una rivendita di macchine per la cucitura e ottiene per il nord Italia l’esclusiva del marchio tedesco Dürkopp Adler, ancora oggi un riferimento del settore. È il figlio Alberto a compiere il salto da agente a imprenditore: con le prime tingibordo, utilizzate per colorare i bordi delle cinture e tuttora tra i best seller, l’attività inizia a produrre in proprio. Il catalogo conta ormai 150 prodotti tra classi e sottoclassi, comprese macchine dotate di telecamere e computer integrati che lavorano su più assi, dove la precisione si misura in millimetri. Gli accessori che escono da queste lavorazioni finiscono su borse, cinture, tracolle, portafogli e piccola pelletteria. Omac è consulente del gruppo Vuitton e collabora con le grandi maison della moda, da Dior a Hermès, da Chanel a Kering e Goyard, senza dimenticare i pellettieri del territorio. Negli ultimi anni, con Cristiano Paccagnella, sono stati aperti nuovi fronti: cinturini per orologi, packaging di lusso, nautica e sedute per arredamento e automotive. Alla guida c’è la famiglia al completo: il titolare Alberto Paccagnella, la moglie Rita Pra, che cura amministrazione e finanza, e i figli Martina e Cristiano, pronti a raccogliere il testimone. E il futuro passa anche da nuove assunzioni: «Siamo alla ricerca di un esperto di software per i macchinari più evoluti, oltre a ingegneri e progettisti meccanici ed elettronici».

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