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BIBIONE – NO AI VENDITORI ABUSIVI. SI’ ALLA LEGALITA’

Bibione diventa portabandiera della legalità in spiaggia. Per tutta la durata della stagione estiva il litorale bibionese isserà lo stendardo della legalità, rivolgendo l’attenzione direttamente ai turisti italiani e stranieri.

Lo sai che la merce contraffatta alimenta la malavita organizzata e uccide gli imprenditori onesti? Lo sai che i prodotti contraffatti prodotti con materiali non certificati, di cui non si conosce la provenienza e potenzialmente dannosi per la tua salute? Lo sai che i tatuaggi in spiaggia possono provocare infezioni e malattie anche gravi? Lo sai che i massaggi fatti da persone non qualificate creano disturbi sull’intero organismo? Sono solo alcune delle domande che la nuova campagna di sensibilizzazione porrà ai turisti per metterli di fronte al problema dell’illegalità e alle conseguenze negative che questa comporta.

Scopo dell’iniziativa, oltre naturalmente a rendere consapevoli gli ospiti della pericolosità dei prodotti contraffatti e dei servizi non certificati che sempre più spesso si vendono nelle spiagge italiane, sarà quello di preservare le attività economiche locali dalla sleale e indiscriminata concorrenza straniera e illegale. Garantire un servizio d’eccellenza, far vivere una esperienza turistica positiva, unica nel suo genere ed indimenticabile in una terra meravigliosa ed accogliente sono le nostre priorità.

 

Guglielmo Favit – Presidente Confcommercio Delegazione di Bibione

“L’illegalità, la contraffazione e l’abusivismo incidono sul corretto funzionamento del mercato in quanto falsano il gioco della concorrenza, comportano la perdita di fiducia degli operatori e la diminuzione degli investimenti. Questi fenomeni impattano pesantemente sul sistema economico-sociale in quanto determinano la chiusura di imprese oneste e la perdita di posti di lavoro, colpiscono la tutela dei consumatori, la sanità e la sicurezza pubblica, causano un danno d’immagine all’intero paese. Auspichiamo che l’attività di contrasto sia intensificata ed organizzata in maniera efficiente, soprattutto a livello periferico, sia per presidiare i luoghi tipicamente caratterizzati dal fenomeno della vendita abusiva su area pubblica, sia per effettuare una raccolta di informazioni unitaria che faciliti l’attività investigativa e l’individuazione delle organizzazioni che gestiscono le vendite abusive di merci contraffatte e non”.

 

Siro Martin – Presidente Confartigianato Imprese Veneto Orientale

“Il mercato del falso vale 6,9 miliardi di fatturato all’anno, 110 mila unità di lavoro sottratte all’economia regolare di cui il 10% in Veneto. I settori più colpiti sono quelli dell’abbigliamento e degli accessori (quasi 2,5 miliari di euro), il comparto Cd, Dvd e software (più di 1,8 miliardi di euro) e quello dei prodotti alimentari (quasi 1,1 miliardi di euro). In Veneto negli ultimi 3 anni sono stati sequestrati 400 milioni di articoli contraffatti. Solo nei primi 5 mesi del 2013 in Veneto sono stati sequestrati 780 mila prodotti tarocchi di abbigliamento, accessoristica, maschere di carnevale e giocattoli; 1.224 articoli di bigiotteria fabbricata con sostanze potenzialmente nocive; 120 borse e cinture griffate contraffatte. Emerge, poi, che solo in Regione Veneto operano circa 10mila tra acconciatori e centri estetici abusivi del tutto o in parte. Facendo una stima molto bassa sull’attività che questi possono erogare si giunge ad un giro d’affari, per la nostra Regione, di circa 200 milioni di euro”.

 

Giancarlo Zecchin – Presidente CNA Sede di Portogruaro

Nonostante gli sforzi delle Amministrazioni Locali e delle Forze dell’Ordine i fenomeni della contraffazione e dell’abusivismo continuano a dilagare nei nostri territori.
Nel periodo estivo assumono maggiore evidenza nelle località balneari dove, senza alcuna remora e in totale mancanza del rispetto delle regole e della salute, i turisti vengono letteralmente assaliti da venditori, tatuatori e massaggiatori abusivi. Ma vorrei ricordare che, anche nelle aree dell’entroterra, l’esercizio abusivo di attività come quelle legate alle piccole manutenzioni degli edifici, al giardinaggio, ai servizi alle persone stanno mettono in ginocchio le attività regolari, che operano nel rispetto delle regole fiscali e civili.
Dobbiamo da un lato sensibilizzare l’opinione pubblica e dall’altro con forza denunciare queste situazioni e fare fronte comune con le Amministrazioni Locali per tutelare le imprese e i cittadini“.

Articolo di Redazione Venezia

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