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Padova per la prima volta ha celebrato la Festa della Marina Militare Italiana

L’istituzione della “Giornata della Marina Militare” risale al 13 marzo 1939. All’epoca ogni singola Forza Armata ebbe l’opportunità di scegliere il giorno in cui celebrare la propria festa: per la Marina Militare fu indicata la data del 10 giugno quale ricordo di una delle più significative ed ardite azioni compiute sul mare nel corso della 1ª Guerra Mondiale: l’impresa di Premuda. Oggi, mercoledì 10 giugno l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia di Padova ha deciso, per la prima volta a Padova, di celebrare la Giornata della Marina Militare con una breve ma significativa cerimonia che si è svolta di fronte al Monumento ai Caduti del Mare in piazzetta Sartori. La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera e a seguire con la Preghiera del Marinaio, la lettura dell’azione di Premuda con la motivazione MOVM a Luigi Rizzo e si è conclusa con l’ascolto della marcia della Marina Militare. Erano presenti il presidente dell’ANMI di Padova Alberto Zara assieme ai componenti del direttivo, i consiglieri comunali Nereo Tiso e Enrico Turrin, il Luogotenente della Marina Militare di Venezia Massimo Ivagnes e il presidente provinciale di Assoarma Padova col. Aldo Palmitesta. Una volta marinaio… marinaio per sempre” è il celebre motto che esprime il legame indissolubile con il mare e i valori della vita marinara. Questo spirito di appartenenza è custodito e celebrato dall’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, che riunisce il personale in servizio, in congedo e semplici cittadini ed è diffusa su tutto il territorio nazionale con Gruppi anche all’estero.

A Padova l’ANMI custodisce il Museo del Marinaio, un suggestivo spaccato storico tecnico e culturale della marineria militare italiana, in un arco di tempo che va dal primo conflitto mondiale fino, per mezzo delle pubblicazioni dell’Associazione, ai giorni nostri. Sono esposti numerosi “pezzi” rappresentativi della realtà marinara: modelli di navi e di infrastrutture navali (anche a carattere tecnico), testimonianza dell’aviazione di marina (fra le quali l’elica lignea originale di un idroplano), esempi della strumentazione di bordo e apparecchi per il rilevamento della posizione, cartografia e illustrazioni. Ma anche fucili storici e armi bianche (scimitarre, lance, frecce) provenienti dall’Africa e raccolte nel corso di chissà quali navigazioni, assieme a conchiglie e denti di animali esotici che i marinai riportavano come “souvenir”. Fanno bella mostra di sé, nello loro appariscenza, una mina austro-ungarica e un siluro (completo in ogni sua parte) risalente al periodo 1915-18.

Il Museo di trova all’interno della sede dell’ANMI, nel palazzo di Assoarma in viale Felice Cavallotti, 2.

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