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Oggi si è celebrato un evento che per i Carabinieri di Padova e per l’Arma tutta assume un duplice significato: il primo di carattere sentimentale nei confronti di due nostri militari che hanno perso la vita eroicamente nel corso di un intervento, il secondo, di carattere istituzionale, poiché la caserma dove tutti noi quotidianamente prestiamo servizio è a loro intitolata.

Dopo avere deposto un mazzo di fiori davanti alla lapide presente all’ingresso della caserma, alle ore 09.30 il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Padova, Col. Oreste LIPORACE, alla presenza di una rappresentanza del comando e dell’Associazione Nazionale Carabinieri, i familiari delle vittime e il Sindaco di Padova, hanno apposto una composizione floreale davanti alla stele eretta sul luogo dove avvenne il duplice omicidio. Successivamente, nella cappella ubicata all’interno della Caserma “Codotto e Maronese”, nel corso di una cerimonia presieduta dal Comandante della Legione Carabinieri “Veneto”, Generale di Divisione Giuseppe LA GALA, si è celebrata una Santa Messa ufficiata dal Primo Cappellano Militare Don Corrado TOMBOLAN.

Ricordiamo la  sera del 5 febbraio 1981, il turno del Nucleo Radiomobile 18.00 – 24.00 capeggiato dall’Appuntato Enea CODOTTO e con autista il Carabiniere Luigi MARONESE, si recava per un intervento nei pressi del canale Scaricatore, nel quartiere Bassanello, a seguito della chiamata di un cittadino. Arrivati sul posto, i due sorprendevano alcuni militanti dei NAR (un gruppo terrorista neofascista) che tentavano di recuperare un borsone di armi precedentemente nascoste nel letto del canale. Scoperto dai militari, il gruppo ingaggiava un violento conflitto a fuoco con loro, colpendoli a morte. Prima di essere uccisi, i Carabinieri riuscivano, a loro volta, a colpire il leader del gruppo, Valerio Fioravanti, che, gravemente ferito ad entrambe le gambe, veniva successivamente arrestato.

 Enea CODOTTO e Luigi MARONESE vennero insigniti della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, la più alta ricompensa che lo Stato riconosce ai servitori eroici caduti nell’adempimento del dovere e  la cui motivazione così ricorda l’evento:

 

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Articolo di Redazione Padova

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