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CAFC_IMPIANTO PILOTA SALVA RISPARMIO E AMBIENTE

futuro degli impianti gestiti da Cafc passa attraverso un sistema pilota in fase di sperimentazione a Terenzano i cui primi risultati, resi noti durante il sopralluogo fra vertici aziendali e mondo della ricerca universitaria, confermano la strategia: puntare sull’upgrade degli impianti, senza creare nuove strutture per non sprecare più suolo, replicando questo modello sugli impianti di media grandezza, quindi quelli localizzati nel Medio Friuli, con l’obiettivo di incrementare la performance dell’esistente. Si tratta della prima sperimentazione di questo genere di cui non si trova traccia neppure nelle ricerche internazionali.

A dichiarare il futuro di questa ricerca applicata agli impianti di depurazione in Friuli sono il Presidente e il Direttore Cafc, Eddi Gomboso e Massimo Battiston, nell’incontro con i responsabili della ricerca, il docente di Ingegneria Vittorino Gallo e la sua équipe (Angelo Cortesi, Eugenia De Arana, Rosa Vitanza), il Presidente di Friulab Oriano Turello, l’amministratore delegato di Friulab Rudi Vittori, oltre ai responsabile tecnici del settore di Depurazione di Cafc Michele Mion, Andrea Milocco, Annalisa Pinzano e il sindaco di Pozzuolo del Friuli, Nicola Turello. Il progetto, nato grazie alla convenzione fra Cafc e Università di Trieste, diventa esempio per ridurre il volume dei fanghi di supero prodotti dagli impianti di depurazione: ciò comporta in primo luogo un’innovazione impiantista per tutto il Friuli e un significativo contenimento dei costi stimabile attorno al 20 per cento. Per la prima volta si può rispondere affermativamente alla domanda da cui è partita la ricerca, ovvero se è possibile ridurre la produzione dei fanghi di supero mantenendo alte le prestazioni depurative dell’impianto di trattamento, spiega Vittorino Gallo, docente di Ingegneria all’Ateneo triestino. La riduzione dei fanghi si aggira attorno al 20-30 per cento: una notevole economia che si aggiunge alla voce del risparmio energetico.

Si possono far funzionare meglio gli impianti depurativi attraverso il processo OSA, ovvero oxic-settling-anaerobic, con un investimento contenuto: nel caso dell’impianto di Terenzano (serve Pozzuolo, Campoformido, Villa Primavera, Basaldella, in totale circa 8 mila abitanti), Cafc valuta un investimento di circa 150 mila euro, spesa i cui tempi di ritorno sono stimati sui 5 anni. L’impianto pilota realizzato a Terenzano ha richiesto un investimento di circa 50 mila euro e potrà essere utilizzato oltre che per la sperimentazione OSA anche per l’ottimizzazione del reattore aerobico con controllo a cicli alternati di ossidazione. La nuova tecnologia sperimentata a Terenzano – nei prossimi anni in estensione su altri impianti di dimensioni medie – sta dandobenefici oggettivi registrati giornalmente dai ricercatori che effettuano misurazioni e analisi in loco, visto che si tratta di un impianto cosiddetto biologico, vivo, che necessita di ispezioni costanti, consultabili in tempo reale grazie al sistema di telecontrollo di Cafc.

L’impianto pilota OSA a Terenzano, che tratta circa 1400 litri al giorno di reflui in un reattore aerobico con un volume modificabile compreso fra 500 e 1100 litri è stato avviato il 9 maggio con le prime prove per la messa a punto delle apparecchiature, del sistema di controllo e della metodologia di analisi; a settembre è stato avviato il reattore anaerobico del volume di 2 mila litri); da novembre si è iniziato a spurgare i fanghi di supero per lo studio che proseguirà per almeno altri 8 mesi con l’obiettivo di introdurre i cicli alternati al fine di ridurre ulteriormente i carichi organici.

Alle analisi chimiche e biologiche dei campioni provenienti dal pilota partecipa anche Friulab.

L’impianto è si sta dimostrando molto robusto – dichiarano nella relazione i ricercatori – ed è in grado di sostenere dei carichi, intesi come concentrazione di sostanza organica, molto diversi e rilevanti; ciò significa che si possono ottenere risultati di depurazione buoni con volumi di impianti inferiori a quelli esistenti”. La risultante finale è migliorativa anche in ottica di salvaguardia ambientale.

L’impianto pilota, che farà da scuola agli altri impianti, comporterà per il Friuli l’incremento delle capacità tecnologiche migliorando la capacità delle strutture esistenti, la riduzione dei costi gestionali, il rinnovamento delle infrastrutture, l’abbattimento dei volumi dei fanghi e, in prospettiva, sull’esempio di quanto avviene nei paesi nordici, normative permettendo, l’utilizzo in agricoltura di questi fanghi trattati, più ricchi di minerali, come fertilizzanti.

Articolo di Roberto Mattiussi

Passione per il giornalismo, Webmaster, esperto Seo & On Line Marketing. Precedentemente anche Dj, Tecnico-Informatico , Regista in diverse Radio. Laurea nel 2004. Tutte le sere conduce il Telegiornale del FVG su Cafè24. Orari Tg: 19:20, 21:00, 00:05, 07:20. Tutte le mattine in onda su Radio Fantasy con la rassegna stampa alle 06:00, 06:30, 07:00, 07:30, 08:30.

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